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Banda larga specchietto per le allodole: come avere il mare ma non le navi

Banda larga specchietto per le allodole: come avere il mare ma non le navi
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Francamente questo Decreto Comunicazioni o Banda Larga o Fibra Ottica che sia (si accettano scommesse anzi no, che in tempi di Dirty Soccer è meglio andarci coi piedi di piombo…) avrà un senso solamente se, una volta ‘costruito’ il mare, ci saranno delle navi pronte a salparlo con cognizione di causa. Altrimenti sarà solo uno specchietto per le allodole.

Ad esempio, definire quanto prima le regole dell’alfabetizzazione digitale (hai la banda larga ma non hai le scuole digitali, dove vai??), dopo aver fatto partire – al netto degli esperimenti – il Pin Unico dell’identità digitale Spid (qualcuno ha fatto notare che si poteva utilizzare il Pin dell’Inps, cosa peraltro non campata per aria). Oppure individuare un Ministero che si occupi davvero di innovazione e non lasci al ‘Samaritani’ di turno le incombenze di chi non ha ne la botte ne la moglie ubriaca.

In ogni caso, vediamo questa storia della banda larga: secondo Il Sole 24 Ore che ha anticipato la bozza del decreto, tutte le reti dei servizi pubblici, non solo quella elettrica, saranno obbligate ad ospitare i cavi per la fibra ottica. Il testo, che sarà quasi sicuramente oggetto di ultimi ritocchi, è destinato ad approdare al Consiglio dei ministri subito prima delle elezioni del 31 maggio o nei primi di giugno.

Il decreto contiene diverse per la fibra ottica, come la realizzazione di un grande Catasto “del sopra e sottosuolo“, che il governo, dopo aver mancato la prima scadenza, si impegna ora a ultimare entro il 30 giugno. Non solo gli operatori di tlc ma tutte le imprese che forniscono servizi di rete “sono obbligate, in caso di pianificazione e realizzazione, manutenzione, sostituzione o completamento della rete, a comunicare, con un anticipo di almeno 90 giorni ove si tratti di interventi pianificati, i dati relativi all’apertura del cantiere al sistema informativo nazionale federato“.

Dopo lo spazio agli incentivi, quel che è interessante è lo spazio riservato all'”accesso alle reti wifi della PA”: entro 120 giorni la procedura di identificazione dell’utente dei servizi wifi pubblici sarà unica e semplificata in virtù del “sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale“. Eccoci, inevitabilmente, tornati al punto di partenza.

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