Catasto online e Internet in tutti gli uffici pubblici: la Riforma PA inizia a ingranare?

Scritto da:     Tags:  , , ,     Data di inserimento:  12 marzo, 2015  |  Nessun commento
12 marzo, 2015
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Ok, per una volta cerchiamo di essere positivi. Non soffermiamoci alle classifiche, alle percentuali in drastico calo per quel che riguarda l’uso dei servizi di e-government o alle altrettanto – anzi di più – inquietanti 54 mila banche dati gestite dagli enti pubblici (anagrafi, inventari, informazioni su personale e stipendi, conti economici, statistiche interne ed elenchi di ogni ordine e grado) che stonano un po’ con la tanto sbandierata anagrafe unica.

Oggi parliamo di catasto online obbligatorio e di banda larga in tutti gli uffici pubblici: sono ‘fatti’ che provengono da leggi dello Stato o da decreti legge in itinere, ed entrambi costituiscono condizioni non sufficienti ma sicuramente necessarie per il cambio della cultura digitale sbandierato in prima pagina sul Corriere della Sera online sotto forma di Italia Login (noi ne parlammo mesi fa, intervistando Annalisa Poggiani: guarda qui).

In realtà, se proprio vogliamo, una nostra Italia Login ce l’avremmo già e sarebbe il codice fiscale (dove c’è tutto e di più, e col chip potremmo iscrivere i figli a scuola, pagare le multe, prenotare una visita in ospedale…) ma questa è un’altra storia, da affrontare un’altra volta, magari anche nella stupefacente corsa che ci porterà al nuovissimo Premio Egov 2015. Restate connessi, perché a breve saprete tutto.

Catasto online obbligatorio

Dal 1 giugno 2015 le pratiche catastali diventeranno interamente digitali. Lo ha affermato ieri il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orland, ad un convegno dedicato. Il catasto online obbligatorio prevede che “tutti i documenti del catasto fabbricati dovranno essere trasmessi per via telematica. Stiamo preparando il provvedimento: il sistema Docfa è pronto e funziona, siamo al 75% di documenti, vogliamo arrivare al 100%“.

Secondo le stime il passaggio interesserà circa 1.6 milioni di documenti l’anno. La speranza è che si dematerializzi veramente e si prenda coscienza di un sistema, quello del catasto online, che nel 2015 non può più convivere con quintali di carta a seppellirci le idee.

Internet ovunque e capo digitale: la Riforma PA ci prova

Sono due i paletti – figli di altrettanti emendamenti – che vogliono provare a rendere l’Italia un po’ più digitale pensando ad una riforma della pubblica amministrazione incentrata sulla rete.

Primo: garantire la disponibilità di connettività a banda larga e ultralarga e l’accesso alla rete internet presso gli uffici pubblici e altri luoghi che, per la loro funzione, richiedono le suddette dotazioni, come le scuole.

L’emendamento alla Riforma della PA è sempre a firma Pagliari, e va a modificare quasi interamente l’articolo 1 del ddl Madia, nel quale si precisa che il governo avrà tempo 1 anno (e non più 18 mesi) per l’esercizio della delega e si sottolinea il diritto dei cittadini all’accesso in modalità digitale ai dati, documenti, servizi di loro interesse.

Il governo dovrà quindi definire il livello minimo di qualità, accessibilità e tempestività dei servizi online delle amministrazioni. Il testo dell’emendamento prevede anche che venga garantito “l’accesso e il riuso gratuito di tutte le informazioni prodotte e detenute dalle Pubbliche amministrazioni in formato aperto”. C’è aria di Open Data?

C’è anche un’altra proposta (a firma dei senatori Lanzillotta, Ichino, Maran e Russo) che stabilisce di “ previsto dal Codice dell’amministrazione digitale, con la “possibilità di collocazione alle dirette dipendenze dell’organo politico di vertice di un responsabile, dotato di adeguate competenze tecnologiche e manageriali, per la transizione alla modalità operativa digitale e dei conseguenti processi di riorganizzazione, finalizzati a maggiore efficienza ed economicità”.

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