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Verybello, burocrazia, digitalizzazione: tutto cosi’ semplice?

Verybello, burocrazia, digitalizzazione: tutto cosi’ semplice?
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Ho aspettato un paio di giorni prima di esprimere qualche opinione su Verybello. Come é noto, non amo accodarmi, preferisco riflettere. Avrei potuto astenermi e limitarmi a condividere qualche opinione che é stata pubblicata sul web. (Condivido molto, compresa la giusta radicalità, questo pezzo “#Verybello.it, o Caporetto come metodo“.

Ma, dalla burocrazia Ministeriale, e da Franceschini (come da molti suoi colleghi) che vive in uno stato di digital divide, cosa altro ci si poteva aspettare? La risposta è che in poche ore il sito ha avuto 500.000 visitatori, ma ciò è indice di una visione – sbagliata – secondo la quale è la quantità l’indice di successo nel web.

Naturalmente siamo qui tutti ad indignarci di Verybello, perché si sta affermando una pericolosissima visione secondo la quale l’analfabetismo digitale riguarda solo la Pubblica Amministrazione (d’altronde l’idea del help desk del Sindaco si ispira a questa impostazione).

Chiederei di andare a verificare, con lo stesso rigore, i numerosi siti privati i quali spesso esprimono la stessa qualità di #Verybello. Attendo, non fiducioso, le opinioni degli indignati. L’analfabetismo digitale è un problema pubblico e, assieme privato. È intimamente connesso all’essere del nostro Paese.

La crescita digitale di un Paese é il risultato di sforzi sinergici del Pubblico e del Privato. Qualche giorno fa, spegnendo facili entusiasmi, ho commentato (Cosa serve per digitalizzare la PA? Da obbligo a consapevole servizio) il DPCM del 12 gennaio 2015 sulla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.

Non mi associo ai facili entusiasmi. La digitalizzazione nella Pubblica Amministrazione non é fatta di hardware e di software.

Il processo di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione ha come presupposto il cambiamento dei modelli organizzativi (il DPCM prescrive giustamente -anche se in modo burocratico/criptico- la digitalizzazione dei processi), l’affermarsi di una diversa cultura del servizio, l’idea che il web è uno strumento e non un fine, la promozione dei processi interazione tra cittadini e Pubblica Amministrazione.

Francamente, non lo so se in 18 mesi ce la facciamo. Però bisogna iniziare subito. Iniziare con il piede giusto. Iniziare adottando le giuste metodologie. Nel mio scetticismo, non mi stupisco di #Verybello, mi stupisco che ci si stupisca.

Mi é chiaro solamente che questa é l’epoca dei pensieri brevi e ad effetto, che lo studio della complessità é bandito. Ma, se si vuole evitare un’altra Caporetto, é necessario darsi strategie e “pensieri lunghi”, evitare il facile storytelling e “zappare l’orto sporcandosi”.

ARTICOLO TRATTO DA MICHELEVIANELLO.NET

Foto del profilo di Michele Vianello
Ex Direttore Generale di VEGA Parco Scientifico Tecnologico di Venezia, imprime una forte impronta di innovazione IT nel territorio veneziano e veneto, sperimentando e attuando, a favore della crescita tecnologica e della competitività delle imprese, modelli avanzati di sviluppo gestionale e organizzativo “Enterprise 2.0”, nuove modalità di marketing “Web 2.0”, le più avanzate soluzioni tecnologiche e piattaforme di eccellenza. La sua carriera politica ha inizio nel 1997 come Vice Sindaco nella sua città natale: Venezia. Deputato della Repubblica dal 2001 al 2005, rientra a Venezia, braccio destro del Sindaco Cacciari alla guida della città lagunare, fino a ottobre 2009. In quattro anni promuove un cambiamento radicale nell’organizzazione della macchina comunale e nell’interazione tra PA e cittadini, con l’adozione delle filosofie gestionali “Web 2.0” e “Amministrare 2.0”. E’ ideatore delle politiche del Comune di Venezia in materia di banda larga e connettività wi-fi: con il progetto “Cittadinanza digitale” ha reso Venezia la prima città d’Italia completamente digitale, con connessione Internet wi-fi gratuita per tutti i residenti nelle piazze, biblioteche e uffici pubblici; con il portale “Venice Connected”, che intermedia decine di migliaia di ordini, ha contribuito ad innovare la gestione dei flussi turistici della città. Numerose le relazioni, gli scritti e le interviste di natura specialistica rilasciate su riviste e quotidiani. Nel 2010 pubblica il libro “VE 2.0. Cittadini e libertà di accesso alla rete” edito da Marsilio Editori. Ad aprile 2010 è stato insignito del prestigioso premio nazionale “La città dei cittadini – Cineca Award 2010”, quale personalità che si è più distinta in Italia nello sviluppo di progetti che favoriscono la comunicazione tra Istituzioni e cittadini, in particolare nell’erogazione di servizi tramite le nuove tecnologie web.

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