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Sanita’ digitale, l’Italia deve potenziare le infrastrutture digitali

Sanita’ digitale, l’Italia deve potenziare le infrastrutture digitali
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E’ stato presentato ieri a Roma il Rapporto dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse): Revisione sulla qualità dell’assistenza sanitaria in Italia. Il documento evidenzia come il digital divide penalizza ancora le regioni italiane per quando riguarda la sanità e c’è bisogno di potenziare le infrastrutture digitali della sanità, rafforzare l’assistenza sul territorio e studiare nuove forme per meglio garantire e valutare la qualità del personale medico.

Benchè l’Italia ha una buona assistenza sanitaria, superiore alla media, il Rapporto Ocse consiglia tuttavia all’Italia di mobilitarsi “per rafforzare le infrastrutture informative del servizio sanitario, in particolare espandendo l’insieme degli indicatori della griglia dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e facilitando il collegamento tra database, in particolare collegando i dati attraverso le regioni e tra i sistemi informativi regionali e nazionali, sviluppando i progressi fatti con la creazione del Nuovo sistema informativo sanitario (Nsis)”.

Il Nuovo Sistema Informativo Sanitario è nato infatti con con l’obiettivo di rendere disponibile, a livello nazionale e regionale, un patrimonio di dati, di regole e metodologie per misure di qualità, efficienza, appropriatezza e costo a supporto del governo del Servizio Sanitario Nazionale, del monitoraggio dei Lea e della spesa sanitaria, condiviso fra i vari livelli istituzionali e centrato sul cittadino. In effetti l’Italia possiede un ampio numero di ricchi database nazionali e regionali e numerosi registri dei pazienti che contengono informazioni sulla qualità e sugli esiti dell’assistenza sanitaria. La creazione del Nuovo Sistema Informativo Sanitario (Nsis) – fa notare l’Ocse – è stata un passo importante per utilizzare al meglio questi dati; un obiettivo chiave dell’Nsis è stato standardizzare il tipo e il formato dei dati raccolti nei sistemi sanitari regionali italiani.

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha varato il Patto per la sanita’ digitale per incentivare lo sviluppo del digitale nel comparto sanità. Il Patto per la Sanita’ Digitale fa parte del più ampio Patto per la Salute, che è un accordo finanziario e programmatico tra il Governo e le Regioni, di durata triennale che ha il compito di regolare la spesa e la programmazione del Servizio Sanitario Nazionale. L’obiettivo del Patto per la sanita’ digitale è quello di raddoppiare la spesa ICT annuale in Sanità a partire dal 2016, con un primo significativo incremento già nel 2015.

Nel Patto vengono individuate priorità di intervento, in particolare:

  • efficientamento dei processi di erogazione dei servizi;
  • sistemi per l’interazione multidisciplinare tra professionisti in ambito ospedaliero e territoriale atti a garantire la continuità assistenziale;
  • sistemi informativi ospedalieri integrati;
  • definizione di modelli organizzativi innovativi per le cure primarie;
  • cartella clinica condivisa;
  • teleconsulto, telerefertazione, telediagnosi, telemonitoraggio, teleriabilitazione;
  • telemedicina e integrazione col Fascicolo Sanitario Elettronico.

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Appassionato del mondo Linux e della filosofia Open Source, da anni si occupa della cura di periodici e siti web di consulenza dedicati alla Pubblica Amministrazione

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