Tassisti attenti, Uberpop potra’ lavorare in Italia! L’Autorita’ Trasporti chiama il Parlamento

Scritto da:     Tags:  , , ,     Data di inserimento:  8 giugno, 2015  |  Commento
8 giugno, 2015
Dara Jenkins

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Ok, servono nuove regole, ma solamente il fatto che Uber sia stata riconosciuta ufficialmente dall’Autorità dei Trasporti italiana rappresenta una vittoria per i sostenitori della app americana e del ‘libero’ mercato del car sharing (anche se qui si trascende).

Dopo la sentenza del Tribunale di Milano dello scorso 26 maggio che ha stabilito il blocco totale di UberPop a partire dal prossimo 10 giugno (tempo 15 giorni per adeguarsi), arriva quindi un’apertura: l’Autorità per i trasporti ha scritto infatti al Governo e al Parlamento suggerendo un intervento legislativo che tenga conto dell’attività dei servizi di trasporto pubblico che vengono attuati grazie a sistemi tecnologici, come Uber appunto.

Secondo l’Autorità, è necessario “dare un adeguato livello di regolazione alle emergenti formule del trasporto non di linea diverse dai servizi di taxi e Ncc basate su piattaforme tecnologiche che offrono servizi di intermediazione su richiesta e con finalità commerciale“.

E’ in effetti diventato impossibile non considerare Uber (e anche UberPop) come fenomeni di massa che in qualche modo vanno regolamentati. L’Autorità, informa la nota, è partita da un’approfondita “indagine sul recente diffuso utilizzo di tecnologie informatiche applicate in modo innovativo alla mobilità delle persone e sui suoi effetti sia sulla domanda e sui comportamenti degli utenti che sul fronte della offerta dei servizi di autotrasporto di persone non di linea“.

Quello che è a suo modo rivoluzionario è che in Italia, per la prima volta, vengono riconosciute ufficialmente le nuove forme di mobilità che si svolgono attraverso le piattaforme tecnologiche e ammessa la loro natura commerciale. L’atto inviato dall’Autorità dei Trasporti chiede anche degli obblighi specifici per i conducenti, ma di fatto include Uber – e UberPop – e servizi simili nel sistema dei trasporti. Ora la palla passa davvero al Parlamento.

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  • John

    Oltre al fatto che Uber non è tedesca, il titolo è fuorviante, perché solo se il parlamento si dedicherà alla regolamentazione (nella speranza che lo faccia in un’ottica di liberalizzazione) del servizio, UberPop potrà essere nuovamente utilizzato senza rischiare una condanna per concorrenza sleale.


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