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Premio Egov 2015: con ZTL Network della Regione Veneto i diritti dei cittadini sono illimitati

Premio Egov 2015: con ZTL Network della Regione Veneto i diritti dei cittadini sono illimitati
4 minuti di lettura

Condividere sempre tutte le informazioni con le altre amministrazioni, a tutela dei diritti dei cittadini: l’obiettivo principale del progetto ZTL Network parte da qui, fornendo una risposta determinante al problema delle zone a traffico limitato per coloro i quali hanno diritto ad accedervi sempre e comunque.

Ecco perché la Regione Veneto, con il progetto Zetatielle Network, ha ottenuto un menzione speciale al Premio Egov 2015 (undicesima edizione andata in scena presso SMAU MILANO) nella sezione “Servizi digitali per una cittadinanza connessa (rendere semplici, veloci e fruibili i servizi on-line)“.

Per la giuria del Premio Egov 2015, si tratta di un “brillante esempio di cooperazione applicativa a regia regionale a più livelli, tra municipalità diverse che scambiando i dati sugli accessi e le relative autorizzazioni ZTL, rendono di fatto il sistema integrato di circolazione per gli automobilisti un esempio da emulare“. Pionero ha intervistato in merito Roberto Costantin, P.O. Progettazione e Tecnologie Regione Veneto – Sezione Sistemi Informativi.

1. La vostra amministrazione voleva risolvere un problema di pubblico interesse. Riuscirci è un punto di partenza o un punto di arrivo?

Entrambe. Siamo convinti che il grande patrimonio informativo posseduto dalla PA deve essere condiviso per dare una risposta concreta alle esigenze pubbliche ecco perché il progetto va letto sotto due punti di vista:

  1. come punto di arrivo. Perché nasce per rispondere in prima battuta ad una esigenza puntuale: consentire il libero accesso, alle categorie autorizzate, alle aree ZTL.
  2. come punto di partenza. Innanzitutto perché sarebbe auspicabile che venisse esteso a livello nazionale e poi perché sarà possibile ampliare le sue funzionalità ad altri servizi quali ad esempio:
  • facilitare la verifica dei contrassegni;
  • permettere il controllo in strada degli stalli e dei parcheggi riservati a determinate categorie;
  • contrastare, in generale, i fenomeni illegali e di abusivismo;
  • estensione ad eventuali altre categorie

2. In cosa consiste il progetto? Qual è il suo livello di replicabilità?

Il nuovo codice della strada stabilisce che gli autoveicoli appartenenti a determinate categorie di cittadini (taxi, NCC e portatori di handicap) devono essere liberi di circolare in tutte le aree ZTL del territorio senza incorrere in sanzioni a prescindere dal Comune di residenza che ha rilasciato l’autorizzazione.

Ma facciamo un passo indietro: si pensi a cosa succedeva prima della realizzazione del progetto. La mancanza di scambio di informazioni tra i comuni obbligava un portatore di handicap che doveva spostarsi in un altro comune ad avvisare in qualche modo (fax, email ecc.) il comune di destinazione.

In mancanza di questa segnalazione la persona si vedeva comminare una sanzione per transito in area ZTL, ne seguiva un ricorso che comportava disagi e spese sia da parte del cittadino che della pubblica amministrazione. E’ impensabile e ingiustificabile che un’informazione posseduta da una un ente non sia condivisa con le altre amministrazioni causando danno ai cittadini e privandoli di fatto di un loro diritto.

Il progetto ZTL Networ” ha voluto quindi dare una risposta a queste esigenze. In concreto, poiché le informazioni sono già in possesso dei singoli comuni che rilasciano le autorizzazioni, sono stati realizzati e attivati dei servizi di cooperazione applicativa che consentono il mutuo scambio delle targhe dei veicoli tra tutti i soggetti interessati. Il modello è stato disegnato al fine di non creare repliche delle basi dati distribuite, ma di reperire direttamente alla fonte l’informazione solo nel momento in cui essa serve per l’elaborazione da parte di un ente terzo.

Sono stati definiti:

  • sette nodi aggregatori (ruolo espletato dai Comuni capoluogo di provincia) che svolgono funzione di affiancamento e supporto. Il nodo provinciale raccoglie le informazioni dei comuni del proprio territorio e mette a disposizione l’infrastruttura tecnologica di gestione del dato e di cooperazione.
  • un nodo centrale regionale che svolge funzione di indice generale e di interscambio (il nodo non possiede l’informazione puntuale ma solo l’indice necessario per raggiungere il nodo provinciale che detiene l’informazione completa)

La replicabilità dell’esperienza regionale è molto alta poiché il progetto è poco invasivo e richiede modesti investimenti. Naturalmente è possibile adottare il software realizzato (web app e ws di porta di dominio) che viene messo a disposizione secondo le modalità del riuso.

Ma quello a cui si deve puntare è la realizzazione del Network Nazionale delle White List magari, perché no, partendo dal modello Veneto. L’importante è garantire l’autonomia alle singole regioni e concentrarsi sulla condivisione e il miglioramento degli standard di interscambio che il progetto ha definito.

3. Che cosa vi resta del Premio Egov 2015 in senso di ‘condivisione’ delle esperienze ed eventuale spunto per migliorare i servizi della vostra amministrazione?

Partecipare ad eventi come il Premio Egov, oltre ad essere motivo di soddisfazione per i premiati, è soprattutto l’occasione per toccare con mano le eccellenze che la PA sa esprimere. Si possono cogliere idee innovative e spunti dai quali partire per portare “a casa” queste esperienze e provare a replicarle.

Lo scambio culturale che si vive è un’occasione unica per crescere sia come persona che come professionista. Peccato che a volte non si riesca a dare il giusto risalto a progetti che meritano, non solo di essere premiati, ma soprattutto di essere portati all’attenzione dell’opinione pubblica come esempio di una PA efficiente e capace di rinnovarsi e non restare relegati nell’ambito degli addetti ai lavori.

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