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Addio allo scontrino dal 2017, si’ alla fatturazione elettronica

Addio allo scontrino dal 2017, si’ alla fatturazione elettronica
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Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera ai primi tre decreti legislativi, ora all’esame in Parlamento, su fatturazione elettronica, internazionalizzazione delle imprese e abuso del diritto (quest’ultimo fissa confini più precisi al concetto di elusione fiscale). Nel loro insieme, ha spiegato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, le nuove norme serviranno “a costruire un sistema fiscale più trasparente per il contribuente, che al contempo migliori l’efficienza della macchina pubblica“.

Si chiude l’era dello scontrino fiscale (ma resta comunque l’obbligo della fattura su richiesta del cliente). Dal 1° luglio 2016 si partirà con la messa a disposizione del servizio l‘estensione anche ai rapporti tra privati dell’utilizzo della fatturazione elettronica, sulla scorta di quanto già accade nel pubblico e dal 2017, una volta attiva l’infrastruttura tecnologica, chi vorrà potrà cominciare a dire addio alle vecchie ricevute di carta. Per tutte le società che effettuano cessioni di beni e servizi a partire dal 2017 “è prevista la possibilità di trasmettere telematicamente al fisco i dati degli incassi“. E’ quanto si legge in un comunicato di Palazzo Chigi.

La misura – è scritto nel comunicato – si rivolge a tutti i soggetti passivi Iva e introduce incentivi, in termini di riduzione degli adempimenti amministrativi e contabili, a vantaggio delle imprese che la utilizzano. Il provvedimento è in linea con l’impostazione dell’Ocse, secondo cui il fisco deve trasformarsi da verificatore ex post a soggetto che facilita gli adempimenti fiscali sfruttando le leve della tecnologia“.

Il decreto prevede che “per tutti i soggetti che effettuano cessioni di beni e prestazioni di servizi (essenzialmente il settore del commercio) è prevista la facoltà di trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati dei corrispettivi, in sostituzione degli obblighi di registrazione. L’opzione ha effetto per cinque anni e si estende di quinquennio in quinquennio.

In sostanza il decreto prevede, a decorrere dal 1° gennaio 2017, in via opzionale (tra privati la fattura elettronica è facoltativa), l’invio telematico all’Agenzia delle Entrate di tutte le fatture emesse e ricevute. Resta comunque fermo l’obbligo di emissione della fattura su richiesta del cliente.

Chi deciderà di servirsene potrà beneficiare di alcuni vantaggi, come la riduzione dei termini di accertamento, la possibilità di incassare i rimborsi Iva più velocemente e l’addio allo spesometro. “Per i gestori dei distributori automatici la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati e’ obbligatoria. Per i soggetti che scelgono di avvalersi della fatturazione elettronica vengono meno gli obblighi di comunicazione relativi al cosiddetto ‘spesometro’ e alle ‘black lists’. Inoltre, beneficiano di rimborsi Iva piu’ veloci”.

Cambiano anche le modalità “nuove e semplificate per i controlli fiscali: i controlli “potranno essere effettuati, anche da remoto, riducendo così gli adempimenti dei contribuenti ed evitando di ostacolare il normale svolgimento delle attività“. Viene poi esclusa la duplicazione nella richiesta di dati.

Foto del profilo di Alessio Sfienti
Appassionato del mondo Linux e della filosofia Open Source, da anni si occupa della cura di periodici e siti web di consulenza dedicati alla Pubblica Amministrazione

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