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Premio Egov 2015 story: la rete civica Iperbole 2020 del Comune di Bologna e’ vita pubblica

Premio Egov 2015 story: la rete civica Iperbole 2020 del Comune di Bologna e’ vita pubblica
4 minuti di lettura

Dal Premio Egov 2015 piovono eccellenze di ogni tipo. Una è senz’altro Iperbole 2020 del Comune di Bologna, rete civica e piattaforma innovativa a servizio dei compiti istituzionali e della collaborazione civica. Il progetto è stato premiato, fra quelli vincitori, alla manifestazione finale andata in scena a Smau Milano, nella categoria “Servizi digitali per una cittadinanza connessa (rendere semplici, veloci e fruibili i servizi on-line)“.

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Per la giuria del Premio Egov 2015, il progetto “si ispira al concetto di SMART CITY HUB e di #GovAsAPlatform e mira ad ampliare l’esperienza d’uso dell’utente, sia per rispondere alle domande di servizio di pubblica utilità, in un unico luogo digitale, e sia per fornire spazi di collaborazione. Esempio assoluto in Italia di portali e servizi concepiti pensando all’utilizzatore finale e alle sue esigenze di semplicità, freschezza grafica, completezza delle informazioni e strumento di engagement collaborativo“. Pionero ha intervistato Pina Civitella, responsabile U.I. Servizi Applicativi – Comune di Bologna.


La vostra amministrazione voleva risolvere un problema di pubblico interesse. Riuscirci è un punto di partenza o un punto di arrivo?

Iperbole 2020 nasce per offrire uno spazio collaborativo per Bologna Città Metropolitana attraverso il quale favorire la partecipazione alla vita pubblica, accelerare la collaborazione e la cura dei beni comuni. Iperbole 2020 si ispira ad un modello di comunicazione orizzontale, in cui la rete civica diventa uno spazio digitale dei cittadini. Nell’ottica del regolamento per i beni comuni urbani la rete civica nasce come bene comune digitale il cui codice è condiviso sulla rete con licenza open source.

La rete si articola in tre aree: Informazioni, trasparenza e rendicontazione su attività amministrative, istituzionali e politiche. Uno spazio unico di accesso ai servizi e alle relazioni digitali tra cittadini e Amministrazione, basato su una piattaforma di aggregazione.

Un ambiente dedicato ai cittadini – singoli e associati – e ai progetti di innovazione civica, servizi per la consultazione, la partecipazione e la collaborazione. Cittadini, imprese, associazioni e gruppi informali possono facilmente:

  • presentarsi, avere un blog e descrivere i propri progetti;
  • conoscere i progetti “del tuo vicino”, condividere risorse, collaborare e cogestire i beni comuni;
  • accedere ai servizi e ricevere informazioni su scadenze amministrative;
  • interagire con il Comune anche con consultazioni, bandi e avvisi.

La nuova rete civica è stata sviluppata nel rispetto e dei principi di usabilità del web, con attenzione alla accessibilità e alla fruibilità da dispositivi mobili. Nell’ottica dei beni comuni digitali, il codice di Iperbole 2020 è stato reso disponibile con licenza open source all’interno della piattaforma Github alla comunità degli sviluppatori, al fine di favorirne il riuso e l’ampliamento. L’attuale versione di Iperbole 2020 rappresenta il primo passo per la costruzione di uno spazio digitale abilitante, che sulla base di linee guida di metodo e tecnologiche sia in grado di:

  • ampliare l’offerta e adeguare quelli servizi esistenti al nuovo modello di comunicazione;
  • aggregare servizi di terzi pubblici e privati come partner e/o sponsor;
  • definire modelli e servizi innovativi riguardo l’ideazione e monitoraggio delle politiche.

In cosa consiste il progetto? Qual’è il suo livello di replicabilità?

Ci piace di seguito illustrare alcuni degli aspetti che hanno determinato il successo del progetto della rete civica, una lezione sul campo che a nostro avviso rappresenta il vero elemento di novità e replicabilità. Il percorso di ideazione e sviluppo della rete civica si è svolto nell’arco complessivo di un anno, secondo le seguenti fasi principali:

  • definizione e formalizzazione del concept;
  • condivisione e validazione da parte della giunta; individuazione dei partner;
  • individuazione delle fonti di finanziamento proprie e contributo da parte di sponsor;
  • definizione del gruppo di progetto;
  • co-design della soluzione;
  • sviluppo e monitoraggio;
  • collaudo aperto alla comunità esterna.

Senza voler entrare nel dettaglio di ogni fase si sottolinea come la definizione del concept della rete civica sia stato uno dei risultati del percorso partecipato di elaborazione dell’agenda digitale locale e del piano strutturale metropolitano, che per le questioni del digitale ha potuto contare sull’intera comunità locale dei soggetti attivi dalle start-up fino all’Università.

Questa comunità è stata coinvolta oltre che nella fase iniziale di ideazione anche in quella di co-design della soluzione, grazie ad un workshop finalizzato a identificare i bisogni e i casi d’uso concreti dei principali profili/target utente, in modo da consentire di declinare il concept in un modello concreto di realizzazione.

Sono state inoltre svolte attività d’intervista, sia con modalità questionario che d’incontro di gruppo, con gli stakeholders interni all’amministrazione responsabili e/o funzionali alla definizione della strategia di comunicazione digitale.

Altro elemento di valore è stata la capacità di ricorrere agli sponsor per concorrere alla copertura della spesa complessiva di realizzazione oltre che a individuare risorse proprie. La consapevolezza dell’importanza di inserire nel gruppo di progettazione esperti di service e user experience design nonché la priorità data ad un approccio di sviluppo rapido e prototipale per rimandare a fase successive gli affinamenti della soluzione.

Determinante per chiudere il cerchio la fase di collaudo finale svolta prima da personale interno e poi con il contributo di utenti esperti volontari, che ci hanno consentito in tempi stretti di raccogliere segnalazioni di malfunzionamento e motivato nella risoluzione.
Che cosa vi resta del Premio Egov 2015 in senso di ‘condivisione’ delle esperienze ed eventuale spunto per migliorare i servizi della vostra amministrazione?

L’approccio collaborativo del progetto open data del Comune di Lecce. La carica dei ragazzi di Open move e l’approccio aperto della provincia di Trento. Lo sviluppo di nuove possibili sinergie con la Regione Emilia Romagna nello sviluppo della mappa del monitoraggio.

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