Cyberbullismo, ok del Senato al ddl: tutte le novita’

Scritto da:     Tags:  ,     Data di inserimento:  21 maggio, 2015  |  Nessun commento
21 maggio, 2015
cyberbullismo

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Il Senato della Repubblica ha approvato per alzata di mano il disegno di legge contro il cyberbullismo che ora dovrà passare alla Camera dove in linea di massima sarà convalidato in tutto e per tutto.

Il ddl sul cyberbullismo si pone come obiettivo la tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del bullismo in rete, specialmente sui social network, diventato sempre più grave e più diffuso tra ragazzini e adolescenti, come ha sottolineato nella sua dichiarazione di voto la senatrice Pd Elena Ferrara, prima firmataria del ddl.

La percezione del fenomeno del cyberbullismo – ha detto – è cresciuta nel tempo, a fronte dei tanti episodi, talvolta tragici, di cui hanno dato notizia i media. Così è cresciuta, tra i tanti soggetti coinvolti, la consapevolezza della necessità di norme a tutela della dignità e dei diritti dei minori in rete. Come Pd siamo partiti dalle tante storie tragiche per arrivare a norme importanti che abbiamo condiviso con le altre forze politiche, di maggioranza e di minoranza, dimostrando che la politica sa assumersi le proprie responsabilità“.

Le novita’ principali

La novità più importante del ddl cyberbullismo è la possibilità non solo per i genitori, ma anche per i minori oltre i 14 anni di chiedere sia al titolare per il trattamento dei dati personali che al gestore del sito incriminato l’oscuramento di eventuali minacce, pressioni e più in generale di tutti i contenuti online ”il cui scopo intenzionale e predominante è quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo“.

Se entro le 12 ore successive il destinatario della richiesta (da presentare attraverso procedure e formati standard) non si sarà preso la responsabilità di agire ed entro 48 ore non avrà oscurato, bloccato o rimosso i contenuti in questione, gli interessati potranno rivolgersi al Garante della privacy che provvederà entro le successive 48 ore.

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