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Divertirsi con i Beni Culturali: la gamification e il progetto Tuo Museo

Divertirsi con i Beni Culturali: la gamification e il progetto Tuo Museo
7 minuti di lettura

Si discute molto della necessità di potenziare l’offerta del patrimonio culturale per contribuire alla crescita economica e sociale del territorio. Nell’ambito dell’offerta museale, un approccio innovativo alla fruizione e valorizzazione foriero di interessanti sviluppi è la gamification: l’ingresso di dinamiche ludiche potrebbe facilitare la customer acquisition, l’engagment e la loyality.

Tuo Museo

Tuo Museo è una piattaforma di “Smart Tourism & Museum” a carattere nazionale, in fase di partenza in via sperimentale presso le città di Siena e Pisa. Il progetto si è aggiudicato il premio “Serious Game per il turismo a Siena” nel corso dell’Hack4Pisa dell’Ottobre scorso: l’hackathon era dedicato al riuso dei dati rilasciati dal portale Europeana. La piattaforma tuomuseo.it si rivolge ai due protagonisti della fruizione museale: il visitatore e  il “museo” (ovvero le amministrazioni):

  • il visitatore, previa registrazione, potrà pianificare le visite, attraverso le facili missioni da compiere che gli verranno assegnate (es. visita ad un punto di interesse segnalato, selfie con  un’opera d’arte etc.), guadagnando così punti e sbloccando premi: parcheggi gratis, visite al museo a porte chiuse, cene, ingressi etc.;
  • il “museo” potrà accedere ai data analytics della piattaforma per migliorare le dinamiche di engagment: tramite i check-in degli utenti verranno registrati in tempo reale l’anagrafica dei visitatori, il tasso di ritorno di un dato periodo, i punti di interesse, le opere più visitate, i flussi turistici in base all’età e alla provenienza etc., secondo la stessa prassi adottata per lo sviluppo in ambito videoludico.

La piattaforma, le cui funzionalità sono più puntualmente esplicitate in questa brochure, seppure in fase sperimentale lascia già intravedere interessanti possibilità, legate alle potenzialità dei contenuti user-generated e della interattività.

I contenuti user-generated stanno cambiando il concetto di fruizione, poiché essi riducono la distanza tra chi produce cultura e il pubblico. Nella piattaforma “Tuo Museo”, gli utenti sono invitati a partecipare, generando diversi tipi di contenuti: foto, tag, descrizioni alternative dell’opera.

I contributi migliori possono divenire parte dei contenuti del portale stesso. Si tratta di un processo di produzione di dati interessante: generato dal basso ma filtrato dagli “addetti ai lavori”, in una sorta di “controllo di qualità”. Abbiamo ipotizzato in qui che questo tipo di contenuti potrebbe essere un’utile implementazione per le risorse digitali di MuseiD-Italia (provider italiano di contenuti sui musei per Europeana), soprattutto per i piccoli musei che hanno poche disponibilità per digitalizzare le proprie collezioni.

La piattaforma “Tuo Museo” consente di progettare gli itinerari in maniera che le missioni si sviluppino in due giorni, così da incentivare almeno un pernottamento in città. Forse un simile approccio potrebbe essere molto utile per il turismo in una città come Pompei, dove i due principali poli di attrazione turistica, ovvero l’area archeologica ed il santuario mariano, attirano milioni di visitatori l’anno, che si fermano tuttavia solo per poche ore: evidentemente i visitatori dell’uno non sono anche interessati all’altro e viceversa.

Inoltre la possibilità da parte dei gestori di creare itinerari attraverso missioni potrebbe dare la possibilità di integrare ai “punti di interesse monumentali o storici” anche tappe alternative, quali spettacoli dal vivo, concerti, mostre temporanee etc., puntando ad una piena integrazione di tutta la filiera del settore culturale, comprensiva quindi delle industrie culturali e creative (cinema, musica, editoria, videogiochi, architettura, design, moda, comunicazione etc.).

Abbiamo girato alcune domande a Fabio Viola, promotore del progetto, docente del primo master italiano in “Teoria, Design e Applicazioni della Gamification” dell’Università di Tor Vergata di Roma e di quello in “Gamification and Engagement Design” dello IED di Milano, ed inoltre fondatore e vicepresidente di Digitalfun S.r.l., società che si occupa di design e sviluppo di videogiochi e piattaforme entertainment.

Ed è stato anche uno studente della facoltà di Beni Culturali.

Oltre Siena, hai selezionato altri musei su cui ti interesserebbe avviare progetti pilota?

Per ragioni puramente pratiche e di vicinanza geografica, abbiamo deciso di avviare la sperimentazione in Toscana, precisamente nelle città di Siena e Pisa. Su Siena, in accordo col Comune che ha avuto il coraggio di scommettere da subito sull’ idea progettuale, si è deciso di digitalizzare Santa Maria della Scala, importante complesso museale che racchiude al suo interno un museo archeologico nazionale, un Museo per Bambini e tanto altro.

Nella città della Torre partiamo con la Gipsoteca di Arte Antica, facente parte del Polo Museale di Ateneo. Sono due luoghi molto diversi tra loro per quantità e tipologia di visitatori, obiettivi e modalità di gestione e quindi rappresentano un ottimo banco di prova per testare le funzionalità della piattaforma. Durante i tre mesi della sperimentazione vogliamo testare la risposta dell’utenza ed analizzare i dati qualitativi e quantitativi delle interazioni fisiche e digitali nei due luoghi. Se questa fase testimonierà la bontà del progetto, lanceremo TuoMuseo su scala nazionale con già decine di prenotazioni da istituzioni sparse per l’Italia.

In un’intervista su Marketing Arena hai paragonato il patrimonio diffuso, dimensione tipica del paesaggio italiano, all’hardware del turismo, a cui è necessario contribuire con unsoftware adeguato, fatto di strumenti, infrastrutture specifiche (quali il wi-fi) e professionalità con competenze trasversali, sia culturali che digitali. Rispetto a questi requisiti, quali sono le principali difficoltà che (eventualmente) hai incontrato nella sperimentazione in corso?

Le tante funzionalità messe a disposizione da TuoMuseo sono facilmente gestibili senza nessuna conoscenza tecnologica. E’ un mantra per noi, rendere accessibili funzionalità complesse.

Ciò premesso, è fondamentale avere dall’altra parte personale museale ricettivo che comprenda e riconosca come valore aggiunto l’utilizzo delle tecnologie per raggiungere gli obiettivi interni. Questa è la fase più critica, individuare nelle istituzioni degli interlocutori curiosi e appassionati che affianchino alla mansione tradizionale questo percorso innovativo a supporto della tradizione. Purtroppo è la stessa conformazione dei musei italiani, in larga parte con meno di tre persone e nessuno interno deputato ai processi di innovazione, a rendere più complesso, ma non impossibile, questo percorso.

I contenuti della piattaforma “Tuo Museo” sono aggiornati in tempo reale importando dati da Europeana, Wikimedia ed inoltre dai musei stessi. In Italia è vivo il dibattito sulle difficoltà nel riuso creativo di dati dei Beni Culturali. Hai incontrato difficoltà nel reperimento dei contenuti necessari allo sviluppo?

Confesso che questo è stato ed è tutt’ora  lo sforzo tecnologico maggiore. Dopo aver esaminato attentamente il dataset proveniente da Europeana e Wikimedia abbiamo deciso di sinergizzare i dati provenienti dalle varie fonti, facendo in modo che il sistema trovi l’immagine migliore abbinata alla descrizione migliore, andando di fatto a creare delle schede ibride in alcuni casi.

Il sistema è aperto ad altri database pubblici man mano che sarà necessario (o ci sarà richiesto) di integrarli, ma al contempo consente ai gestori museali di poter entrare nel database di loro pertinenza e cancellare, modificare, aggiungere opere e campi attraverso un semplice CMS. Viene altresì data la possibilità ai visitatori stessi di caricare e modificare contenuti. In base alla fonte di appartenenza, appariranno dei simboli che renderanno chiara la provenienza del contenuto. Preciso che tutte le opere sfogliabili e interagibili in TuoMuseo mantengono i diritti originari e/o impostati dai musei che li caricano.

Da pochissimi giorni abbiamo aperto le iscrizioni per lo STVDIVM a Pompei. Pensi che quella archeologica sia una comunità pronta a cogliere le opportunità dei dati aperti?

Nonostante i miei studi propri in Archeologia Medievale, è da pochissimi mesi che mi sono riavvicinato al mondo dei professionisti dei beni culturali, archeologi inclusi. Credo che le nuove tecnologie ed i dati aperti, possano diventare strumenti utilissimi per migliorare le procedure scientifiche attuali ed avvicinare un pubblico di non addetti ai lavori alle bellezze archeologiche del nostro territorio. Puntando sull’innovazione sono sicuro che si creeranno nuove opportunità di lavoro.

A quando un gioco dedicato all’area archeologica di Pompei? :-)

Alla sola domanda, ho la fantasia che inizia a viaggiare, sarebbe un connubio molto interessante quello dei game designers e developers con chi custodisce il contenuto culturale a Pompei. Perché non realizzare una hackaton proprio a Pompei mischiando le due tipologie di professionalità in team e dando vita ad un contest per la creazione di un gioco? Sono certo che potrebbero venire fuori prodotti in grado di coniugare la trasmissione di nozioni con il potere narrativo che i giochi hanno.

Da febbraio è prevista anche la partenza di una campagna di crowdfunding per raccogliere fondi su Wedo, la piattaforma di raccolta fondi firmata Telecom. Noi di OpenPompei ti facciamo i nostri auguri!

ARTICOLO TRATTO DA OPENPOMPEI.IT

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Foto del profilo di Paola Liliana Buttiglione
Maturata classica, laureata in archeologia, appassionata di latino e greco. Alla ricerca di nuove strategie per la valorizzazione del nostro patrimonio culturale mi sono avvicinata alla comunità open data, di cui ho sposato la filosofia della condivisione e dell'uso dell'intelligenza collettiva.

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