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Competenze informatiche, comanda lo Stato! Vince Quintarelli, ecco cosa cambia

Competenze informatiche, comanda lo Stato! Vince Quintarelli, ecco cosa cambia
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La rivoluzione è servita: l’emendamento di modifica dell’art. 117 della Costituzione presentato da Stefano Quintarelli (Scelta Civica), inerente al trasferimento delle competenze informatiche sulle piattaforme hardware-software che si aggiungono a quelle sui dati, direttamente allo Stato, è stato approvato con voto unanime dalla Camera.

Lo Stato centrale, quindi, si attribuisce competenze esclusive in materia di sistemi informativi della PA anche a livello regionale e comunale. Il tutto è avvenuto con notevole sorpresa, visto che l’emendamento era stato già virtualmente bocciato dal governo e ieri sera è arrivato praticamente già sconfitto alla Camera, per poi passare all’unanimità con zero voti contrari e 4 astenuti.

“Se non avessi ritirato l’emendamento in aula, dando l’opportunità ad altri di intervenire, lo avremmo votato subito e sarebbe stato bocciato, dato che è entrato in aula con parere contrario del governo, della commissione e del relatore di minoranza. Di tutti. Alla fine è stato approvato all’unanimità, unico voto unanime in questa riforma della Costituzione”, le parole di Quintarelli, da sempre abituato a lanciarsi in battaglie per la rete.

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Ma cosa cambia quindi adesso in tema di competenze informatiche? In pratica lo Stato avrà anche il compito del “coordinamento informatico dei dati, dei processi e delle relative infrastrutture e piattaforme informatiche dell’amministrazione statale, regionale e comunale“: un controllo centralizzato che mette un punto alle potenziali derive delle autonomie locali in materia digitale, con conseguenti errori e duplicazioni varie. Le macchie di leopardo, insomma, potrebbero finalmente scomparire? Ci sarà una governance finalmente condivisa.

Certo, bisognerà aspettare che si compia l’iter della riforma costituzionale, ora in corso, e che il testo passi in Senato, “ma non ci aspettiamo sorprese, perché tutte le forze politiche l’hanno votato all’unanimità”, spiega Paolo Coppola, deputato Pd e consulente del Governo per l’Agenda Digitale che peraltro abbiamo intervistato di recente a Roma (a brevissimo su Pionero la video-intervista completa).

 

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