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Fattura elettronica gratis, scontrini e ricevute nel cestino. Ma niente incentivi fiscali

Fattura elettronica gratis, scontrini e ricevute nel cestino. Ma niente incentivi fiscali
2 minuti di lettura

Dove eravamo rimasti? Ah si, alla fattura elettronica obbligatoria per i fornitori di tutta la PA ormai obbligatoria dallo scorso 31 marzo 2015. Ora, però, è l’ora – anche – di chi lavora coi privati cittadini, coi consumatori finali. Insomma, non solo che ha a che fare con gli enti statali o locali ma anche – e soprattutto – le attività commerciali a noi più familiari, i bar, le tabaccherie, i ristoranti, i negozi.

La fattura elettronica la paga lo Stato

La prima novità, molto interessante, sulla fattura elettronica globale, è che l’Agenzia delle entrate offrirà gratuitamente il servizio completo per la fatturazione digitale: non solo la generazione e trasmissione, ma anche la conservazione dei documenti (che rappresenta oggi il punto critico della procedura).

La novità è infatti contenuta nella seconda bozza di decreto legislativo su fatturazione elettronica e adempimenti telematici discussa di recente in Cdm: rispetto al testo approvato in prima lettura dal governo lo scorso 21 aprile, il Cdm ha deciso che non ci saranno incentivi fiscali per l’acquisto degli apparecchi idonei alla memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi. Questo rischia di frenare il processo? Chissà.

Tra gli obblighi che verranno meno, anche le comunicazioni dei contratti di leasing e di quelli aventi ad oggetto la locazione e il noleggio, nonché le comunicazioni degli acquisti dalla repubblica di San Marino. Non solo: dal prossimo 1 luglio 2016 l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione di tutti i contribuenti un servizio gratuito per la generazione, trasmissione e conservazione delle fatture elettroniche, comprese quelle fra privati.

Via scontrini e ricevute fiscali di carta

Tendenzialmente, l’obiettivo della fattura elettronica è quello di eliminare completamente o quasi scontrini e ricevute fiscali:

Lart. 2 dell’ultima versione dello schema di decreto legislativo in materia di fatturazione elettronica e adempimenti telematici conferma la possibilità, per i soggetti che effettuano le operazioni dispensate dal rilascio della fattura ai sensi dell’art. 22 del dpr 633/72 (commercianti al dettaglio, artigiani, alberghi e ristoranti, eccetera), di optare, a partire dal 1 gennaio 2017, per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati dei corrispettivi giornalieri delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi rilevanti ai fini Iva.

L’opzione avrà effetto per 5 anni e, senza revoca scritta, si rinnoverà automaticamente per altri cinque. Correlativamente è prevista, dalla stessa data, l’abrogazione delle disposizioni dei commi da 429 a 432 dell’art. 1 della legge n. 311/2004, che contemplano la facoltà di trasmissione telematica dei corrispettivi per gli operatori della distribuzione organizzata esercenti l’attività in più punti vendita con determinate caratteristiche dimensionali.

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