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Apple a caccia delle imprese

Apple a caccia delle imprese
3 minuti di lettura

Nella strategia di Apple per la conquista del mondo delle imprese (dopo l’accordo con IBM), mancava un tassello. Ora c’è, e si chiama AppleCare for Enterprise. La presentazione di questo servizio non ha rubato molto spazio;  perché riguarda un settore che interessa poco i mezzi di comunicazione che si occupano (spesso male) di Apple.

Dentro questo AppleCare c’è un’assistenza completa. Tutto è incluso, compresa la sostituzione dei dispositivi, l’help desk, riparazioni on-site, eccetera. Non solo questo però.

Si parla di “Grandi mosse” da parte dell’azienda per entrare con decisione nel mercato delle imprese. Vale a dire lavorare a stretto contatto con sviluppatori e aziende specializzate nell’offrire a esse servizi e soluzioni. E se qualcuno potrebbe immaginare che alla fin fine niente cambierà davvero, e che in quel settore spadroneggia Microsoft e basta: probabilmente sbaglia. In fondo, in questi anni molte certezze sono venute meno, non è vero?

A ben vedere, quest’anno con iOS 8 e OS X Yosemite, Apple ha realizzato una fusione tra due “mondi”: quello dei computer certo, e quello dei dispositivi mobili. Le tecnologie presenti all’interno dei due sistemi operativi, gli sviluppi che porteranno negli anni a venire, permettono adesso all’azienda di Tim Cook di entrare con sufficiente sicurezza in un settore con i quali i rapporti non sono mai stati facili. Certo, lo sta facendo con IBM: ma questo significa che la faccenda è presa molto seriamente. E non potrebbe essere altrimenti.

Verso il mercato professionale, Apple ha adottato per anni un comportamento di attesa, o scarsa considerazione. Poi qualcosa ha iniziato a cambiare. Di fronte al fenomeno del “Bring Your Own Device” si poteva continuare davvero a guardare? A essere soddisfatti per la penetrazione di iPad e iPhone, e a snocciolare numeri su numeri durante le conferenze? No. Ci si è resi conto che occorreva un cambio di passo, e per questo ci si è rivolti a chi in quel mondo ci lavora. Che lo ha “adottato” completamente vendendo anni fa ai cinesi di Lenovo la divisione PC: IBM, appunto.

Apple è in grado di offrire una piattaforma coerente, solida, e grazie alla collaborazione con l’ex nemico/avversario di un tempo, è capace di garantire a chi lavora un flusso di lavoro privo di incongruenze. Eppure è anche un settore difficile e sospettoso, con richieste e bisogni particolari. Apple spesso pecca di “trasparenza”, difetta di quella dialettica che il mondo delle imprese invece trova invece con Microsoft. E tra i tanti pregi dell’azienda di Redmond, c’è una capacità di ascolto davvero notevole.

Pure questo è un elemento che cambierà (chissà quanto) l’azienda di Cupertino, che se da una parte continuerà a difendere ferocemente il segreto sui suoi prossimi prodotti, dall’altra è chiamata a dialogare con realtà che non potranno mai accettare un “Fidatevi di noi”.

La concorrenza, sia che si tratti di Samsung o di Google, sta ancora elaborando strategie e risposte, mentre Cupertino allunga il passo, e si presenta in un modo del tutto nuovo.

L’unica svolta che si registra: Office per iPhone e iPad gratis (benché alcune funzioni siano comunque a pagamento). Da una parte, Microsoft costretta a “regalare” la sua suite burocratica ai possessori dei dispositivi mobili di Apple. Dall’altra, Apple che si è decisa a passare all’incasso, e a essere più protagonista nel settore delle imprese. Quale delle due strategie sia destinata al successo ce lo dirà il tempo.

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Foto del profilo di Marco Freccero
è stato per anni Web Editor del sito ilMac.net. Ha curato per BuyDifferent numerosi libri elettronici, firmato articoli di opinione, e decine di recensioni su software e hardware dedicato alla piattaforma Mac. Vive in provincia di Savona, e quando non sviscera gli aspetti più o meno nascosti del sistema operativo di Apple, cura il suo blog personale dove non parla di Mac: http://marcofreccero.wordpress.com/

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