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Pubblica amministrazione, occhio ai bisogni reali! Cosi’ si applica l’agenda digitale

Pubblica amministrazione, occhio ai bisogni reali! Cosi’ si applica l’agenda digitale
2 minuti di lettura

Un illuminante post di Lucio Bragagnolo su Apogeo Online, ripropone il tema del fattore umano nel lungo processo di adeguamento della Pubblica Amministrazione alle logiche, ai modelli, ai linguaggi e agli stili della società moderna.

Chi mi conosce e mi ha frequentato durante seminari, conferenze, lezioni e/o deliri pubblici, sa che ho sempre usato il termine boria, per descrivere l’approccio sbagliato che le persone della Pubblica Amministrazione mettono in atto quando si intrigano nel definire o rimodellare processi.

Il mio punto di riferimento da sempre sono gli UK Design Principles che spesso illustro, commento e, con un palese entusiasmo, cerco di proporre come esempio. Il primo di questi principi merita una settimana di applausi ininterrotti:

Immagine

Non che gli altri principi siano meno importanti, anche il secondo: Do Less, ammetto che mi eccita al punto di inginocchiarmi di fronte alla capacità di sintesi e soprattutto all’intelligenza britannica.

Ma torniamo al tema principale, il fattore umano. E’ assodato che gran parte dei pubblici dipendenti, soprattutto i manager, hanno ormai spento il cervello e azzerato la capacità critica. Convinti, o indotti a convincersi, che le liturgie incomprensibili a cui vengono assoggettati cittadini e imprese per rapportarsi con la PA siano giuste e trasferibili anche al mondo del digitale.

Sto parlando di quello che il mio amico Michele Vianello cita sempre come: digitalizzazione dell’esistente e che io connoto come cosmetica digitale.

Come fare? Come cambiare? Come migliorare? E’ il tema che stamani discuterò a Radio Scienza di Rai 3, anche in preparazione di un seminario sulle Agende Digitali che terrò all’Università di Udine nei prossimi giorni (anche QUI).

In pratica cercherò di convincere che le Agende Digitali nella loro dimensione europea piuttosto che locale, non possono essere affidate a chi ha spento il cervello da tempo, ma devono essere partecipate e co-disegnate, facendo quel passo indietro che consenta di capire cos’è successo nel mondo in questi ultimi anni e di accettarlo incondizionatamente.

Ieri, durante l’info day sulla presentazione di due importanti bandi di innovazione il mio Vicepresidente, un politico, non un manager, è arrivato a supplicare i convenuti: ‘Aiutateci, dateci una mano a capire come migliorarci e come aiutarvi. Sappiamo che è cambiato il mondo, ma se non ci aiutate non recupereremo mai il ritardo‘.

Analizzando questo ho capito che i senzienti spesso stanno nell’apparato, non nelle stanze decisionali. Ora sta a voi scoprire dove sono annidati i boriosi e riportarli nella vita reale. Solo così potremmo applicare le agende digitali. Il resto son solo chiacchiere e distintivo (cit.).

TRATTO DA WEBECONOSCENZA.NET

Foto del profilo di Gianluigi Cogo
Da anni facilita i processi che sfruttano le nuove tecnologie e diffonde cultura digitale nella Pubblica Amministrazione. In rete dai primissimi anni ‘90, a Venezia fonda la prima rete civica ‘Venice On-Line’ e poi il primo portale cittadino: ‘Venezia.Net’. Verso la fine degli anni ’90, assieme ad altri colleghi, crea il primo network dei Comuni della Provincia di Venezia ‘Polo Est’ e, infine, uno dei primi social network italiani: ‘Networkingitalia.it’. Presso la Regione Veneto (dove ora ha la responsabilità della Community Network inserita nella struttura di e-government) crea la prima rete intranet basata su workspace e dinamiche 2.0. Sviluppa, insieme ad altri colleghi di diverse regioni italiane, Ritef, la ‘rete delle regioni per l’e-learning’ ed è fin dai primi anni 2000 uno dei protagonisti del Cisco Networking Academy in Italia. Attualmente svolge consulenze per Università, Centri di Formazione Pubblici e Privati e Ministeri, per divulgare le dinamiche e i valori della ‘collaborazione e della partecipazione’. E’ docente presso la Facoltà di Informatica dell’Università Ca Foscari di Venezia del corso ‘Social media e smart apps’, Presidente di Assint (Associazione per lo sviluppo dell’innovazione e delle nuove tecnologie), è stato anche Segretario Generale dell’Associazione Italiana per l’Open Government, Componente del Comitato Scientifico della rivista Egov, membro dell’esecutivo dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione, fondatore/animatore della rete degli innovatori della pubblica amministrazione, consulente di FormezPA e molto attivo con il suo blog: http://webeconoscenza.net/. Ha ideato e promosso il primo Barcamp degli innovatori della Pubblica Amministrazione e collabora come docente e curatore scientifico per master e corsi sull’e-government 2.0 e sull’Enterprise 2.0. Scrive su diverse riviste del settore e ha pubblicato i libri: ‘La cittadinanza digitale’ , ‘I siti web delle Pubbliche Amministrazioni’ e ' I Social Network nella PA'.

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