Scuola digitale, Italia Login, banda larga: agenda digitale servono fatti non proroghe

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14 luglio, 2015
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Cara la nostra agenda digitale, dove eravamo rimasti? Sempre li: qualche progetto, tre must risalenti alla notte dei tempi, la bocca riempita con la vecchia ma cara #scuoladigitale (senza ben sapere di cosa si tratta), progetti di banda larga dove la banda ultralarga manca in più del 60% dello Stivale.

E un‘assenza preoccupante di governance e di unione di intenti, con il capo di turno dell’Agid – prima Poggiani, ora Sammaritani – a brancolare più o meno nel buio tra strutture arcaiche, leggi immodificabili e regolamenti che necessitano di timbri di quaranta tra Ministeri, Agenzie e altri enti più o meno utili per essere modificati.

Passato il nostro semestre di guida europea, pare che anche chi ci governa si sia dimenticato di un’agenda digitale che sembra una di quelle squadre che non vincono mai e si lamentano degli arbitri senza magari pensare a cambiare qualcosa e a darsi una mossa.

C’è però di mezzo la politica, mancano i soldi, non ci sono i tecnici giusti: tutto fa brodo, ma alla fine la situazione del digitale italiano non è granché, e questo stupisce considerando quanti risparmi e quanti miglioramenti, una strategia digitale vera, potrebbe portare. Vediamo i tre fatti (da fare) del momento: scuola digitale, Italia Login e banda larga.

Scuola e ricerca digitale

Partiamo dalla ricerca e innovazione. Del programma nazionale per la ricerca, annunciato in approvazione ad aprile, non si sa più nulla. Sul sito web del Miur l’unico PNR è ancora quello per il periodo 2011-2013. Horizon 2020 ci aspetta ma noi latitiamo: la #buonascuola ha probabilmente avuto il sopravvento, nei pensieri del Miur, a dispetto della ricerca?

Ok, allora vediamo questa scuola digitale ‘approvata dal Parlamento’. Prevede risorse per la didattica e la formazione dei docenti, da strutturare con un finanziamento ad hoc. E’ il punto cardine della recente Riforma della Scuola. Il ddl prevede un bando da 300 milioni per la costruzione di scuole altamente innovative dal punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico. Scuole ‘green’ e caratterizzate da nuovi ambienti di apprendimento digitali.

Altri 90 milioni verranno stanziati subito per l’innovazione didattica e la creazione di laboratori territoriali, aperti anche di pomeriggio, per orientare i giovani al lavoro e da utilizzare come strumento di contrasto alla dispersione.

Prevista anche la carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione dei docenti, un voucher di 500 euro/anno da utilizzare per l’aggiornamento professionale attraverso l’acquisto di libri, testi, strumenti digitali, iscrizione a corsi, ingressi a mostre ed eventi culturali.

Il ddl prevede anche la creazione di un portale unico dei dati della scuola con la pubblicazione di tutte le informazioni relative al sistema di istruzione: bilanci degli istituti, Anagrafe dell’edilizia, Piani dell’offerta formativa, dati dell’Osservatorio tecnologico, curriculum vitae degli insegnanti, incarichi di docenza.

Per quel che riguarda le competenze digitali, coding e pensiero computazionale vengono inseriti nel percorso didattico della scuola nella primaria mentre un piano “Digital Makers” verrà inserito nella secondaria.

Italia Login

Identità digitale e accesso unitario da Bolzano a Caltanissetta per i servizi digitali: è l’obiettivo finale di Italia Login, quello di permettere ad ogni cittadino di connettersi attraverso Login.italia.it con il proprio computer, tablet e smartphone, utilizzando i nostri dati dell’identità digitale che dovrebbero essere forniti a tutti i cittadini.

Italia Login può, di base, rendere operativi in un colpo solo SPID, Anagrafe Centralizzata (ANPR), Sicurezza informatica rispetto ai servizi digitali. Peccato che questi siano ancora separati, soli, impossibilitati a comunicare tra loro, con piani non visibilmente integrati, e registrino ritardi di vario genere, riconducibili per lo più a problemi di governance e regolamentari.

Tornando alle problematiche di realizzazione di Italia Login, c’è di mezzo l’anagrafe della popolazione residente (ANPR) per la quale Sogei ha già dichiarato che la conclusione è da fissare a novembre 2016, mentre per SPID mancano ancora le regole per i provider.

Il tutto senza considerare il recente ritorno alla ‘ribalta’ della carta di identità digitale, che avevamo rimosso dalle nostre menti ma che qualcuno ritiene ancora indispensabile. Per complicarci la vita, sicuro.

Banda larga

Siamo davanti solo alla Grecia, per quel che riguarda la copertura del Paese con banda ultralarga. L’Italia – come dichiarato dal presidente Agcom Angelo Marcello Cardani, nella recente Relazione al Parlamento - registra infatti un livello di copertura del 36% contro il 68% dell’Ue-28; in alcune zone c’è totale assenza” di queste reti.

Altri due numeri giusto per metterci il carico: a livello di penetrazione, solo il 4% delle famiglie usa connessioni superiori a 30 mega al secondo. In Ue-28 la media è il 26%. Nulle, in Italia, le connessioni superiori a 100 MB.

A onor del vero, va detto che l’Italia mostra invece un buon risultato nel mercato delle reti e servizi radiomobili. Il livello di copertura delle reti di terza generazione raggiunge il 98% (contro il 97% della media UE).

Detto questo, la mancata definizione di alcuni aspetti del quadro normativo, oltre che della certezza della disponibilità delle risorse, rischiano di mettere a repentaglio gli interventi, se non nella fattibilità quanto meno sui tempi. E il tempo non c’è!

Servono infatti interventi per il wifi negli spazi pubblici, l’infrastrutturazione delle scuole, in gran parte da definire, e l’iniziativa SPC (sistema pubblico di connettività), ancora in via di attuazione da tempi immemori. Continuiamo a prorogare, insomma.

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