Italia Digitale: la complessita’ della governance

Scritto da:     Tags:  , , , ,     Data di inserimento:  31 marzo, 2015  |  Nessun commento
31 marzo, 2015
renzi_madia_venezia

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Diversi osservatori, giustamente, si stanno dimostrando preoccupati dopo le dimissioni di Alessandra Poggiani dall’Agenzia per l’Italia Digitale. E’ normale che questo scossone ponga dubbi sulla tenuta di una governance frammentata e confusa che spesso si sovrappone a più livelli.

Non molti giorni fa, in occasione di un evento associato a un think-tank, mi sono intrattenuto a lungo con un imprenditore del settore digitale. Affrontando il tema della governance gli ho spiegato un po’ chi ha le redini del comando, insomma chi disegna strategie, chi le attua, chi decide, ecc. Dopo avermi ascoltato a lungo mi ha liquidato con un: ‘siete tutti matti da legare‘.

In effetti, se cominciassimo a mettere in fila persone, ruoli, uffici e intermediari, le pagine di questo magazine non basterebbero. Troppo complesso, troppo lento, troppo frantumato e inefficiente.

Ma tralasciando la complessità, evidente, della governance proviamo invece a valutare gli effetti del diluvio normativo sui temi del digitale. Per fare questo, visto che mi sto preparando per una lezione su Agende Digitali a livello Europeo, Nazionale e Locale in occasione di un seminario all’Università di Udine, ho messo in ordine appunti e documenti che avevo raccolto negli anni in una apposita cartella.

Vi indico, fra i tanti che raccoglierò in un papello, un interessante dossier del Senato che val la pena di leggere subito. Letto questo, trattenuto il respiro e aperte le braccia al cielo, cosa succederà a breve? Semplice: altro giro altra corsa, il bando è già aperto.

Ma basterà? Forse ha ragione la Poggiani quando lamenta poteri sull’execution che, ad oggi, sembrano dispersi se non del tutto assenti.

Da un lato è paradossale ma allo stesso tempo fantastico ed esaltante che le attività di deploy conseguenti agli switch-off siano demandate al Digital Champion e alla sua rete associativa (leggasi Fatturazione elettronica). Può bastare tutto ciò?

Possiamo affrontare i prossimi switch-off basandoci sulla competenza, sulla tenacia e sulla passione di chi si sveglia la mattina pensando in digitale? Non lo so, da un lato è un bel segnale per il paese che, come al solito, prova a farcela nonostante tutto, nonostante tutti. Dall’altra è l’ennesimo segnale che la politica è distante, distantissima da ciò che tutti i giorni andrebbe fatto.

Ricordo ancora che quando passammo dalla televisione analogica a quella digitale furono proprio i Digital Champion a salvarci da qual switch-off. Quei Digital Champion erano i nipoti che installavano alle nonne i decoder, li configuravano e smanettavano nella giungla dei firmware televisivi. Una pagina storica. Che si ripete troppo spesso.

Abbiamo tanto bisogno di switch-off, ma abbiamo altrettanto bisogno di poteri e strumenti per accompagnarli. Auguri al nuovo direttore.

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