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Il progetto Ara di Google cambia gli smartphone? Ognuno se lo crea come vuole

Il progetto Ara di Google cambia gli smartphone? Ognuno se lo crea come vuole
2 minuti di lettura

Sembra che nel campo degli smartphone i giochi siano fatti. La faccenda si gioca tra 2 aziende: da una parte Samsung, dall’altra Apple. Ma quali sono le differenze? Certo, i sistemi operativi, ma in fondo dal punto di vista hardware che cosa abbiamo?

Dispositivi chiusi, dove il cambio della batteria, o dello schermo incrinato per esempio, non è molto agevole per l’utente, e occorre a volte rivolgersi a un centro specializzato. Eppure persino nell’hardware è possibile portare un poco di novità; o almeno ci si prova.

Tra la scarsa attenzione di un po’ tutti, Google in collaborazione con alcuni ex ingegneri di Motorola (che dopo essere stata acquisita proprio dal motore di ricerca di Mountain View, è stata poi ceduta alla cinese Lenovo), ha presentato la seconda conferenza dedicata al progetto Ara, che dovrebbe iniziare i test ufficiali tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016 a Porto Rico, per approdare alla produzione (e quindi alla vendita) nel corso del prossimo anno. Di che si tratta?

 google progetto ara

L’idea non è di sviluppare un altro smartphone, bensì di proporre al mercato (il sito web, senza celare le ambizioni, afferma che è stato concepito per 6 miliardi di persone) il primo smartphone modulare. Dove ogni elemento può essere cambiato dall’utente: non solo la batteria, ma anche il processore, il GPS, lo schermo, il chip Bluetooth, la scocca, gli altoparlanti… Ed è ovviamente l’utente a decidere se e quando “aggiornare” un elemento.

I pezzi (Google afferma che saranno disponibili una trentina di moduli intercambiabili) saranno assemblati su un esoscheletro dal proprietario dello smartphone, che pertanto sarà in grado di creare il proprio smartphone a misura delle sue esigenze. Inutile specificare che il sistema operativo utilizzato sarà Android.

I prezzi? Al momento è forse prematuro parlarne, ma il modello base dovrebbe piazzarsi tra i 50 e i 100 dollari. È difficile prevedere se incontrerà i favori del pubblico. Sulla carta è un progetto affascinante, che riporta nelle mani dell’individuo le specifiche tecniche, che non sono più calate dall’alto e imposte da Samsung o Apple. Ma decise dall’acquirente: se mi rendo conto che ho bisogno di una fotocamera migliore, cambio solo il modulo relativo, non sono costretto a rivendere l’intero smartphone.

Ma il mercato (vale a dire: noi) spesso è sorprendente, e potrebbe persino arrivare a snobbare una tale idea. Il fatto che a muovere tutto sia Google, dimostra che i colossi dell’informatica sono perfettamente in grado di innovare, eccome. Il resto, il successo insomma, dipende dalla risposta del pubblico.

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Foto del profilo di Marco Freccero
è stato per anni Web Editor del sito ilMac.net. Ha curato per BuyDifferent numerosi libri elettronici, firmato articoli di opinione, e decine di recensioni su software e hardware dedicato alla piattaforma Mac. Vive in provincia di Savona, e quando non sviscera gli aspetti più o meno nascosti del sistema operativo di Apple, cura il suo blog personale dove non parla di Mac: http://marcofreccero.wordpress.com/

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