Il Digitale, quello vero, che cambia la vita

Scritto da:     Tags:  ,     Data di inserimento:  2 giugno, 2015  |  Nessun commento
2 giugno, 2015
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Per molti anni Michele Vianello  ha sostenuto che per creare smart-cities non era sufficiente dotarsi di giocattoli digitali, o digitalizzare l’esistente, ma si doveva rivedere l’intera catena di processo in cui la tecnologia doveva essere il tetto e non le fondamenta di questo cambiamento.

Sebbene la Turchia, agli occhi del mondo intero, sembra avere un atteggiamento ostile nei confronti del digitale per le azioni di “censura” attuate nel corso degli anni, in realtà sulla creazione di un impianto di e-government non si è mai data dei limiti.

L’ultimo, ma solo in ordine cronologico, di questo processo di ammodernamento è il sistema di richiesta e ottenimento dei permessi di soggiorno per gli stranieri. Lo scorso 18 maggio è andato in linea il sistema GÖÇ-NET (traducibile in rete-migrazione) attraverso cui lo straniero che intende risiedere legalmente nel paese dovrà richiedere il proprio permesso di soggiorno.

Il sistema è l’esito finale di un cambiamento che iniziò oltre due anni fa, con la revisione delle procedure per la richiesta del permesso. Revisione che non ha interessato solamente i documenti da presentare o i tipi di permesso di soggiorno (sulla base delle normative UE), ma che ha visto una vera e propria ridefinizione della struttura organizzativa incaricata di gestire le richieste e che, oggi, permette allo straniero che vuole risiedere regolarmente nel paese di applicare la propria richiesta comodamente da casa e di presentarsi all’ufficio migrazioni locale solo se necessario e comunque previo appuntamento fissato direttamente attraverso l’applicazione.

Non parliamo poi del pagamento di tributi o di bollette. Da oltre 10 anni, i sistemi delle amministrazioni e degli enti (società elettriche, di gas, compagnie telefoniche, ecc.) sono integrati completamente con i sistemi bancari. Questo consente di accedere al proprio conto on-line, scegliere la società, inserire il proprio numero cliente e vedere, in tempo reale, i pagamenti effettuati e quelli in sospeso e di pagarli direttamente con un click.

Il tutto, però, ha le sue origini con la creazione dell’anagrafe unica nazionale. Un sistema che raccoglie i dati anagrafici di tutti i cittadini, identificati univocamente con un numero di cittadinanza, a cui possono accedere società ed enti, dopo aver ottenuto una specifica autorizzazione relativa ai soli dati di interesse da parte del Ministero dell’Interno. Il risultato è che, per qualsiasi attività (apertura o chiusura di contratti, estratti di dati anagrafici, certificati, ecc.) è sufficiente fornire il numero di cittadinanza e vedere immediatamente pronto il documento necessario.

La creazione dell’anagrafe unica è un processo iniziato negli anni 90, attraverso la definizione non solo della struttura della base dati, ma soprattutto con la definizione dei vari processi, dalla titolarità e responsabilità della raccolta e aggiornamento, ai criteri di accesso e tutela dei dati sensibili.

Un lavoro enorme che ha interessato tutti gli apparati dello Stato e ha ottenuto dei risultati molto significativi con una riduzione dei tempi di erogazione dei servizi anche del 90% e, a quanto pare, senza portare alla riduzione di organico, ma solamente a una riqualificazione e riassegnazione dell’esistente.

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