Diritto all’oblio, Google si arrende al Garante. Tutte le novita’

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23 febbraio, 2015
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Alla fine ha ‘vinto’ il Garante per la Privacy: il diritto all’oblio è cosa sacra e Google dovrà obbligatoriamente adottare le misure prescritte per la protezione dei dati personali sul profiling, sulla conservazione delle informazioni e appunto sul diritto all’oblio.

Il Garante lo ha reso noto con un comunicato ufficiale apparso sul proprio sito: si passa dalla fase delle prescrizioni impartite dal Garante a Google a quella della loro realizzazione pratica, che dovrà essere ultimata entro il 15 gennaio 2016. Google, dal canto suo, ribadisce che continuerà a collaborare con il Garante.

In base al protocollo sul diritto all’oblio, l’Autorità potrà monitorare costantemente le modifiche che Google deve apportare ai trattamenti dei dati personali degli utenti che usufruiscono dei suoi servizi, tra cui il motore di ricerca, la posta elettronica, la diffusione di filmati (con Youtube) e il proprio social network.

L’aspetto probabilmente più interessante è che, per profilare gli utenti, Big G dovrà ottenere il consenso informato. Non solo: Google dovrà anche ”migliorare le modalità di conservazione e di cancellazione dei dati personali degli utenti“, rivedere le regole sulla “anomizzazione” e attivarsi per fornire informazioni sulle richieste di rimozione inoltrate dagli utenti.

Big G dovrà anche migliorare la sua privacy policy, rendendola chiara, accessibile e differenziandola in base ai servizi offerti (ad esempio Gmail, Google Wallet, Chrome etc.).

IL COMUNICATO UFFICIALE

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