Agenda Digitale: l’eredita’ di Neelie Kroes e l’ultima occasione italiana

Scritto da:     Tags:  , , , , , , ,     Data di inserimento:  10 febbraio, 2015  |  Nessun commento
10 febbraio, 2015
agendadigitale_ultimogiro

Visite: 1780

Siamo in perenne ritardo ma gli impulsi ci sono: il sistema pubblico di identità digitale, le competenze digitali dei manager pubblici, l’anagrafe unica, la dematerializzazione dei documenti pubblici che coincide col piano di informatizzazione della PA.

c’è, ‘in corsa’, un tentativo di modernizzare un Paese retrogrado con un’idea unitaria – Italia Login – che se realizzata per davvero forse qualcosa cambierebbe non tanto nella digitalizzazione dell’esistente ma nella cultura digitale, quella che non riusciamo a modificare da 20 anni ma solo ed esclusivamente quella che va modificata per arrivare ad una vera agenda digitale.

Siamo al punto di non ritorno, con l’Expo li a un millimetro, il Governo Renzi che parla di digitale un giorno si e l’altro pure – parlare è bene, agire è meglio – e la Conferenza Stato-Regioni che ancora si litiga le competenze di quell’hot-spot, di quel provvedimento, di quell’investimento.

Dovremmo probabilmente prendere al volo l’eredità di Neelie Kroes, il cui mandato da capo dell’agenda digitale europea si è concluso con il 2014, dopo anni di forte impegno. Al suo posto, ecco è stato nominato il commissario tedesco Günther Oettinger, al quale è affidato il compito di trasformare in realtà le 101 azioni dell’Agenda Digitale europea.

La ‘legacy’ (negli Stati Uniti la chiamano così perché dovrebbe legare e non dividere) della Kroes è riassunta in 4 punti:

  • mercato unico di Internet;
  • campagna Every Girl Digital per coinvolgere le donne nel mercato IT;
  • pacchetto Tlc dell’Unione europea;
  • Manifesto per le Startup.

Non si tratta di sburocratizzazioni o digitalizzazioni del digitale, ma di cambi di cultura. Quelli di cui abbiamo bisogno per migliorare una situazione che ci vede quasi ultimi in europa. La Digital Agenda Scoreboard della Commissione europea ci ha di nuovo massacrato, provando (coi numeri, non con le chiacchiere) che siamo messi ‘da panico’ rispetto allo sviluppo di infrastrutture, servizi e cultura digitali. Ecco i dati:

  • il livello di utilizzo dei diversi servizi in rete è di norma inferiore alla metà del valore medio riscontrabile all’interno dell’Unione europea e, di conseguenza, molto distante dagli obiettivi europei fissati per il 2015.
  • la diffusione dell’acquisto di beni e servizi in rete è inferiore al 20% in Italia, a fronte del 47% medio dell’Unione europea.
  • icittadini italiani che hanno utilizzato servizi di e-government sono pari a circa il 21% rispetto alla media europea del 42%.
  • le piccole e medie imprese (con 10 e più addetti) che vendono online sono meno del 5% rispetto al 14% europeo.
  • le imprese italiane (10 e più addetti) sono allineate rispetto alla media europea in materia di utilizzo di applicazioni gestionali integrate (ERP), mentre il divario è più marcato per l’utilizzo di applicazioni di gestione della relazione con i clienti (CRM) e riguardo alla diffusione di dispositivi aziendali mobili.

Alessandra Poggiani, direttore Agid, punta forte su Italia Login ma non solo. Parla giustamente di:

  • Sistema Pubblico di Connettività e predisposizione al wifi per tutti gli edifici pubblici;
  • Digital Security per la PA,
  • razionalizzazione del patrimonio ICT;
  • consolidamento dei data center e cloud computing;
  • Servizio Pubblico d’Identità Digitale (SPID).

Il tutto porta alla realizzazione di precisi obiettivi nel giro di 3 anni (il nuovo orizzonte pare sia il 2018) ossia l’anagrafe dei residenti, le piattaforme unitarie per i pagamenti elettronici, la fatturazione elettronica obbligatoria verso le PA, la sanità e la scuola digitale. Il tutto, appunto, tramite Italia Login.

Sentivamo, a Palazzo Vidoni lo scorso 5 febbraio in occasione della presentazione del volume “Le competenze digitali del manager pubblico – una guida operativa per la nuova PA“, che la normativa c’è ma non viene applicata. Probabilmente perché mancano soldi e consapevolezza. Se non li troviamo quanto prima saremo definitivamente spacciati.

Lascia un commento


Ti potrebbe interessare anche: