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UberPop, 10 giorni per dirci addio tra ricorsi e polemiche del Codacons

UberPop, 10 giorni per dirci addio tra ricorsi e polemiche del Codacons
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Tra nove giorni UberPop sarà ufficialmente illegale in Italia, in virtù dell’ordinanza del Tribunale di Milano (sospensione cautelare e urgente) che ha vietato il servizio di ‘taxi’ ibrido, in crescita esponenziale ai tempi dell’Expo 2015.  Lo stop di UberPop, in tutta Italia, dovrà scattare entro il 9 giugno per “concorrenza sleale”, oppure scatterà un’ammenda da 20mila euro per ogni giorno di ritardo.

Mentre sono già partiti i reclami dei legali di Uber ed è insorto anche il Codacons, scagliatosi contro i tassisti, va rilevato che l’ordinanza su UberPop è arrivata proprio in concomitanza con l’escalation di un servizio che, in piche settimane, ha visto un centinaio d’iscrizioni direttamente dal sito mentre i fruitori sono impennati del 119% rispetto a febbraio, del 100% se confrontati a gennaio.

Nelle cinque città italiane (Genova, Milano, Torino, Padova e Roma) in cui è presente Uber, rimarranno attivi i servizi Black e Van, svolti da autisti con autorizzazione all’esercizio del servizio di ncc, mentre oggi solo a Roma (unica città dove Uberpop non è mai stato attivato) c’è la possibilità di prenotare un pasto a base di sushi con consegna a domicilio, utilizzando un’icona creata apposta sull’app.

Intanto l’Antitrust, subito interpellata, ha fatto apere che la “materia non è di competenza dell’Autorità, ma del giudice ordinario“, aggiungendo anche che “Internet rappresenta un grande fattore di sviluppo economico che non può essere fermato, ma occorrono regole per definire soluzioni equilibrate fra i vari interessi in gioco“.

Il Codacons, invece, si schiera dalla parte di UberPop, definendo l’ordinanza “un danno enorme per gli utenti, perché limita la concorrenza e riduce le possibilità di scelta per i cittadini. È impensabile che un paese moderno possa essere privato di sistemi innovativi come Uber, che rispondono ad esigenze di mercato”.

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