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La nostra identita’ digitale ha 14 caratteri: pronto il regolamento Agid su Pin Unico e Spid

La nostra identita’ digitale ha 14 caratteri: pronto il regolamento Agid su Pin Unico e Spid
2 minuti di lettura

Ci siamo quasi, l’identita’ digitale italiana – di cui si parla da tempo immemore – è sull’uscio. Sono infatti pronte le regole tecniche per il debutto dello Spid, la password che permetterà a ogni cittadino di accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione e non solo.

L’Agid ha messo a punto quattro regolamenti sull’identita’ digitale e adesso bisogna solo aspettare l’ok del Garante Privacy e la firma del nuovo direttore generale Antonio Samaritani.

L’idea di base dell’identita’ digitale, comunque, c’è già: il pin unico, la chiave per sbrigare tutte le pratiche online (dal pagamento delle tasse alla consegna di referti medici), verrà assegnato al cittadino richiedente da un identity provider, o gestore dell’identità digitale, appositamente accreditato. Il codice base dovrebbe essere composto da 4 lettere a cui seguono 10 caratteri alfanumerici. In tutto quindi 14 caratteri.

Chi fornira’ il Pin

Il processo dell’identita’ digitale implica ovviamente l’identitificazione di appositi ‘gestori’ certificati proprio dall’Agid: i soggetti in questione, pubbliche amministrazioni e non solo, saranno abilitati a erogare le credenziali. I loro nomi saranno pubblici, iscritti in un apposito registro Spid (lo sono di diritto il ministero dello Sviluppo Economico, le Camere di Commercio, gli ordini professionali e l’Agid).

 

Come chiedere il Pin

Come dovremo fare per avere il nostro codice identificativo di 14 caratteri? Una domanda al gestore, procedendo con una registrazione. Dovremo fornire informazioni base necessarie per l’identificazione: nome, cognome, data di nascita, codice fiscale, residenza, estremi del documento di riconoscimento. Saranno anche richiesti un indirizzo di posta elettronica e un recapito telefonico.

Se si è in possesso di documenti in formato digitale si potrà fare tutto in rete, altrimenti l’identificazione verrà fatta recandosi presso le sedi predisposte. Una volta ottenute le credenziali, che possono arrivare sia via web (tramite mail) sia per raccomandata, al cittadino non rimarrà che accedere al servizio direttamente dal sito dell’ente in questione e cliccare sul nuovo bottone “Entra con Italia.it”.

Le regole sono state collaudate nei test condotti in questi mesi con le amministrazioni pilota, che, appena sbloccati i provvedimenti, saranno quindi pronte a funzionare tramite Spid: si tratta di Inps, Inail, Agenzia delle Entrate; tra le Regioni ci sono Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Piemonte e Toscana; a livello comunale hanno fatto da ‘cavie’ Firenze, Lecce, Milano; e sono oltre otto gli istituti bancari partecipanti.

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