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L’arte di rendere virale un contenuto che non ha avuto successo

L’arte di rendere virale un contenuto che non ha avuto successo
2 minuti di lettura

Hai avuto una grande idea, hai scritto con tutto l’impegno possibile e si è rivelato un vero disastro. I contenuti che non hanno avuto successo in rete sono un’occasione per imparare ma puoi anche riutilizzarli. In fin dei conti ci hai messo tempo e cuore, perché sprecarli?

Se sei davvero convinto che le tue argomentazioni siano valide, prova a soffermarti su alcuni punti deboli del content marketing:

  1. Titoli senza grinta, poco precisi, inesatti
  2. Messaggio irrilevante per il target
  3. Linguaggio inadatto al target
  4. Tempismo sbagliato

consigli per rendere un contenuto virale

#1. Titoli senza grinta, poco precisi, inesatti

Nei titoli sta il segreto della condivisione e la motivazione alla lettura. Prova a riflettere sul titolo del tuo articolo. Ci hai messo del pathos? Quali sentimenti suscita? Le persone preferiscono i sentimenti positivi, l’affermazione della vita, la speranza, l’ottimismo. Vogliono sapere che è possibile non che è impossibile.

Ricordati che le condivisioni sono frutto di cuore più che di testa. L’immagine seguente ti fa vedere come i sentimenti più positivi riescano a far compiere più azioni dei sentimenti negativi.

 

Attività delle persone legata ai sentimenti

Attività delle persone legata ai sentimenti – photo credits to emotion-research.net/

#2. Messaggio inadatto al target

Se non vedi i risultati desiderati forse dovresti entrare in contatto con il tuo pubblico in un modo diverso. Ci sono 5 motivi principali per cui le persone condividono i contenuti sui social network:

  1. per intrattenimento
  2. per definire se stessi
  3. per intessere relazioni,
  4. per sentirsi realizzati,
  5. per sostenere una causa.

Perchè un contenuto abbia successo devi veicolarlo attraverso un messaggio che aiuti le persone a raggiungere questi obiettivi. Scrivere un messaggio d’istinto è un errore. Esprimi esplicitamente  il motivo per cui i lettori dovrebbero condividere i tuoi contenuti; fai in modo che risponda a domande essenziali:

Perché questo tema? Perchè è rilevante? Come mi aiuta a vivere meglio, a cambiare il mondo, a spostare il mio pensiero, a modificare il mio punto di vista?

#3. Linguaggio inadatto al target

Controlla il linguaggio che usi. I termini tecnici o gergali non possono appartenere a un messaggio destinato ad un pubblico più ampio possibile. Un messaggio simile non sarà condivisibile da chiunque e non potrà essere irresistibile per tutti.

#4. Tempismo

Un contenuto che funziona male potrebbe non essere colpa degli argomenti ma semplicemente dal tempismo sbagliato. In questi casi è importante monitorare il flusso degli accessi alla pagina web per capire il momento migliore in cui condividere i contenuti.

Se per te è importante che il contenuto venga condiviso, potresti fare una breve campagna di test su Facebook, anche con basso budget, per capire dai report come il pubblico target si comporta. Facebook ha la possibilità di profilare nei dettagli il target e nelle campagne è possibile specificare gli orari e i giorni per visualizzare l’inserzione.

Conclusioni

Un buon contenuto è importante. Nessuno legge contenuti senza valore. Ma se vuoi che venga condiviso deve esserci dell’altro. Deve esserci un messaggio emozionale pronto a veicolarlo tra la rete. Mettici pathos.

Foto del profilo di Roberta Camuffo
Sono un ingegnere informatico con formazione umanistica, nata a Padova nel 1972. Ho cominciato a lavorare nel 2000 come programmatore di apparecchiature elettroniche quando le donne ingegnere si contavano sulle dita. Non ho mai smesso di leggere libri e di scrivere con la penna nemmeno quando ho abbandonato i microchip per passare al web.  Ho una specializzazione universitaria in comunicazione tecnico scientifica che mi aiuta nelle attività di copywriting per il web e nei rapporti di lavoro. Oggi sono responsabile web dell'azienda JTP Informatica di Mestre per la quale sviluppo siti web e curo il web marketing. Il mio blog è www.questionidiusabilita.it dove parlo di usabilità, impatto emotivo e linguaggio con particolare interesse per le relazioni tra psicologia e web. 

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