Sharing economy: condivido, guadagno, socializzo!

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30 settembre, 2016
sharing economy

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Lo scorso anno il mercato della sharing economy valeva 3,5 miliardi ma, secondo l’Università di Pavia, nel 2025 potrebbe arrivare a quota 25 coinvolgendo oltre 21 milioni di persone.
Che si tratti di condividere un’auto, un appartamento o un pranzo, il risultato non cambia: gli italiani di oggi navigano, condividono e risparmiano. In poche parole, hanno promosso la sharing economy. I servizi più popolari sono l’home sharing, il car pooling, il bike e car sharing (il 9% degli intervistati li ha usati), il taxi peer to peer (8%), il social eating (6%).
Le piattaforme che offrono questi e altri servizi di condivisione sono cresciute tra il 2014 e il 2015 del 34,7%.
Il 2015 è stato un anno importante per questo settore. A livello internazionale, AirBnb ha continuato a crescere, ricevendo costantemente nuovi round di finanziamento, arrivando a essere quotata 24 miliardi, una valutazione maggiore rispetto a un colosso dell’accoglienza come la catena Marriot, che vanta circa 4mila hotel in tutto il mondo. In BlaBlaCar, l’idea di fondo è quella di estendere la sharing economy nel campo del carpoooling a livello mondiale. Ad oggi, nel 2016, BlaBlaCar è presente il 22 nazioni europee e vuole diventare a tutti gli effetti un player globale.

Il fenomeno sharing economy visto da vicino

La sharing economy, o economia della condivisione, è un concetto in continua evoluzione, come la realtà a cui fa riferimento. Si affaccia nel panorama economico alla fine del Novecento, ma si è concretizzato con il diffondersi di internet e con la nascita delle community online e di nuove piattaforme tecnologiche.
È un universo che comprende molte realtà caratterizzate da molti elementi. Primo tra tutti è il fatto di essere un nuovo modello economico improntato sulla condivisione di beni e servizi e, quindi, non più basato sull’acquisto e sulla proprietà ma piuttosto sul riuso e sulla condivisione, in cui l’elemento relazionale è fondamentale.
In pratica alcune persone affittano la loro auto per qualche ora, altri si offrono di cucinare pasti per permettere a chi lavora di godere di una pausa pranzo in “famiglia”, altri ancora condividono la loro abitazione con persone che vengono dall’altra parte del mondo. Le possibilità sono infinite e gli imprenditori sono sempre alla ricerca di nuove combinazioni.
In questo panorama, gli imprenditori che operano nel campo della sharing economy hanno scorto un’opportunità per i consumatori offrendo loro la possibilità di condividere sia beni tangibili, come la casa, l’auto, i pasti, che intangibili come il proprio tempo libero.

SO Lunch: un modello di sharing economy

Il cibo è da sempre un forte aggregatore di persone e di esperienze. Il cibo avvicina, rallegra e appaga. A tavola si parla più volentieri, si condividono non solo le pietanze, ma anche le esperienze. SO Lunch, nata dall’intuizione di Luisa Galbiati con il supporto di un team che comprende Elena Seccia, Oscar Figus e Roberto Marmo nelle vesti di mentor, mette in contatto chi è a casa all’ora di pranzo con chi, lavorando o studiando, vuole mangiare come a casa propria, ovunque si trovi, garantendo un guadagno ai cuochi e favorendo nuove relazioni. Consente alle persone di socializzare, mangiare in modo sano e, nello stesso tempo, di guadagnare.

Tutti ottengono benefici perché diventano parte attiva del processo. In Italia, parliamo di 17 milioni di persone inattive, dai 24 ai 65 anni, che sono a casa, spesso, con redditi bassi. SO Lunch utilizza la sharing economy per generare reddito e inclusione sociale attraverso una community trasversale per età, reddito, cultura, esperienze.
Nonostante la piattaforma sia online solo da fine aprile, centinaia sono le persone iscritte e decine i pasti scambiati. La stampa nazionale e locale (La Repubblica, Corriere della Sera, Avanti, Rai Radiorai2-EtaBeta) ha dedicato ampio spazio all’iniziativa ritenendola innovativa e socialmente utile.

SO Lunch è stato fra i 30 finalisti dell’European Innovation Competition New Way to Grow 2015 tra 1.500 progetti europei, ha vinto il Digital Award 2015– Il coraggio di Innovare promosso dalla Regione Lombardia e da UnionCamere ed è stato tra i 20 progetti selezionati dall’acceleratore di imprese sociali SocialFare di Torino. Il progetto SO Lunch è stato presentato al Ferrara Sharing Festival come piattaforma di sharing economy emergente e i founders sono stati invitati a Forum PA 2016 a discutere sulla proposta di legge sulla sharing economy.
L’obiettivo della start up è di consolidare, entro fine anno, la presenza a Milano e a Roma per poi ampliare il progetto, nel 2017, a tutta Italia e, dopo il consolidamento italiano, approdare in Europa.

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L’immediato futuro vede SO Lunch tra i 20 progetti selezionati dal Comune di Milano nel primo bando di Crowdfunding Civico italiano. La campagna, attiva sulla piattaforma Eppela, è online dal fino al 3 novembre.
Ogni contributo riceverà una ricompensa proporzionata alla donazione (a partire da una quota simbolica di 5 euro) e un ringraziamento sul sito dell’evento, per aver appoggiato il progetto.
Per contribuire alla campagna è sufficiente registrarsi sul sito di Eppela e partecipare con una donazione.
Al raggiungimento dell’obiettivo, il Comune di Milano raddoppierà la raccolta.

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