Il monitoraggio ambientale di OpenPuglia attraverso gli Open Data

Scritto da:     Tags:  ,     Data di inserimento:  1 ottobre, 2015  |  Nessun commento
1 ottobre, 2015
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Innanzitutto due parole su OpenPuglia.  Nasce all’inizio di quest’anno come un progetto di “Civic Hacking” anche se al momento si sta strutturando in Puglia come un vero e proprio “Centro di competenza su Open Data, Trasparenza e Open Government”, raccogliendo e mettendo in rete tra loro  innovatori e professionisti che operano a vario titolo all’interno (ma anche  fuori) della Regione.

Sin da quando abbiamo introdotto in Italia gli Open Data stiamo cercando di capire se e come i dati (e gli Open Data in particolare) possono effettivamente diventare uno degli elementi chiave per favorire l’innovazione, l’engagement dei cittadini, il controllo sociale delle policy fatte su un territorio favorendo in qualche modo lo sviluppo economico e  il benessere di chi in quel territorio ci vive e lavora: cittadini e aziende.

Non ci sono dubbi che i dati sono e saranno sempre più un elemento determinante per l’innovazione. Questo sta già in qualche modo accadendo, e anche gli Open Data, per il momento ancora in minima parte, stanno contribuendo a tutto ciò. Quello che scarseggia  infatti sono Open Data “ad alta qualità” su cui generare servizi orientati alla conoscenza. Dove per “alta qualità” si intendono varie cose, tra cui ad esempio il fatto che vengono rilasciati con frequenza predefinita, in modo disaggregato (a meno di problemi relativi alla privacy e alla confidenzialità del dato), con “coperture” territoriali significative e aggiungerei anche attraverso modalità tecnologiche avanzate.

Attraverso OpenPuglia si stanno cominciando a sviluppare alcune azioni su temi ritenuti di interesse per il territorio: trasparenza della PA, beni culturali, trasporti, agroalimentare e ambiente. L’idea è quella di raccogliere, armonizzare, integrare gli Open Data esistenti per generare dataset ad alta potenzialità attraverso cui avviare azioni e servizi di monitoraggio con le comunità e le amministrazioni del territorio. In particolare, una delle azioni di monitoraggio che OpenPuglia ha avviato (e sta al momento consolidando) è quella relativa al monitoraggio ambientale. Non dimentichiamo che in Puglia, come anche altrove, ci sono delle criticità ambientali. La più evidentesi trova a Taranto. E si chiama ILVA.

I dati che giornalmente ARPAPuglia pubblica sul proprio sito sono le medie giornaliere della quantità di inquinante rilevate per ogni singola centralina di rilevamento della Regione. OpenPuglia raccoglie giornalmente questi dati e li consolida all’interno di un proprio database. Il primo obiettivo è stato quello di armonizzare, arricchire e rendere questi dati fruibili, comprensibili e condivisibili facilmente e allo stesso modo da tutti, amministratori e cittadini.

La visualizzazione che vedete qui sotto mostra l’andamento di una categoria di inquinanti chiamati IPA rilevato dalle centraline monitorate da ARPAPuglia su Taranto negli ultimi 60 giorni. IPA sta per “idrocarburi policiclici aromatici”. Si tratta di inquinanti organici di cui uno in particolare, il benzo(a)pirene è ritenuto essere particolarmente pericoloso.

ipa

Il grafico precedente è un widget interattivo che è possibile visualizzare cliccando su QUESTO  link.

I widget sono oggetti che possono essere incapsulati all’interno di pagine web consentendo così di costruire “dashboard” di monitoraggio. Come ad esempio nel caso seguente, dove in una sola pagina viene visualizzato l’andamento  giornaliero di tutti gli inquinanti rilevati dai vari sensori su Taranto.

Conoscere le concentrazioni medie giornaliere di ogni singolo inquinante è sicuramente un dato interessante che però non è facilmente comprensibile.  Cosa vuol dire rilevare ad esempio un valore si 12 µg/m³ di C6H6? O di 30 µg/m³ di PM10?

Per semplificare la comprensione del dato e rendere così  il dato fruibile a tutti, abbiamo calcolato un “indice sintetico della qualità dell’aria” sulla base di una metodologia utilizzata dall’Environmental Protection Agency americana. E’ una metodologia che è stata messa a punto per misurare l’inquinamento complessivo urbano, probabilmente rende un pò meno quando applicata per misurare la qualità dell’aria in  aree industriali.

Ad ogni modo, l’Air Quality Index (AQI) è’ un valore che va da 0 a 500. Se l’AQI cade nell’intervallo tra 0 a 50 allora possiamo dire che l’aria è “buona”. Se cade tra 50 a 100 allora la qualità dell’aria comincia ad essere “moderata”, oltre i 100 cominciano le varie soglie di allerta.

Qui la dashboard che mostra l’indice della qualità dell’aria rilevata da tutte le centraline monitorate nel comune di Bari e nel comune di Lecce

In generale, possiamo visualizzare l’AQI per tutte le centraline di un comune indicando il nome del comune e il numero di giorni nell’url. Ad esempio, potremmo visualizzare gli ultimi 120 giorni a Taranto.

Queste sono solo alcune delle “azioni” fatte per il monitoraggio in “near real time” della qualità dell’aria basati sui dati ArpaPuglia. Brevemente cito qui altri esperimenti: le dashboard di Marco Fago, l’app per smartphone di Giuseppe Zileni, la mappa di Guenter Richter, le mappe di monitoraggio dell’AQI e delle variazioni  rispetto al giorno precedente per l’intera regione Puglia e tra pochissimo anche tutte le serie storiche dei dati ora per ora dal 2004 in poi come Linked Open Data grazie a Tommaso di Noia e al lavoro fatto da Adriano Peluso. E altre azioni si stanno aggiungendo dialogando con le amministrazioni e collaborando con le associazioni di cittadini che fanno già in qualche modo monitoraggio ambientale producendo a loro volta dati che necessitano di essere consolidati, elaborati e visualizzati. Stiamo cercando di capire come rendere tutto questo scalabile e sostenibile. Ma questa è un’altra storia.

Saremo presenti alla Data Academy di  Smart City Exhibition il prossimo 16 Ottobre nella sessione “Sicilia, Lazio e Puglia: Gli OpenData attraverso le comunità e i progetti sul territorio

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