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Jon Snow e’ morto a causa della banda ultra larga

Jon Snow e’ morto a causa della banda ultra larga
7 minuti di lettura

Comincio a convincermi che Jon Snow era inevitabilmente destinato a morire.

Ci eravamo lasciati con un: ‘vi racconterò come andrà  …

Day 1: E’ il 30 Novembre quando Vodafone mi manda un sms avvisandomi che nelle prossime 24 ore avrei potuto collegare e rendere operativa la Vodafone station per godere dei miei 100 Mb di banda ultra larga. Non vi dico l’eccitazione. Prima di andare al lavoro sostituisco il router Fastweb (azienda che rammento mi ha sempre promesso, ma mai assegnato l’opzione fibra) e attacco la Vodafone station revolution.

Mentre sono in ufficio ricevo un altro SMS di Vodafone che mi invita ad effettuare il collaudo della linea. Alle 19 torno dal lavoro e mi precipito al pc per vedere se tutto è ok, ma mi accorgo che non c’è linea. Provo il telefono: isolato.

Chiamo il 190 e chiedo come mai sono isolato. Loro mi dicono che manca il collaudo ma ormai è tardi e chi mi aveva contattato (giuro che al netto del sms non ho ricevuto ne telefonate ne email) mi ricontatterà nuovamente l’indomani mattina. Mi rassegno.

Day2: Al mattino chiamo il 190 per il collaudo, aspetto un po’ la richiamata e finalmente proviamo il funzionamento della mitica Vodafone station. Non va niente, tutto tace. ‘ha messo i cavi giusti?‘, ‘ha disattivato tutti i telefoni in casa?‘, ecc. Niente non va proprio niente. Aprono una segnalazione mentre io vado al lavoro in ritardo.

Alle 15 circa da casa mio figlio mi avverte che è arrivato un tecnico di Telecom. ‘Perchè Telecom?‘ direte voi. Perchè l’ultimo miglio (o meglio, la distribuzione fino agli appartamenti) è in gestione diretta ed esclusiva di Telecom.

Il tecnico Telecom fa tutte le verifiche del caso, controlla tutto, mi chiede via cellulare del figliolo dove si trovi l’armadietto di distribuzione condominiale e dopo tre ore circa di indagini emette la sentenza: LA MIA LINEA DA CASA, PASSANDO PER L’ARMADIETTO CONDOMINIALE, INFILANDOSI NEL POZZETTO DI STRADA E SINO ALL’ARMADIO DI DISTRIBUZIONE N.23 IN VIA S.DONÀ, È A PROVA DI BOMBA. TELECOM È INNOCENTE, VODAFONE È COLPEVOLE.

E io resto ancora senza segnale internet e senza linea telefonica. E comincio ad essere molto triste.

A quel punto chiamo un mio amico in Vodafone che si preoccupa davvero in modo encomiabile e mi favorisce i rapporti con il 190 fintanto chè riesco finalmente a parlare con un tecnico ufficiale di Vodafone, che per comodità chiamerò Mister. P.

Lo chiamo, gli spiego l’accaduto e lui mi conferma che da programmazione dell’intervento Vodafone (ovvero ciò che mi è stato venduto) dovrei essere agganciato all’armadio 38 in Via Monte Berico in modalità FTTC MAKE. Giuro che più avanti spiego cos’è.

Ricordate l’armadio 38? Ok, rimetto la fotina (non ho problemi di privacy, il mio numero di casa è sull’elenco, così come il civico)

Screenshot 2015-12-05 14.18.55

Ma fermiamoci un attimo e spieghiamo in modo semplice come funziona il tutto:

A) Telecom è proprietaria e responsabile dell’ultimo miglio, ovvero di tutto ciò che accade dall’armadio di strada (quello con la capocchia rossa), passando per il sottosuolo, fino a casa nostra. Quell’armadio ****T_38 è un armadio Telecom. Chiaro?

B) Quando Vodafone e Fastweb si affiancano con i loro armadi a quello di Telecom, lo fanno per permettere di agganciare la nostra utenza dall’armadio Telecom al loro. In pratica quello che deve fare il sig. P.

fttc_diagram

Guardando la foto: Local Exchange è Vodafone o Fastweb, Street Cabinet è Telecom. Chiaro?

Detto ciò significa che io dovrei essere servito dal cabinet (armadio Telecom 38) e la cosa mi puzza, come già mi puzzava da tempo. Vado a letto incazzato e aspetto il Day 3 e la telefonata del sig. P. di Vodafone.

Day 3: Dopo un po’ di ore di silenzio preoccupante mando un sms al sig. P. che mi risponde dicendosi dispiaciuto ma ammalato e confermandomi di aver passato la pratica a un collega che però non mi chiamerà mai.

A quel punto richiamo il 190 di Vodafone che mi giura: ‘domani la facciamo seguire in modo speciale perchè vogliamo risolvere il problema‘.

Vado a letto sconsolato.

Day 4: Al mattino in effetti una gentile signora di Vodafone mi telefona al cellulare e mi assicura che mi seguirà in modo particolare. Dopo la telefonata la tizia, che chiameremo per comodità Miss V., mi scrive un email e mi assicura che potrò mandarle info quando voglio e che mi comunicherà step by step l’evoluzione del caso.

Ringrazio, le scrivo un paio di volte dicendole che non sta succedendo nulla e incrocio le dita.

Alle 16.00 di venerdì torno a casa. Verifico che non funziona ancora nulla e scrivo a miss. V. ‘gentilissima sono disperato, datemi almeno un po’ di GB sulla sim di back up, perchè con 1gb mi faccio fresco’. Lei mi risponde, mi ricarica la SIM per due Gb, mi promette che avrò due mesi di sconto per il disagio (tengo l’email, vedi mai) e poi interrompe le trasmissioni per un po’.

Alle 18.00 colpo di scena ritorna il tecnico Telecom del Day 2. Rifà le verifiche e poi mi dice: ‘ma tu non potrai mai avere la fibra da Vodafone, perchè loro te la consegnano nell’armadio 38 di Via M. Berico mentre tu sei attestato nella porta 41 dell’armadio 23 di Via San Donà’

#GAC (traduzione=GRAZIE AL CAZZO) lo sapevo dal primo giorno che ero attestato li, e l’ho ribadito 10 volte al commerciale che mi ha venduto la fibra, ma lui insisteva mostrandomi il portale GEA e assicurandomi che avrei avuto i 100 favolosi Mb di fibra in modalità FTTC Make.

Dunque, ora spieghiamo la differenza fra make e vula/nga.

La prima è un offerta a 100 Mb che il provider porta con proprie tecnologie fibra e local Exchange (armadio di strada Vodafone o Fastweb) vicino allo street cabinet (armadio di strada Telecom) per poterle distribuire al cliente finale su rame e modem fibra.

La seconda è un offerta a 30 Mb che il provider (Vodafone o Fastweb) rivende al cliente finale su tecnologie fibra di Telecom Italia (un vero e proprio wholesale) per poterle distribuire al cliente finale su rame e modem fibra.

Qui trovate il documento tecnico: https://www.wholesale.telecomitalia.com/it/catalogo/-/catalogo_aggregator/article/1027774

A questo punto chiamo Mister P. e gli riferisco ciò che mi ha detto Telecom. Lui però mi offre un’altra interpretazione, ovvero mi dice che i commerciali Vodafone che programmano l’intervento si basano davvero sulla fibra posata e da posare di Vodafone, noncchè sui loro local Exchange, ma per la distribuzione (ultimo miglio, armadio Telecom e rame fino a casa) si basano sui data base di Telecom.

Dunque il commerciale di Vodafone mi ha venduto un contratto basandosi su un DB errato di Telecom che mi individuava nell’armadio 38 e non nel 23. Sarà vero?

Il maledetto armadio 23, eccolo in tutta la sua fierezza solitaria.

2015-11-07 10.54.55

Chiedo a Mister P. a questo punto cosa osti assegnarmi in modalità nga/vula all’armadio 23, pur rinunciando ai 100 MB in favore dei 30. Risposta: ‘se si può fare non costa nulla, ma devo verificare. Comunque è un’azione che non prevede manualità, la si effettua da centrale‘.

Vado a dormire, ho solo 2GB di accesso 4G da usare con parsimonia e sto cadendo nello sconforto più totale.

 

Day 5: E’ ormai sabato, il weekend sarà lungo e poi c’è il ponte. Mumble, mumble mi affastellano pensieri e incazzature varie.

Vado a prendere il pane e a svolgere altre commissioni percorrendo parte del quartiere. Seguo i tombini Telecom e torno nel luogo del delitto. Faccia a faccia con l’armadio 23 inserito da Telecom in una proprietà privata.

L’armadio è li, solo. Non avrà mai la compagnia degli altri operatori perchè a loro non è CONCESSO.

Dunque, al netto della superficialità e dei palesi errori di Vodafone, possiamo permetterci nel 2015 che un ex operatore monopolista possa decidere le sorti di un quartiere,  di una zona produttiva, magari di una scuola?

Che forza ho io per andare dal mio sindaco e dirgli: ‘per favore puoi far spostare quell’armadio di Telecom in zona pubblica in modo che anche gli altri operatori giochino la loro partita‘.

Alla faccia della libera concorrenza.

A questo punto comprendo le perplessità di Renzi sulle telco italiane e la necessità di far entrare altri competitor come Enel o RayWay per cambiare le regole del gioco.

RIP: Jon Snow

Update: Piccolo siparietto. Ho provato a usufruire dell’accesso WOWFI di mia suocera per avere un po’ di connettività. Provate a chiedere a Fastweb da quante ore non funziona il servizio di distribuzione credenziali. #noncelapossiamofare

Foto del profilo di Gianluigi Cogo
Da anni facilita i processi che sfruttano le nuove tecnologie e diffonde cultura digitale nella Pubblica Amministrazione. In rete dai primissimi anni ‘90, a Venezia fonda la prima rete civica ‘Venice On-Line’ e poi il primo portale cittadino: ‘Venezia.Net’. Verso la fine degli anni ’90, assieme ad altri colleghi, crea il primo network dei Comuni della Provincia di Venezia ‘Polo Est’ e, infine, uno dei primi social network italiani: ‘Networkingitalia.it’. Presso la Regione Veneto (dove ora ha la responsabilità della Community Network inserita nella struttura di e-government) crea la prima rete intranet basata su workspace e dinamiche 2.0. Sviluppa, insieme ad altri colleghi di diverse regioni italiane, Ritef, la ‘rete delle regioni per l’e-learning’ ed è fin dai primi anni 2000 uno dei protagonisti del Cisco Networking Academy in Italia. Attualmente svolge consulenze per Università, Centri di Formazione Pubblici e Privati e Ministeri, per divulgare le dinamiche e i valori della ‘collaborazione e della partecipazione’. E’ docente presso la Facoltà di Informatica dell’Università Ca Foscari di Venezia del corso ‘Social media e smart apps’, Presidente di Assint (Associazione per lo sviluppo dell’innovazione e delle nuove tecnologie), è stato anche Segretario Generale dell’Associazione Italiana per l’Open Government, Componente del Comitato Scientifico della rivista Egov, membro dell’esecutivo dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione, fondatore/animatore della rete degli innovatori della pubblica amministrazione, consulente di FormezPA e molto attivo con il suo blog: http://webeconoscenza.net/. Ha ideato e promosso il primo Barcamp degli innovatori della Pubblica Amministrazione e collabora come docente e curatore scientifico per master e corsi sull’e-government 2.0 e sull’Enterprise 2.0. Scrive su diverse riviste del settore e ha pubblicato i libri: ‘La cittadinanza digitale’ , ‘I siti web delle Pubbliche Amministrazioni’ e ' I Social Network nella PA'.

4 Comments

  1. Come ti capisco , io pure abito a Venezia ma in centro storico (zona biennale) e qui l’unica che ha fibra é Telecom, Fastweb latita con una adsl da max 7 ma scarsi…e Vodafone dal portale Geo mi dice FTTC VULA da 30mb , dopo il tuo primo post mi sono messo a seguire “il filo di Arianna” chiedo e mi informo ma Fastweb (il mio attuale gestore) dice in futuro ma parlando con dei miei amici tecnici Fastweb mi dicono che qui a Venezia prima di 1o 2 anni e sono praticamente in whoosale non si avrà nulla , in parole povere vuoi la fibra (o finta fibra che sia) devi avere Telecom o nulla e siamo nel 2015 …… 🙁

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  2. e fin qui, la prima parte della disavventura, poi ci saranno almeno due anni di fatture a costo zero, 1€, 2€…a seconda del conguaglio. Ci vorranno almeno 5 raccomandate di sollecito ad aggiornare il DB, nonostante il contratto sia chiuso e una minaccia al primo sportello vodafone di denuncia per spam, stalking, estorsione di denaro e chi più ne ha più ne metta.
    nò-nò….beati gli ultimi che saranno i primi

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    • sei tu l’autrice dell’articolo?Come e’ andata a finire? Almeno se nn in fibra 100 make ti hanno collegata la linea in Vula?

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      • niente fibra. Ripiego su una connessione UTE della Tre, che per quel che mi serve va benone.

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