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La tua pensione? La trovi su Internet dal 1 maggio

La tua pensione? La trovi su Internet dal 1 maggio
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Il simulatore c’è, ora si tratterà di capire se e quanto funzionerà. Ma “La mia pensione” è tutto sommato una buona idea, che l’Inps metterà online a partire dal 1 maggio, quando 5 milioni di italiani – i primi, tutti Under 40 – potranno scoprire online sul portale istituzionale quando potranno andare in pensione e di quanto sarà l’assegno mensile percepito.

Tutti li a chiedersi: ma il simulatore sarà veritiero? Dipende. Nel senso che durante la fase di sperimentazione – ancora in svolgimento – più del 40 per cento dei lavoratori abbiano riscontrato un importo decisamente più basso di quello che si attendevano.

Come si accede

Per accedere al simulatore, servirà il codice Pinlo si può chiedere sul sito dell’Inps, che ne rilascia una prima parte subito e il resto lo spedisce per posta. Una volta fatta la richiesta, riceverete una mail di conferma accesso a “La mia pensione”. Importante: per farlo, oltre al Pin, bisogna avere almeno 5 anni di contributi versati.

Come funziona

Si potrà arrivare al proprio conto contributivo e verificare se ci sono anomalie e/o errori e segnalarli. In seguito si giungerà alla previsione base, dove verranno fornite le date per l’accesso alla pensione di vecchiaia e alla pensione di anzianità, gli importi mensili lordi dei rispettivi assegni e il confronto con l’ultima retribuzione stimata.

Sono stime, chiaramente: l’utente viene avvisato che si tratta di una simulazione che può cambiare sia in base a fattori che riguardano la vita lavorativa (cambio di attività, periodi di disoccupazione, eccetera) sia per elementi esterni (andamento dell’economia, evoluzione delle aspettative di vita medie, ecc.). L’utente può modificare alcuni parametri, per esempio la retribuzione ed eventuali periodi di sospensione del lavoro.

Tutti sul carro

Per ora, quindi, saranno solo gli Under 40 – cioè quelli con meno contributi versati – a con0scere la loro pensione. Poi, nel 2016, sarà la volta di altri 6 milioni e mezzo di lavoratori, mentre i dipendenti pubblici potranno accedere al sistema per ultimi, più avanti, per la maggiore difficoltà di verifica delle informazioni.

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