Messaggi vocali trascritti su Facebook: il gioco vale la candela?

Scritto da:     Tags:  , , ,     Data di inserimento:  20 gennaio, 2015  |  Nessun commento
20 gennaio, 2015
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Opinione personale: i messaggi vocali non servono a granché. Non sono ‘belli’, nemmeno troppo utili (per registrarne uno serve quasi lo stesso tempo di una digitazione medio-piccola), e in Italia si sa, le cose tipo ‘segreteria telefonica’ non sono mai funzionate come ad esempio negli Usa. Giusto per capirci: voi su Whatsapp utilizzate la funzione messaggi vocali? Io no, mai usata. Non ne capisco il senso. O telefono o scrivo.

Ecco perché questa storia dei messaggi vocali ‘trascritti’ su Facebook mi convince fino ad un certo punto: cioè, è chiaro che il social più importante del mondo debba adeguarsi alle esigenze globali, ma non è detto che implementare una tale funzione sia un motivo per aumentare le stelline dell’app.

Vediamo però in cosa consistono i messaggi vocali su Facebook. Mettete che vi trovate ad una partita o al cinema e qualcuno vi ha lasciato un messaggio nella segreteria vocale. Magari è qualcuno d’importante, da cui aspettate una notizia: con la nuova funzionalità avrete la possibilità di leggere il messaggio vocale anziché ascoltarlo, magari ad alto volume, quando non è consentito o non è possibile.

C’è una trascrizione, quindi, da vocale a testuale, tramite un avveniristico servizio basato sulla trascrizione dei messaggi vocali consentendo così un’autentica opera di dettatura finalizzata al concepimento di sms (sempre via Messenger) a partire dall’impiego della nostra voce. Non male, come algoritmo. Ma l’utilità mi resta sfuggente.

Secondo le intenzioni di FB, il sistema sarà presente su Messenger senza un limite prefissato di parole, rendendo dunque possibile la trascrizione in tempo reale di autentici discorsi, senza costi aggiuntivi o problematiche legate al contenuto del testo virtuale.

Forse potrebbe essere più utile per trascrivere che so, un video online, rispetto ad una telefonata o ad un messaggio: è ovvio che la possibilità di non uscire dal social network per tradurre (di sistemi, su Internet, ce ne sono tanti) può di per se essere interessante.

Di fatto, il nuovo Messenger punterebbe quindi a rendere superfluo il ricorso a Wahtsapp, oltre che quello a tutti i concorrenti di Facebook. Ma se alla base non c’è un grande utilizzo dei messaggi vocali, questo vantaggio si riduce. Non solo: permangono infatti i dubbi sulla reale trascrizione del messaggio vocale. Se la traduzione non sarà perfetta, si rischia l’effetto boomerang…

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