Digitalizzazione della PA: le quattro chiavi di volta e le condizioni per l’effettivo cambiamento

Scritto da:     Tags:  , , ,     Data di inserimento:  15 giugno, 2015  |  Nessun commento
15 giugno, 2015
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Una domanda che ci si pone spesso è: “come la digitalizzazione della PA può essere un fattore di risparmio?“. La mia risposta è incentrata attorno a 4 parole chiave.

  • Illusioni. Ho voluto sottolineare come, se non accompagnata da modifiche organizzative che la trasformino profondamente, la digitalizzazione, paradossalmente, potrebbe rafforzare il potere della burocrazia pubblica. Come ho affermato più volte la “digitalizzazione dell’esistente” non consente ai processi di digitalizzazione di dispiegare tutto il loro potenziale innovativo.
  • Cloud Computing. Il cloud è una tecnologia (il termine non è del tutto corretto), in sé non aiuta per nulla nei processi di risparmio/cambiamento. Il cloud può essere concepito come una semplice repository di dati, ma anche come un “luogo” che ospita piattaforme che consentono lo sharing e il metticciamento dei dati. Il cloud, in tutti i casi può consentire di razionalizzare l’attuale gestione dell’informatica in molte Amministrazioni. Il cloud può generare dati ricchi (genera valore), il cloud può aiutare ad abbattere costo del personale e delle infrastrutture (genera risparmi).
  • Predittivi. Potenzialmente una Amministrazione può avere a disposizione, per intraprendere scelte avvedute, una infinita quantità di informazioni/dati. L’avvento e la diffusione di Internet of Things aumenterà in modo esponenziale questo processo. Investire oggi in I.O.T., cloud computing, professionalità in grado di tradurre e visualizzare i dati, è la base perché in tempi molto ravvicinati le scelte di una Amministrazione siano suffragate da dati precisi. Tutto il mondo delle public utilities è investito da questo processo.
  • Coraggio. Affinché si realizzino le condizioni di cui ho parlato più sopra è necessario molto coraggio. Ci vuole coraggio per supportare un processo di digitalizzazione che inevitabilmente si caratterizzerà (come in tutto il mondo dei servizi) per essere “labor saving” (risparmi evidenti sul costo del personale); ci vuole coraggio per cambiare la cultura organizzativa e gestionale della Pubblica Amministrazione; ci vuole coraggio per delegificare la Pubblica Amministrazione.

La Pubblica Amministrazione subisce, senza comprenderne la logica, i processi di digitalizzazione.

La digitalizzazione della PA avviene “grazie” a switchoff legislativi, più che a scelte consapevoli. In primis vanno ricordati la modifica intervenuta nel Codice dei Contratti (nullità dei contratti non redatti e approvati in forma digitale), il DPCM 12 gennaio 2015 (digitalizzazione dell’intero ciclo/produzione della PA), fattura elettronica.

Un processo di digitalizzazione della PA fondato esclusivamente sugli switchoff sollecita e costringe la burocrazia a cambiare. Tuttavia se questi processi “non sono accompagnati”, mostrano, alla lunga tutti i limiti sia sul versante dell’efficienza, che su quello del risparmio.

Se vorrà generare effetti positivi, la digitalizzazione insomma, non può essere vissuta dalla Pubblica Amministrazione come una sorta di coercizione. Gli investimenti nel digitale sono vissuti come un “costo” dagli Amministratori (ciò vale anche nel mondo delle imprese private).

Se motivati e finalizzati, gli investimenti, nel tempo, potranno generare risultati/benefici ed essere una condizione per ottenere risparmi importanti, per guadagnare in efficienza, per migliorare il rapporto difficile che oggi intercorre tra la Pubblica Amministrazione e i cittadini.

Per realizzare efficacemente i processi di digitalizzazione ci sarà bisogno, tuttavia di una crescita, sia nella Pubblica Amministrazione, che tra i cittadini, della cultura digitale. In questo senso, è necessario intraprendere in modo strutturato ed organizzato politiche di alfabetizzazione digitale della popolazione.

Anche gli operatori e i fornitori della Pubblica Amministrazione, devono partecipare con una logica di co-progettazione a questi processi. È necessario arrivare a forme di co-progettazione tra fornitori e clienti. È finita l’epoca della fornitura “verticale” di prodotti e servizi.

In sintesi: i processi di digitalizzazione (e i conseguenti risparmi) avverranno in Italia a macchia di leopardo. Nel consolidarsi di questa “geografia dell’innovazione” influiranno la vision degli Amministratori più avveduti che gestiranno i processi anche con l’obiettivo di favorire il dialogo e la partecipazione dei cittadini.

Peserà tuttavia la logica degli switchoff. Se le modifiche legislative non saranno accompagnate da un supporto culturale e di competenze, i processi di cambiamento non dispiegheranno tutti i risultati attesi.

ARTICOLO TRATTO DA MICHELEVIANELLO.NET

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