Italia Login da’ un calcio a Italia.it. Dubbi su tempistiche e modalita’ di accesso

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24 giugno, 2015
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Siamo tutti pronti, ora non ci resta che cliccare, provare, credere. Italia Login è l’ultima frontiera del turismo digitale, ma anche del cittadino digitale. Il Governo Renzi ha deciso di dare fiducia alle idee di Alessandra Poggiani (cavalcate, ora, dal nuovo direttore Agid Sammaritani) e quindi di creare un’unica piattaforma di servizi digitali per tutti, da Bolzano a Caltanissetta, i cittadini del Belpaese.

L’obiettivo finale di Italia Login è quello di permettere ad ogni cittadino di connettersi attraverso Login.italia.it con il proprio computer, tablet e smartphone, utilizzando i nostri dati dell’identità digitale che dovrebbero essere forniti a tutti i cittadini. Ecco, quindi, che parte l’incrocio con lo Spid (o con la carta di identità digitale? O con entrambi?), un leggero problema visti i ritardi sul tema.

Grazie a Italia Login, comunque, accederemo a diversi servizi della pubblica amministrazione, ad esempio le pagelle dei figli e le analisi del sangue, e avremo la possibilità di pagare le tasse o una multa. Ci saranno anche i servizi delle aziende private che aderiranno al progetto. Per le informazioni di carattere più personale – ad esempio i dati riguardanti la salute – sarà necessaria una password aggiuntiva – che, forse, verrà inviata sul cellulare via sms (speriamo non serva la Stele di Rosetta per decifrarla).

L’idea è ottima, non ci sono dubbi. Noi di Pionero, peraltro, avevamo già intervistato sul tema la fu direttrice Agid Poggiani, che aveva anticipato gli obiettivi di questa piattaforma. Quello su cui si batte forte è l’inserimento di tutti i servizi della PA sotto Italia Login.

Graficamente, immaginiamoci una sorta di serbatoio dove i servizi pubblici e privati saranno usabili in questo modo, come funzioni di un enorme programma. Un clic per accedere al “programma” e poi, di lì, accesso diretto a tutte le diverse “funzioni”, che corrispondono a tutto ciò che possiamo fare con la pubblica amministrazione via internet.

L’e-government, quindi, dovrebbe diventare fruibile perché riconoscibile, visto che i servizi digitali in Italia ci sono ma non vengono utilizzati per vari motivi: forse anche perché l’Italia ha 240 siti gov.it, 50 mila siti web della PA, 100 mila modalità di accesso diverse per servizi online, secondo stime della Presidenza del Consiglio. Un calderone senza capo ne coda, dispersivo e disperdente.

Renzi e i suoi vorrebbero arrivare ad ad ottobre con i primi servizi della PA compatibili con Italia login, mentre bisognerebbe aspettare fino al 2018 per arrivare un portale che si avvicini alla forma compiuta.

E qui, ahinoi, casca il solito asino: se non sappiamo ancora chi ‘comanderà’ tra Spid e carta di identità digitale, come sapremo la modalità di accesso a Italia Login? Non sarebbe stato più semplice utilizzare codice fiscale e una password? A chi interessa pagare le ‘nostre’ multe 0 vedere i voti dei ‘nostri’ figli se non a noi?

In ogni caso, pare che l’avvio di Italia Login avverrà durante l’autunno 2015 e solo nel 2017 verranno forniti i dati di accesso per tutti gli italiani. Siamo ancora lontani, quindi. In ultimo, il costo del progetto: 750 milioni di euro tra il 2014 ed il 2020.

L’intenzione del governo sarebbe quella di usare i fondi europei 2014-2020 per tutti progetti digitali della pubblica amministrazione – dalla sanità, alla scuola ed alla giustizia – per un totale previsto di 4,6 miliardi di euro.

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