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AdBlock Plus e’ legale, in Germania bloccare la pubblicita’ e’ un diritto

AdBlock Plus e’ legale, in Germania bloccare la pubblicita’ e’ un diritto
1 minuti di lettura

Il tribunale di Amburgo ha deciso che l’utilizzo strumenti per bloccare la pubblicitá online è lecito. In sostanza è stato scagionato il plug in AdBlock Plus dalle accuse di alcuni editori tedeschi (i quotiani Die Zeit e  Handelsblatt) che sostenevano di essere stati penalizzati economicamente dal software prodotto da Eyeo, societá tedesca detentrice dei diritti su Adblock Plus.

Le testate giornalistiche sostenevano che il plug-in fosse un prodotto anti competitivo, in grado di minacciare il fatturato in seguito ai blocchi di pubblicità legale. Ma non solo: gli editori parlavano addirittura di estorsione, accusando Eyeo che avrebbe sfruttato il famoso strumento che blocca la pubblicità online costringendo i gestori a pagare per entrare nella whitelist.

Il tribunale di Amburgo ha dato ragione ad AdBlock Plus, stabilendo l’innocenza della societá tedesca.

Siamo estremamente felici della decisione presa oggi dalla corte di Amburgo. Questa é una vittoria per ogni singolo utente di Internet, poiché conferma il diritto che ognuno ha di bloccare le pubblicitá invasive, proteggere la propria privacy e, per estensione, determinare la propria esperienza online. Ora che i problemi legali sono risolti, vogliamo raggiungere nuovi editori, pubblicitari e creatori di contenuti al fine di incoraggiarli a lavorare con Adblock Plus piuttosto che contro di noi. Sviluppiamo insieme nuove forme di pubblicitá non invasive che sono utili e che piacciano agli utenti; troviamo insieme nuovi modi per creare migliori pubblicitá; spingiamo per creare un ecosistema Internet piú sostenibile per ognuno di noi. (comunicato Eyeo)

La guerra pubblicitaria comunque non è finita: secondo la Bbc, gli editori stanno già preparando l’appello. Inoltre AdBlock Plus sta affrontando anche altre cause tanto in Germania quanto in altri paesi.

La sentenza del tribunale tedesco ha sancito il diritto dell’utente a decidere cosa visualizzare sul proprio schermo, ma almeno per ora non è stato detto nulla riguardo all’uso della Whitelist come strumento per farsi pagare dalle aziende. Sta di fatto che Google, Microsoft e Amazon avevano giá pagato Eyeo per entrare nella whitelist. Eyeo comunque fa notare che l’inclusione nella Whitelist è gratis per blog e siti di piccole e medie dimensioni.

Stay tuned

Via

 

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Appassionato del mondo Linux e della filosofia Open Source, da anni si occupa della cura di periodici e siti web di consulenza dedicati alla Pubblica Amministrazione

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