Una lobby trasversale per il Veneto Digitale

Scritto da:     Tags:  , ,     Data di inserimento:  23 maggio, 2015  |  Nessun commento
23 maggio, 2015
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Quale migliore occasione di una consultazione elettorale per tastare il polso della politica e l’interesse reale sui temi del digitale e dell’economia?

Questo è ciò che gli innovatori veneti hanno pensato nelle scorse settimane e, proprio da questo pensiero, è scaturita velocemente un’azione concreta di lobby che ha coinvolto imprenditori, associazioni, ricercatori, tecnici e soprattutto la rete dei Digital Champions.

Contattati i candidati governatori, sollecitati gli stessi attraverso interviste sui giornali, si è creato il sostrato sul quale costruire un grande evento che il 9 Maggio scorso (un sabato di sole cocente) ha portato 180 innovatori a scrivere, condividere e poi proporre un manifesto che rappresenta gli impegni precisi in ambito di crescita digitale per la più grande e sviluppata regione del Nord Est.

Un pomeriggio focalizzato su 10 tavoli di lavoro tematici che hanno prodotto la base sulla quale costruire il documento di sintesi da inviare ai candidati governatori del Veneto.

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Temi importanti e decisivi per rilanciare il settore produttivo del Veneto che non manca certo di creatività e tenacia ma che deve migliorare il suo approccio al digitale per sfidare alla pari i mercati globali e i nuovi player della web economy.

Si è dunque lavorato per delineare traiettorie di sviluppo e azioni di supporto su temi e paradigmi imprescindibili come le infrastrutture abilitanti, la cultura e competenze digitali piuttosto che la mobilità intelligente, i nuovi mercati e il commercio digitale ma anche imprenditoria giovanile, start-up, manifattura e fabbricazione digitale, senza dimenticare sanità e sociale, democrazia partecipativa, turismo, cultura e lo sviluppo sostenibile di città e territori del Veneto.

Alla fine tutti i candidati hanno apposto la firma al Manifesto e lo hanno fatto proprio, dimostrando la volontà di accelerare la trasformazione del territorio veneto e traghettare la sua economia verso gli standard innovativi e tecnologici che il modello digitale ormai prevede in tutto il mondo.

I primi due punti di grande rilievo e di grande impatto sul quale tutti i candidati si son trovati d’accordo, son quelli relativi alla governance:

  • Costituzione di una struttura regionale dedicata, che gestisca e coordini lo sviluppo digitale di imprese e pubblica amministrazione e la diffusione della cultura digitale, con a capo un Innovation Manager.
  • Costituzione di un tavolo permanente di confronto con il mondo economico, imprenditoriale, professionale e della ricerca per definire traiettorie di sviluppo digitale riferite alla tipicità del territorio, del tessuto sociale, economico e della cultura veneta.

Poi hanno sottoscritto una serie di impegni sullo sviluppo di azioni concrete che riguardano i pilastri delle tecnologie e dei modelli da applicare immediatamente all’economia veneta:

1) Infrastrutture:
– Garantire investimenti e accordi con lo Stato e l’Europa, per portare i 100 Mb nelle città e nelle zone produttive e i 30 Mb nelle zone rurali entro il 2020.
– Connettere tutte le Amministrazioni comunali a 100 Mb e garantire WiFi pubblico nelle piazze di tutti i comuni del Veneto entro il 2018.

2) Città e territorio:
– Favorire progetti Smart City coordinati su area vasta (anche sovra-regionale ed Europea)  condivisi con i cittadini e finalizzati a precisi obiettivi di miglioramento dei parametri di benessere nelle nostre città come il comfort, la sicurezza, e la sostenibilità ambientale.
– Valorizzare le informazioni e i flussi raccolti in formato Open Data e analizzati secondo i principi analitici dei Big Data per creare nuovi modelli relazionali ed indurre comportamenti di crescita intelligente,  sostenibile ed inclusiva.


3) Democrazia partecipativa:

– Garantire una piattaforma per la gestione dell’identità digitale del cittadino veneto, in attesa dell’implementazione dello SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale).
– Investire nello sviluppo di software e sistemi per l’implementazione di forme partecipative. In particolare permettere ideari, petizioni on-line nonché sondaggi e referendum consultivi.
– Formalizzare la possibilità per cittadini e associazioni di poter assistere ai lavori delle Commissioni regionali, lobby digitale dal basso.


4) Competenze Digitali:
– La cittadinanza digitale consapevole nasce a scuola. E’ necessario contribuire a formare gli insegnanti per una scuola che non si limiti ad acquistare tecnologia, ma integri la didattica tradizionale con la tecnologia digitale.
– Contribuire all’alfabetizzazione digitale delle PMI con l’obiettivo di disporre di lavoratori più efficienti e cittadini più consapevoli delle potenzialità del digitale.


5) Mercati e commercio digitale:
– Supportare con appositi investimenti le aziende già esperte nelle nuove tecnologie digitali per inserirle a fianco di cluster ben identificati di piccole e medie imprese e aiutarle a cambiare modello di business in aderenza ai paradigmi digitali (cloud, eCommerce, Social Media, Big Data, ecc.).
– Sostenere le aziende off-line ad internalizzare una base di competenze digitali all’interno dell’organizzazione, sia mediante la formazione dei dipendenti già presenti che tramite la sovvenzione di tirocini per i nuovi addetti in ingresso nel mondo del lavoro.
– Agevolare l’aggregazione di aziende che producono software e servizi a supporto delle imprese, al fine di non disperdere il know how causa della iper-frammentazione.

6) Imprenditoria giovanile e Start-Up:
– Creare una piattaforma di incontro (matching) tra associazioni di categoria, università, scuola e start-up per aumentare l’innovazione delle aziende venete.
– Supportare le start-up creando un sistema economico che ne favorisca la nascita e lo sviluppo in un territorio ad alta densità imprenditoriale come quello Veneto.

7) Manifattura e fabbricazione digitale:
– Istituire una task-force di ‘temporary manager digitale’ nel settore privato e in particolare nelle micro e piccole imprese.
– Raggiungere i settori produttivi tradizionali veneti e le imprese agro alimentari, legate alla “terra” che possono trarre grandi vantaggi dall’innovazione di prodotto e di processo, tramite l’istituzione di ‘digital contamination lab’.
– Incentivare i FabLab esistenti come strumento di contatto con le imprese e formazione e diffusione della cultura digitale degli artigiani digitali in collaborazione con il tessuto scolastico.
– Agevolare e facilitare un network regionale per la diffusione delle best practices in collaborazione con le associazioni di categoria.

8) Mobilità intelligente
– Sviluppare e integrare sistemi di rilevamento (Internet Of Things) ed elaborazione dati relativi alle strade, al traffico e alla mobilità per efficientare lo spostamento di merci e persone grazie a una gestione digitale del traffico.
– Favorire in ambito regionale  l’adozione  della bigliettazione elettronica integrata tra diversi mezzi pubblici/privati incentivando i sistemi di pagamento tramite smartphone.

9) Sanità e sociale
– Diffondere tra gli operatori sanitari e i cittadini l’informazione, la formazione e la conoscenza del fascicolo sanitario elettronico regionale come piattaforma unificante per l’accesso ai servizi delle diverse ASL e ospedali.
– Aumentare la disponibilità dei servizi di telemedicina a supporto dei pazienti fragili presso le loro abitazioni.

10) Turismo, cultura e accoglienza
– Utilizzare gli Open Data per aumentare la qualità delle informazioni sui percorsi turistici a disposizione dell’utenza.
– Ripensare l’offerta dei musei più grandi in un’ottica di laboratori aperti al dialogo e alla co-progettazione (living-lab) e incentivare l’intervento privato nei musei più piccoli per tematizzarli e renderli più attraenti.

 

Senza titolo

Ma l’operazione di lobby fin qui descritta non finirà certo dopo le elezioni, perchè gli innovatori veneti hanno già costruito un board che coordinerà un’azione di monitoraggio costante (grazie soprattutto al lavoro sul territorio dei Digital Champions veneti).

Il sito Venetoditale.org (al quale stanno aderendo moltissime associazioni, imprese, fondazioni, istituzioni, centri di ricerca, ecc.) diventerà un libero spazio di verifica costante delle promesse mantenute o disattese; delle cose fatte e non fatte. Il luogo di aggregazione di un movimento dal basso bottom-up che gli innovatori veneti costruiranno giorno per giorno per misurare lo stato di digitalizzazione del loro territorio.

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