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Sindaci, usate i social network cosi’! 11 consigli

Sindaci, usate i social network cosi’! 11 consigli
2 minuti di lettura

Ho visto alcune autorevoli sollecitazioni ai sindaci affinché utilizzino i social network. È un’ottima proposta, a condizione che i social network vengano utilizzati in un modo corretto. Viceversa, il Sindaco sarà “alla moda”, sarà molto digitale, ma il suo messaggio comunicativo avrà scarsissimo valore.

Sulla base delle attività di alfabetizzazione digitale che svolgo in molte parti d’Italia e delle esperienze che ho maturato, mi permetto di avanzare ai Sindaci (alle Amministrazioni) che intraprendono la via del digitale 11 consigli.

Come mio costume ho tradotto poi i consigli in immagini. Le slide le potete scaricare da SlideShare.

  • Non puoi creare una tua presenza sui social network e contemporaneamente mantenere un sito istituzionale dell’Amministrazione “chiuso” e “analogico”. Se sei social, lo sei in ogni luogo del web. Social é la tua struttura organizzativa e il modo con cui eroghi i servizi.
  • Ricordati sempre: il Comune é una Istituzione dello Stato. La presenza social del Comune va gestita secondo regole e con linguaggi propri di una Istituzione. Ciò non vuole dire che il messaggio debba essere noioso e non interessante.
  • Ricordati sempre: caro Sindaco, la pagina (il tuo account, il tuo profilo) che racconta la tua attività istituzionale non va condivisa con i compleanni dei figli e gli animali domestici. Purtroppo non sei Obama.
  • La gestione dei social network non può essere il frutto di improvvisazione. Deve essere il frutto di una strategia ben precisa. Non può essere affidata all’URP, alla segretaria del Sindaco, ai “volonterosi giovanotti” o, peggio ancora, agli informatici. I dialoghi sul web vanno gestiti dai seri professionisti.
  • Twitter offre grandi opportunità di ascolto e di relazione con i cittadini. Poiché, caro Sindaco, non sei Lady Gaga, cerca di incentivare la ricerca dei following piuttosto che dei follower.

michele vianello-twitter-alfabetizzazione digitale

  • Se decidi di avere un canale su YouTube evita quei “patetici filmati” attraverso i quali in 30 minuti pretendi di spiegare, attraverso un monologo, i “destini del mondo”. Se totalizzi 30 visualizzazioni ritieniti fortunato.
  • Una Amministrazione può (direi deve) avere una propria pagina su Linkedin. Evitate tuttavia di trasformarla in una bacheca degli eventi. Linkedin, anche per le Amministrazioni pubbliche, può trasformarsi in una community di professionisti.
  • Facebook va tanto alla moda, ma é la “piazza del mercato” e sta peggiorando a vista d’occhio. Se decidi di sbarcare su Facebook devi avere tante buone ragioni e, soprattutto, preventivamente, affronta un problema: i dialoghi non sempre potrebbero essere “gradevoli”. In tutti i casi, per limitare le perdite, decidi per una Pagina “ben amministrata” a “dialoghi limitati”.

michele vianello-alfabetizzazione digitale-facebook

  • Su Google+ vedo postare dai Comuni “cose che voi umani…”. Evitate di postare su Google+ i comunicati degli uffici stampa. Ho qualche dubbio che Google+ venga frequentato dai giornalisti dei media tradizionali.
  • Per cortesia, evitate accuratamente di adottare le app destinate a segnalare ciò che non va nella vostra città. O la struttura del Comune é “social oriented” (e questo é, prima di tutto, un atteggiamento culturale), o l’innovazione prevista si trasformerà in un “tragico boomerang”.
  • Non é assolutamente obbligatorio andare su tutti i social network. Se non sei pronto, evita di farti del male.

TRATTO DA MICHELEVIANELLO.NET

Foto del profilo di Michele Vianello
Ex Direttore Generale di VEGA Parco Scientifico Tecnologico di Venezia, imprime una forte impronta di innovazione IT nel territorio veneziano e veneto, sperimentando e attuando, a favore della crescita tecnologica e della competitività delle imprese, modelli avanzati di sviluppo gestionale e organizzativo “Enterprise 2.0”, nuove modalità di marketing “Web 2.0”, le più avanzate soluzioni tecnologiche e piattaforme di eccellenza. La sua carriera politica ha inizio nel 1997 come Vice Sindaco nella sua città natale: Venezia. Deputato della Repubblica dal 2001 al 2005, rientra a Venezia, braccio destro del Sindaco Cacciari alla guida della città lagunare, fino a ottobre 2009. In quattro anni promuove un cambiamento radicale nell’organizzazione della macchina comunale e nell’interazione tra PA e cittadini, con l’adozione delle filosofie gestionali “Web 2.0” e “Amministrare 2.0”. E’ ideatore delle politiche del Comune di Venezia in materia di banda larga e connettività wi-fi: con il progetto “Cittadinanza digitale” ha reso Venezia la prima città d’Italia completamente digitale, con connessione Internet wi-fi gratuita per tutti i residenti nelle piazze, biblioteche e uffici pubblici; con il portale “Venice Connected”, che intermedia decine di migliaia di ordini, ha contribuito ad innovare la gestione dei flussi turistici della città. Numerose le relazioni, gli scritti e le interviste di natura specialistica rilasciate su riviste e quotidiani. Nel 2010 pubblica il libro “VE 2.0. Cittadini e libertà di accesso alla rete” edito da Marsilio Editori. Ad aprile 2010 è stato insignito del prestigioso premio nazionale “La città dei cittadini – Cineca Award 2010”, quale personalità che si è più distinta in Italia nello sviluppo di progetti che favoriscono la comunicazione tra Istituzioni e cittadini, in particolare nell’erogazione di servizi tramite le nuove tecnologie web.

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