Che disastro Google Photos: afroamericano quindi gorilla!

Scritto da:     Tags:  , , ,     Data di inserimento:  3 luglio, 2015  |  Nessun commento
3 luglio, 2015
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Capita anche ai migliori, di ‘toppare’, anche se questa per Big G è abbastanza clamorosa: pare infatti che l’ultima versione di Google Photos, che consente di etichettare automaticamente le foto in base al loro contenuto, sia quantomeno ‘bizzarra’, visto che non è stata in grado di distinguere un afroamericano da un gorilla.

Con un tweet piuttosto polemico, lo ha fatto notare a Google (e al mondo intero nel giro di poche ore) l’utente Jackyalcine, il quale ha pubblicato uno screenshot che mostra la bizzarra maniera nella quale Google Photos ha organizzato le sue fotografie per categorie: ‘grattacieli’, ‘aeroplani’, ‘auto’, ‘biciclette’ e fin qui tutto bene. Poi – e qui casca l’asino, anzi il gorilla - appare una foto dell’utente, un nero, insieme a una sua amica, anch’essa nera, con sopra la scritta ‘gorilla’.

Di lì a poco Yonatan Zunger, chief social architect di Google, si è immediatamente scusato con l’utente per l’errore di Google Photos e ha attivato una task force per risolvere lo stucchevole inconveniente. Nel mentre, infatti, sono partite le accuse – poco velate – di razzismo.

In realtà, Zunger ha assicurato che non si è trattato di un problema legato al riconoscimento dei visi di etnia africana, quanto piuttosto un problema legato alla catalogazione delle foto in cui la scarsa illuminazione impedisce al programma di riconoscere la presenza di una faccia. In parole povere, sarebbe potuto ‘capitare’ anche a un bianco, scambiato magari per un lemure, o ad un bambino identificato come foca (mah, boh, mah…).

Abbiamo avuto problemi con persone di tutte le razze etichettate come cani“, ha scritto a suffragio della sua tesi Zunger. I cani a loro volta – secondo quanto riportato nelle scorse settimane su alcuni blog – vengono talvolta etichettati come cavalli.

Francamente, sarebbe il caso di tarare meglio Google Photos oppure di eliminare proprio la funzione. Per non saper ne leggere ne scrivere (e neppure identificare…), dopo aver lavorato al bug per 15 ore, Big G alla fine ha preferito eliminare del tutto il tag gorilla, per evitare che il problema possa ripetersi in futuro. Speriamo bene…

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