Identita’ Digitale in Gazzetta Ufficiale: lo Spid chiama, l’Italia rispondera’?

Scritto da:     Tags:  , , , ,     Data di inserimento:  10 dicembre, 2014  |  Nessun commento
10 dicembre, 2014
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L’identita’ digitale entra ufficialmente nelle leggi italiane dopo la pubblicazione, avvenuta ieri, in GU,  del Dpcm 24 ottobre 2014 contenente la “definizione delle caratteristiche del sistema pubblico per la gestione dell’identita’ digitale di cittadini e imprese (Spid), nonchè dei tempi e delle modalità di adozione del sistema Spid da parte delle pubbliche amministrazioni e delle imprese“.

Lo Spid, acronimo di Sistema pubblico dell’identita’ digitale, è un insieme di credenziali per accedere in rete a tutti i servizi della pubblica amministrazione e a quelli di operatori commerciali che aderiranno e che consente agli utenti di avvalersi di gestori dell’identita’ digitale e di gestori di attributi qualificati per permettere ai fornitori di servizi l’immediata verifica della propria identità e di eventuali attributi qualificati che li riguardano. Il decreto dà attuazione alla norma primaria contenuta nell’Agenda digitale italiana.

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Ci siamo, quindi? Non ancora. Manca solo l’ultimo scatto: perché entri in funzione effettivamente lo Spid, manca infatti che l’Agid, sentito il Garante per la Privacy, definisca le regole tecniche e le modalità attuative.

La stessa Agid entro sessanta giorni dalla pubblicazione in GU dovrà poi varare il proprio regolamento relativo alle modalità di accreditamento dei soggetti Spid e quello relativo alle procedure  necessarie a consentire ai gestori dell’identita’ digitale, tramite l’utilizzo di altri sistemi di identificazione informatica conformi ai requisiti dello Spid, il rilascio dell’identita’ digitale.

Il senso dell’identita’ digitale

E’ una ‘bella cosa’. Utile e rivoluzionaria, sempre che l’utilizzo sia biunivoco. Tutti i cittadini e le imprese che lo vorranno, infatti, potranno dotarsi di una o più identita’ digitali che varranno a renderli identificabili – alla stessa stregua di quanto accade nel sistema tradizionale attraverso l’esibizione di un documento di identità – agli sportelli telematici di amministrazioni e fornitori di servizi privati e potranno così usufruire di ogni genere di servizio, da remoto.

Dematerializzazione e identificazione assieme, con risparmio di tempo, risorse ed eliminazione di tutti i colli di bottiglia. Ecco perché non è assolutamente esagerato affermare che la digitalizzazione del Paese passi proprio da qui. La condizione dell’identita’ digitale è quindi condizione necessaria ma – importante ribadirlo – non sufficiente a cambiare lo status quo.

Il problema sta nella scelta: in quanti sceglieranno di utilizzare il sistema Spid e l’identita’ digitale? Quanto sara’ facile l’utilizzo? Ci sono un paio di ‘precursori’ che non inducono proprio grande ottimismo: la PEC posta elettronica certificata mai sbocciata, e, prima ancora, la firma digitale. Non hanno assolutamente funzionato come si voleva.

Quindi stavolta bisogna giocarsi bene la carta attraverso azioni di marketing e di evangelizzazione digitale massivi: nelle scuole, sui social network, in tv. Pensandoci bene, sarebbe tutto più semplice utilizzando il sistema Spid. Esibendo digitalmente un codice che apre tutte le porte dei servizi ai quali abbiamo diritto di accedere che siano pubblici o privati saremo liberi dalla burocrazia.

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