Taxisti in festa, UberPop in Italia e’ illegale. Merito anche di Expo?

Scritto da:     Tags:  , , ,     Data di inserimento:  27 maggio, 2015  |  Nessun commento
27 maggio, 2015
UberPOP

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Non ci sono mezze misure, UberPop o lo ami o lo odi. In ogni caso, da oggi non lo userà più nessuno, almeno in Italia, visto che è stato dichiarato illegale dal Tribunale di Milano che ha sospeso in tutto e per tutto il servizio ‘collaterale’ ad Uber.

Alla base dell’ordinanza cautelare urgente, la concorrenza sleale di UberPop abbinata alla violazione della disciplina amministrativa che regola il settore taxi nel nostro Paese.

Il servizio, infatti, consente a chiunque abbia la patente di guida di potersi candidare ad aspirante autista sul sito di UberPop. Basta inviare i documenti utili. Poi, una volta ottenuta l’approvazione da UberPop, l’aspirante autista riceve uno smartphone con l’app installata per poter interagire coi fruitori del servizio.

Il Tribunale di Milano ha inibito sia l’app, che proprio come la ‘madre’ Uber consente la prenotazione online tramite geolocalizzazione, e stabilito il divieto di erogare il servizio.

Totale, ovviamente, la soddisfazione dei taxisti secondo i quali è semplicemente stata fatta giustizia. Non è un caso, comunque, che l’inibizione di UberPop, un servizio definito ‘non di car-sharing’ dall’ordinanza del Tribunale, sia arrivata in concomitanza con l’avvio dell’Expo.

L’evento mondiale, di stanza a Milano, convoglia milioni di visitatori sul capoluogo lombardo ed è evidente quanto UberPop iniziava a diventare un concorrente effettivo per i taxisti muniti di licenza. Il ricorso era stato presentato dalle associazioni di categoria dei taxisti ad aprile, ed è quindi stato accolto.

La concorrenza sleale, aldilà della ‘non licenza obbligatoria’, è rappresentata anche dalle “tariffe sensibilmente minori rispetto a quelle del servizio pubblico, con sviamento indebito di clientela“. E a proposito di car-sharing, la motivazione alla base della quale UberPop non può essere considerato tale è che “l’autista non ha un’interesse personale a raggiungere il luogo indicato dall’utente e, senza tale richiesta, non darebbe luogo a quel determinato spostamento“.

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