Tutti contro Uber ma Uber non e’ un Taxi!

Scritto da:     Tags:  ,     Data di inserimento:  19 febbraio, 2015  |  Nessun commento
19 febbraio, 2015
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Ne parlano tutti, vediamo di capirci qualcosa: a Torino, ieri, c’è stata una super protesta contro Uber, l’app che gestisce una compagnia privata ‘low cost’ di tassisti. Non è uno scherzo, la protesta ha assunto contorni abbastanza pesanti:  lancio di uova, petardi e fumogeni contro le mura della sede del Lingotto, aggressione alle troupe televisive di Sky con un cameramen e il suo assistente feriti e a quella della Rai. Insomma, i tassisti torinesi – ma in generale tutti quelli italiani – sono convinti che Uber sia un servizio illegale e pertanto vada bandito.

Chiediamo che il ministro Lupi – ha detto Walter Drovetto, responsabile dell’Ugl Taxiintervenga per reprimere quella che anche lui definisce illegalità. Se queste persone vogliono fare il nostro lavoro, paghino anche loro il 50% di tasse come noi e si sottopongano ai controlli di sorta“.

Uber: cos’e’ e come funziona

Ma è veramente così? Partiamo dalla definizione: Uber è un servizio che sta a metà tra il noleggio auto con autista e il car sharing. In parole povere, chi è dotato di una macchina con non più otto anni di vita, ha la patente da tre, ha una fedina penale pulita e non ha mai avuto sospensioni della patente di guida, può iscriversi all’app  e diventare un autista remunerato. Uber è disponibile per per iPhone, Windows Phone e Android ed è attiva in 250 città nel mondo.

Poi, però, è arrivato UberPOP e l’asino è cascato. Per essere un driver UberPOP, infatti, è necessario avere un’auto intestata e immatricolata da non più di 10 anni, avere almeno 21 anni, possedere una patente di guida valida da almeno 1 anno e dimostrare di non averne subito la sospensione e di avere la fedina penale pulita.

Sul blog ufficiale ci sono anche le tariffe UberPOP: fisse, economiche, non variano di notte e nel weekend. Ad esempio, a Torino da Lingotto a Mirafiori circa euro, Da Porta Susa a Le Gru circa 8 euro, dalle Molinette a Largo Francia circa 7 euro. Qui si è scatenata una vera polemica: UberPOP non è un servizio di car pooling, alla guida potrebbe esserci chiunque, eccetera

E’ chiaro che Uber vive sul gioco della sua app, gratuita e scaricabile sullo smartphone, che una volta avviata carica una mappa che visualizza la posizione del cliente e quella delle auto con conducente più vicine. L’app calcola il tempo di attesa e fa partire la chiamata: si paga con carta di credito come per qualsiasi acquisto online e una volta terminata la corsa si lascia anche un feedback online sul servizio ricevuto.

La legge sui taxi

Il punto è che stiamo parlando di due cose ‘allo stato attuale’ diverse. Ossia: il taxi è un servizio in parte pubblico, serve una licenza – la media è 150 mila euro! – e l’organo competente è sempre il comune. Per Uber (e anche per UberPOP) è diverso: i comuni si dicono incompetenti nella materia e rimandano allo Stato la possibilità di stabilire delle norme ad hoc.

Quindi, i tassisti da loro punto di vista hanno ragione, visto che difendono la categoria, ma dal punto di vista generale – senza una legge ad hoc che arriverà presto, almeno così dicono – no, perché Uber si rifà alle leggi sulle applicazioni smartphone. Quindi, bisogna quanto prima adeguare le norme a un assetto più liberalizzato, difendendo gli utenti e non la corporazione, magari negoziando con le due parti la creazione di un nuovo servizio regolamentato.

La sentenza del Giudice di Pace di Genova

Il giudice di pace di Genova ha accolto la distinzione in linea con la Corte di Giustizia Europea: Uber non è un Taxi, bensì un servizio di Noleggio con conducente (Ncc). Dunque ai conducenti delle macchine del servizio Uber non può essere contestato l’esercizio abusivo dell’attività di tassista secondo l’articolo 86 del codice della strada.

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