Fatturazione elettronica, il giorno dei giorni. Come fare per non sbagliare

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31 marzo, 2015
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Ci siamo: da oggi la fatturazione elettronica verso la pubblica amministrazione riguarda tutte le PA e tutti i loro fornitori. Ad Agenzie fiscali ed enti di previdenza ed assistenza, già interessati dalla fatturazione elettronica dallo scorso 6 giugno, si aggiungono tutti gli altri enti: Camere di commercio, ASL, Università, Regioni, Province e Comuni.

La fatturazione elettronica è disciplinata dal decreto ministeriale n. 55 del 2103 con le correlate specifiche operative. Di fatto, da oggi tutti i fornitori della PA dovranno fatturare i corrispettivi pretesi, per prestazioni effettuate, mediante documento elettronico in formato XML, che dovrà essere inoltrato per il tramite del Sistema di interscambio (SDI).

Prima di ricapitolare procedimenti ed errori da non commettere, ricordiamo che il sito FatturaPA.it mette a disposizione un semplice applicativo che effettua i controlli per verificare la correttezza del file, prima dell’invio alla pubblica amministrazione.

Fatturazione elettronica passo dopo passo (dal sito Ipa)

  1. Per prima cosa ogni ente pubblico deve comunicare al fornitore il codice di identificazione dell’ufficio a cui inviare la fattura: si chiama “Codice univoco per la fatturazione elettronica” e si rifà, appunto, al sito indicepa. La ricerca è possibile digitando il nome della PA nel quadro arancione.
  2. Nell’elenco di enti che compare bisogna cliccare sulla casellina col simbolo dell’euro: qui apparirà una pagina dove trovare il codice dell’ufficio. Enti di grandi dimensioni potrebbero avere più di un codice.
  3. Ora ci si deve collegare al software per trasmettere la fattura elettronica, ricordando che il formato ufficiale è XML.
  4. Il codice va inserito nel documento assieme a Partita Iva, indirizzo, data della fattura.
  5. La fattura elettronica completata dovrà adesso essere firmata in formato digitale dal soggetto emittente.
  6. E’ fatta: la fattura elettronica ora transita attraverso il sistema di interscambio nazionale, che verifica la correttezza dell’operazione e la completezza del modulo.

A proposito di IPA

Dal sito di AgID risulta che, dei 21.554 soggetti con obbligo di fatturazione elettronica, di cui 9.159 amministrazioni centrali con Fatturazione Elettronica avviata il 6 giugno 2014, esistono:

  • 449 soggetti non registrati su IPA, verso i quali è stata avviata un’azione di richiamo
  • 11.775 amministrazioni, con obbligo di attivazione al 31 marzo, registrate su IPA con almeno un ufficio di fatturazione elettronica attivo
  • 170 le amministrazioni, con obbligo di attivazione al 31 marzo, che hanno avviato in anticipo il servizio di fatturazione elettronica.

Tutte le Regioni e tutti i Comuni italiani sono regolarmente registrati sull’Indice delle Pubbliche Amministrazioni.

La registrazione su IPA è attività propedeutica e indispensabile per la transizione al sistema elettronico di fatturazione da parte di tutti i soggetti coinvolti, poiché da questa dipende l’identificazione degli uffici che all’interno delle amministrazioni dovranno ricevere le fatture in formato elettronico.

Fatturazione elettronica: quali errori non fare

Vediamo la lista degli errori più comuni commessi da chi ha inoltrato una fattura alla PA: la ricerca è stata fatta dall’Agenzia delle Entrate per evitare che vengano ricommessi errore significa mancato pagamento della fattura ed è pertanto importantissimo evitare qualsiasi distrazione.

  1. Invio di un file con il nome errato o inviato più di una volta
  2. File della fattura non conforme con la versione più aggiornata del tracciato
  3. Codice fiscale o partita IVA dei soggetti coinvolti errato
  4. Numero della fattura già presente nel sistema di interscambio
  5. Codice destinatario errato o non valido
  6. File con firma non valida
  7. File firmato con riferimento temporale non coerente
  8. Certificato di firma non valido (scaduto, revocato, sospeso)

E ora occhi a Pago PA

Chiusa (si fa per dire) la questione fatturazione elettronica, si passa a Pago PAche – ha spiegato la dirigente dell’Agid Maria Pia Giovannini - consente di mettere in collegamento il mondo della PA con quello bancario, permettendo al cittadino di fare il pagamento come vuole e in tempo reale. Così potranno essere pagate tasse, rate, servizi sanitari, multe con il pc, il tablet o lo smartphone“.

Per accelerare l’adesione delle PA, spiega, “si sta anche pensando a dei meccanismi sanzionatori. Pago PA è anche al centro di Italia Login“, la piattaforma che renderà concreto l’esercizio dell’identità digitale lanciata dalla dimissionaria Alessandra Poggiani. Sul sito della Funzione Pubblica peraltro è già partita la selezione al nuovo direttore Agid: ecco come candidarsi.

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