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Le competenze digitali del manager pubblico: una guida speciale

Le competenze digitali del manager pubblico: una guida speciale
4 minuti di lettura

Le competenze digitali dei nuovi manager pubblici non sono importanti, sono assolutamente necessarie. In tempi di agenda digitale europea, infatti, non ci possiamo permettere decisori pubblici impreparati. Per dirla con il direttore generale di Agid, Alessandra Poggiani, “lo sviluppo di nuove competenze è essenziale perché, come afferma recentemente l’ex commissaria europea per l’Agenda digitale Neelie Kroes, viviamo in un contesto economico in cui ‘il 90% dei lavori richiede competenze digitali“.

L’incipit della Poggiani fa parte della prefazione al nuovo volume Maggioli Editore “Le competenze digitali del manager pubblico – una guida operativa per la nuova PA“, a firma di Giuseppe Iacono e Flavia Marzano: un testo che vuole contribuire alla definizione del profilo di un nuovo dirigente pubblico, il quale attraverso lo sviluppo di competenze digitali riesce ad essere un agente proattivo, guida della trasformazione della PA.

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Vediamo gli interrogativi principali sulle competenze digitali dei manager pubblici, ai quali gli autori del volume hanno dato risposta in questa speciale intervista di Pionero.

COME CAMBIA IL RUOLO DEL MANAGER PUBBLICO IN TEMPO DI AGENDA DIGITALE EUROPEA?

Marzano: L’Agenda Digitale Europea ha segnato nuovi obiettivi per la crescita digitale fino dal 2000 con la Strategia di Lisbona in cui si parlava di “predisporre il passaggio a un’economia competitiva, dinamica e basata sulla conoscenza” declinando tale affermazione in alcune azioni di grande rilievo strategico per l’innovazione:

  • società dell’informazione per tutti
  • spazio europeo della ricerca e dell’innovazione
  • ambiente favorevole all’avviamento e allo sviluppo di imprese innovative
  • istruzione e formazione per vivere e lavorare nella società dei saperi
  • promozione dell’inclusione sociale

Sono stati questi i primi passi che hanno portato all’Agenda Digitale Italiana e che hanno di conseguenza definito il nuovo ruolo del manager pubblico che deve agire nella piena consapevolezza che il processo di innovazione e digitalizzazione sta portando alla nascita di nuovi bisogni per i cittadini che non solo le imprese, ma anche le amministrazioni devono saper cogliere, anche investendo in progetti per la realizzazione di smart cities and communities.

Iacono: In estrema sintesi, possiamo affermare che l’evoluzione verso un’amministrazione aperta e digitale è legata strettamente alla capacità di e-leadership del manager pubblico.

QUALI SONO LE COMPETENZE DIGITALI PRINCIPALI DEL MANAGER PUBBLICO?

Marzano: La definizione di base di competenza digitale è quella definita dall’Unione Europea[1]A partire da questa possiamo definire tre principali tipi di competenza digitale:

  • a) la competenza digitale rappresenta la competenza di base indispensabile (prerequisito per il lavoro in una organizzazione moderna) e abilitante per tutte le altre competenze (non solo digitali);
  • b) la competenza di “utilizzo” è la competenza digitale richiesta ai manager intermedi per poter svolgere appieno le proprie attività con il massimo risultato in un’amministrazione che trasforma i propri processi e che virtualizza processi e gestione;
  • c) la competenza di “trasformazione” è la competenza digitale auspicata ai manager intermedi e richiesta ai manager di primo livello per poter intraprendere iniziative innovative facendo leva sul digitale.

Iacono: Le competenze digitali sono così abilitanti sulle tre sfere del comportamento organizzativo dei manager pubblici (strategia-azione, gestione delle persone, gestione del contesto esterno)  e disegnano un ruolo che ha alla base la capacità di concepire il cambiamento come opportunità per una maggiore creazione di valore sociale.

In particolare, è importante declinare la trasversalità delle competenze digitali su quattro aree di azione del manager pubblico:

  • la gestione organizzativa secondo i principi dell’agilità e della resilienza, in ottica di Open Government;
  • il social networking e la tutela della cittadinanza digitale;
  • la gestione per progetti, il project management diffuso e la realizzazione dell’e-government;
  • la gestione del cambiamento e dell’innovazione.

CHE COSA SIGNIFICA GESTIRE PER PROGETTI NELLA PA DIGITALE?

Iacono: Significa passare dalla logica semplificatrice del “fissare scadenze” a quella della costruzione e del governo del percorso che consente il raggiungimento degli obiettivi, transitando da una organizzazione funzionale, “a silos”, ad un modello per progetti in cui prevale il riconoscimento dell’obiettivo complessivo in base al quale devono essere definiti gli apporti dei diversi attori e le regole di funzionamento.  La gestione per progetti è da estendere all’intero funzionamento dell’amministrazione. I progetti attraversano trasversalmente più servizi, più settori, per cui si rende necessario valorizzare l’integrazione delle varie competenze e professionalità. Orientamento agli obiettivi, spinta alla collaborazione, verifica sui risultati e “accountability”: solo così la PA può innovarsi e innovare, solo così anche le nuove forme di organizzazione del lavoro, come smartworking e coworking, possono entrare nel settore pubblico.



[1] La competenza digitale consiste nel saper utilizzare con dimestichezza e spirito critico le tecnologie della società dell’informazione (TSI) per il lavoro, il tempo libero e la comunicazione. Essa è supportata da abilità di base nelle TIC: l’uso del computer per reperire, valutare, conservare, produrre, presentare e scambiare informazioni nonché per comunicare e partecipare a reti collaborative tramite Internet”. [fonte Unione Europea, Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa a competenze chiave per l’apprendimento permanente, (2006/962/CE)].

1 Comment

  1. Conosco bene gli interventi dell’ing. Attias. Li consiglio vivamente a tutti

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