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Verso una misura di incentivo al rilascio di Open Data nei comuni

Verso una misura di incentivo al rilascio di Open Data nei comuni
2 minuti di lettura

Da qualche mese un team interdisciplinare lavora presso il DPS, ora diventato Agenzia per la coesione territoriale, ad una misura per indurre le amministrazioni locali a rilasciare open data, da inserire nel prossimo ciclo di programmazione di fondi europei.

Dovrebbe a breve venirne fuori una bella opportunità per gli amministratori che credono nei dati aperti, ma ancora non riescono a far condividere ai propri enti il patrimonio di dati amministrativi che gestiscono.  L’Agenzia per la Coesione ha dato a questo proposito un mandato chiaro a studiare le coordinate principali di questo intervento.

Ci pare il momento – racconta Tito Bianchidi  aprire il lavoro che abbiamo fatto alla comunità delle Amministrazioni, e a quelli che si occupano di dati aperti e che quindi di queste cose ne sa di più, e che genuinamente ci crede, e programmare insieme i prossimi passi“.

Abbiamo ormai definito – continua Tito Bianchi – gli enti a cui l’intervento è destinato (i Comuni non capoluogo di medie dimensioni), gli ambiti tematici in cui vorremmo vedere rilasciati i dati (che vanno oltre a quelli richiesti dai dispositivi sulla c.d. “trasparenza”), e come vorremmo che la misura funzionasse. Attualmente stiamo lavorando alla stima dei costi che un’amministrazione deve sostenere per portare a termine un processo di rilascio di dati in formato aperto. Questo elemento è chiave, perchè ci serve per determinare l’entità dell’incentivo economico da offrire a chi in futuro aprirà al pubblico i suoi dati. Siamo partiti con un’idea molto semplice e con l’intento di costruire un intervento pubblico che fosse anch’esso molto lineare e comprensibile, ma naturalmente le cose mano a mano sono divenute più articolate. Ci è molto ben chiaro che il cambiamento che vogliamo indurre, anche se piccolo, deve essere irreversibile

Al raduno SOD interverremo in due momenti: venerdì 27 marzo al pomeriggio, con una presentazione incentrata su quello che abbiamo fatto, e poi con una sessione collaborativa sabato 28 in cui spieghiamo meglio la meccanica dell’incentivo e chiediamo una mano soprattutto ai funzionari pubblici e a chi ha partecipato a qualche progetto pubblico di open data andato a buon fine, di aiutarci nella stima dei costi standard. Questa sessione l’abbiamo perciò chiamataSportello di autoriflessione assistita sui costi del processo di rilascio”.

All’interno della comunità Open Data, chi lavora all’interno degli enti pubblici ha responsabilità speciali perché può essere determinante per sbloccare processi di trasparenza, democrazia e efficientamento dei servizi.  Molti dipendenti e consulenti della PA hanno un’anima da attivisti, ma vivono la frustrante sensazione di non riuscire a fare la differenza. Proprio a queste persone ci rivolgiamo, chiedendo di partecipare alla costruzione dal vivo di una politica in favore dell’apertura dei dati

Venite alle sessioni del 27 e 28 marzo a darci una mano, sarà istruttivo per tutti”.

Questi i link per iscriversi alle sessioni:

Venerdì 27/3: Verso una misura di incentivo al rilascio di Open Data nei comuni

Sabato 28/3: Ma quanto costano gli Open Data agli Enti locali? Sportello di autoriflessione assistita sui costi del processo di rilascio

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Foto del profilo di Patrizia Saggini
Laureata in Giurisprudenza e specializzata in diritto amministrativo, mi occupo di innovazione tecnologica e amministrazione digitale presso un Comune della Provincia di Bologna; appassionata e curiosa di tecnologia, web 2.0 e marketing, ho frequentato diversi Master universitari, dalla gestione delle risorse umane, alla comunicazione pubblica e, last but non least, alla gestione dell’innovazione tecnologica.

4 Commenti

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