Agenda Digitale, l’eterno ritardo: altri due anni in piu’ che non abbiamo

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18 dicembre, 2014
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Quando dicono che “le cose cambieranno“, ma lo fanno da circa 10 anni filati, siamo un po’ restii a credergli. Però il beneficio del dubbio lo dobbiamo concedere anche se quando si parla di Agenda Digitale e Pubblica Amministrazione Digitale, oltre a venirci l’orticaria per dei termini più inflazionati della vecchia lira, pensiamo sempre al fax, alle file agli sportelli, alla non voglia di cambiare.

Ora però che l’Agenzia per l’Italia Digitale de @la_pippi Alessandra Poggiani ha certificato il ritardo di due anni rispetto alle previsioni, posticipando la virata digitale al 2016, almeno sappiamo che c’è una roadmap anche se non sappiamo se ci sarà un’unica governance (che non c’è mai stata fino ad oggi).

Ora abbiamo un documento, consultabile sul nuovo sito Agid: 97 pagine che descrivono la strategia per completare il procedimento in tempi brevi. Dentro, un po’ di tutto: crescita digitale 214-2020 (questi termini generici sono inquietanti), banda ultralarga (poi scopri che il 32% degli italiani non ha mai navigato su Internet…), varie ed eventuali.

Tra le ‘eventuali’, ovviamente l’obiettivo che l’Agenda Digitale persegue da anni, ossia il raggiungimento di una cittadinanza digitale che punti ad “assicurare l’erogazione online di un numero crescente di servizi per l’accesso alle comunicazioni di interesse dei singoli cittadini e imprese“. Il primo passo sarà il pin unico da assegnare entro settembre 2015 a tre milioni di utenti.

Slittano invece al 2016 i pagamenti telematici delle Pubbliche Amministrazioni Centrali e Locali e le marche da bollo online. Per quel che riguarda fascicolo sanitario elettronico e prenotazioni online di visite e prestazioni sanitarie, beh, meglio soprassedere.

Nell’agenda digitale compaiono anche tematiche teoricamente vitali come Giustizia, Scuola, Sanità. Tanto che parlare di agenda digitale – lo stiamo ripetendo fino alla nausea – è diventato anacronistico proprio perché ormai il digitale è al servizio del quotidiano e non viceversa.

Per quel che riguarda la giustizia, il ‘non plus ultra’ è processo civile telematico partito lo scorso 1 giugno. Le procure e i tribunali si stanno già attrezzando e oggi è più facile per molti operatori e cittadini interessati depositare e ricevere informazioni e documenti giudiziari.

Scuola e Sanità sono lasciate un po’ alle speranze che qualcuno si ricordi di loro. L’emblema, in effetti, è la chiosa dell’Agid. “Unico neo di tutta la programmazione è che l’entrata a regime della maggior parte dei servizi è spostato di due anni rispetto alle previsioni passate ma con la differenza che d’ora in avanti i ritardi non saranno più ammissibili”. In realtà non sarebbero stati ammissibili neppure prima, ma facciamo lavorare @la_pippi e il suo staff. Chissà che non ci sorprendano con effetti speciali…

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