Divorzi e Whatsapp: fosse un problema di messaggistica…

Scritto da:     Tags:  , , , ,     Data di inserimento:  4 dicembre, 2014  |  Commento
4 dicembre, 2014
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Questa storia di Whatsapp come nuovo ‘rovina-famiglie’ mi fa veramente sorridere. Semmai, a livello di dati e di possibilità, dovrebbe essere il contrario visto che se – il condizionale è d’obbligo – è vero che il 40% dei tradimenti italiani cita come prova uno o più messaggi e foto su Whatsapp, allora l’app di messaggistica dovrebbe rappresentare un forte deterrente alla scappatella.

Il che, ovviamente, non avviene. Se pensiamo che la tecnologia possa cambiare il nostro modo di vivere i rapporti quotidiani, non andiamo lontani dalla realtà ma nel caso di Whatsapp siamo sempre esagerati. Su tutto. Secondo voi Facebook o una normale casella di posta non hanno le stesse possibilità? Oggi, che una mail arriva in real time sul telefonino? Ma lasciamo perdere.

Anche questa storia tirata fuori da Gian Ettore Gassani, importante avvocato matrimonialista di Roma, presidente nazionale dell’AMI, Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani, sa tanto di contro-pubblicità a Whatsapp un po’ come si ha paura della Coca-Cola ‘che fa male’ (la Fanta e la Sprite no?) oppure della Juventus che vince (ogni riferimento è puramente casuale).

Gassani, intervistato dal The Times si è soffermato sull’utilizzo dei mezzi web impiegati per le relazioni extraconiugali: “I social media hanno aumentato i tradimenti in Italia, rendendoli più facili, prima tramite SMS, poi con Facebook ed ora con Whatsapp che è ampiamente utilizzato ed ha incoraggiato il ritorno del latin lover”.

Ma scusate, cosa c’entra Whatsapp

coi tradimenti? Nulla. Semmai c’entra con la vita quotidiana, ma questo è un altro discorso. Il punto è che non riusciamo proprio a capire che siamo, sempre e comunque, padroni della nostra tecnologia. Nel momento in cui ci facciamo dominare da Whatsapp, o da Viber, o da Telegram, è un problema nostro, non dell’app.

Torniamo al report degli Avvocati matrimonialisti, dal quale emerge che chi tradisce il proprio partner non resiste alla tentazione di scrivere messaggi su Whatsapp al proprio amante. E, spesso, questi messaggi vengono in qualche modo scoperti da chi viene tradito.

Oltre ai messaggi, sono molto frequenti anche gli scambi di foto più o meno sexy. Alcuni avvocati hanno ammesso di aver visto clienti che riuscivano a gestire 3-4 amanti tramite Whatsapp, addirittura con l’invio di messaggi praticamente in contemporanea a tutte le proprie conquiste.

Ora siamo alla follia. Ma in teoria, quindi, scaricando sul mio smartphone 10 applicazioni di messaggistica potrei gestire 10 amanti diverse? Chi sarà il primo fenomeno a istituire un report anche sulla percentuale di tradimento in riferimento all’app di messaggistica usata?

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