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Permesso di soggiorno elettronico: ecco come funziona

Permesso di soggiorno elettronico: ecco come funziona
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Il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso parere positivo in merito ai tre schemi di decreti direttoriali del Ministero dell’interno relativi al permesso di soggiorno elettronico (Pse).

Il primo schema di dercreto del 5 marzo individua le procedure e processi di produzione e di servizio per il procedimento di emissione e controllo del permesso di soggiorno. Il secondo schema del 12 marzo si occupa dellinfrastruttura di sicurezza del PSE. Il terzo, invece, individua le modalità di acquisizione e di verifica degli elementi biometrici primari e secondari, ovvero le immagini del volto e delle impronte digitali.

Gli schemi di decreto sono stati elaborati presso il Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’interno, ma per garantire un adeguato livello di sicurezza per il flusso dei dati sensibili è stato necessario chiedere l’approvazione del Garante per la protezione dei dati personali, il quale ha anche fornito indicazioni per la stesura degli stessi decreti.

Come funziona il PSE e il relativo flusso dei dati

Il PSE, rilasciato allo straniero dall’Ufficio immigrazione della Questura, è costituito da una smart card su cui sono stampati i dati  e gli elementi biometrici primari (immagini del volto del titolare del PSE).
Sulla carta è inserito un microprocessore RF contenente i dati gli elementi biometrici primari e secondari  dell’intestatario, tra cui l’immagine delle impronte digitali.
Per garantire un elevato livello di sicurezza, il circuito di emissione e controllo del permesso si basa su un’architettura centralizzata che consente sia la tracciatura di tutte le operazioni effettuate da ciascun ente coinvolto, sia l’emissione di documenti in grado di minimizzare i rischi di contraffazione e falsificazione.
In particolare, la componente di governo dei processi è affidata all’Infrastruttura Centrale PSE, la gestione della sicurezza all’Infrastruttura di Sicurezza PSE e la fase di produzione dei permessi di soggiorno all’Istituto Poligrafico e Zecca della Stato.
I dati scambiati in modalità sicura tra le amministrazioni avvengono tramite la rete ministeriale ed eventuali collegamenti dedicati.

Le fasi del procedimento di emissione del PSE

  • Pianificazione dei fabbisogni e produzione dei supporti dei permessi di soggiorno;
  • Gestione delle richieste di rilascio dei permessi di soggiorno, previa acquisizione elettronica dell’istanza di richiesta di rilascio del permesso;
  • Inizializzazione e personalizzazione dei permessi di soggiorno da parte dell’IPZS;
  • Spedizione, trasporto e presa in carico dei permessi di soggiorno da parte dell’Ufficio Immigrazione;
  • Consegna del permesso di soggiorno allo straniero da parte dell’Ufficio Immigrazione.

Nell’ambito della fase di gestione delle istanze di rilascio del PSE, assume particolare importanza la procedura per l’assunzione dei rilievi dattiloscopici, necessaria per l’identificazione dello straniero, composta, a sua volta, dalle seguenti fasi:

  • acquisizione del riferimento univoco della pratica per la successiva associazione al cartellino fotosegnaletico;
  • svolgimento dei rilievi fotodattiloscopici;
  • acquisizione del cartellino fotosegnaletico da parte del sistema AFIS e generazione di un codice identificativo (CUI);
  • associazione del CUI al riferimento univoco della pratica;
  • trasmissione del CUI e numero univoco della pratica all’Infrastruttura Centrale PSE;
  • messa a disposizione degli eventuali precedenti dattiloscopici per la consultazione dell’Ufficio immigrazione tramite l’Infrastruttura centrale PSE.

Trattamento degli elementi biometrici

In fase di rilascio e di controllo del permesso di soggiorno, presso gli uffici immigrazione si procede al controllo del volto e delle impronte digitali per verificare sia l’identità del titolare del PSE, che il corretto funzionamento del microprocessore RF.
La verifica dell’immagine del volto è effettuata senza l’ausilio di software di riconoscimento, mentre la verifica delle impronte digitali è automatica utilizzando un apposito algoritmo che effettua la comparazione tra le impronte digitali memorizzate nel microprocessore RF e le corrispondenti impronte digitali dell’interessato direttamente disponibili. L’algoritmo di confronto e i dati sono presenti solo sulla postazione di lavoro abilitata alla verifica (inspection system) quindi le impronte non sono memorizzate in nessun archivio.
Infatti le informazioni e gli elementi biometrici secondari sono conservati nell’archivio dei permessi di soggiorno presso l’Infrastruttura centrale per il tempo strettamente necessario al completamento dei procedimenti amministrativi per il rilascio o per il rinnovo del permesso di soggiorno.
Infine, presso l’IPZS si procede alla personalizzazione del permesso di soggiorno.
Una volta notificato il completamento della personalizzazione del documento, i dati e gli elementi biometrici vengono cancellati in maniera definitiva.

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