Identita' digitale, il pin unico arriva ad aprile. Come funzionera' - Pionero
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Identita’ digitale, il pin unico arriva ad aprile. Come funzionera’

Scritto da:     Tags:  , , , ,     Data di inserimento:  17 novembre, 2014  |  Commento
17 novembre, 2014
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Habemus identita’ digitale. Sotto forma di pin unico, una sorta di passaporto elettronico al cui interno c’è tutto di noi: nome, cognome, codice fiscaleluogo di nascita, la data di nascita e il sesso. Probabilmente anche indirizzo mail e numero di telefono, utili per poter comunicare con il soggetto titolare dell’identita’ digitale.

Comunicare, ecco. E’ il senso di questa identita’ digitale che – speriamo – sia molto diversa della vecchia carta di identità elettronica mai sbocciata (per fortuna, aggiungiamo). Il senso è poter usufruire di tutti i servizi online delle pubbliche amministrazioni – ammesso e non concesso che i servizi esistano, siano accessibili e funzionino bene – comodamente da casa,con un click, senza file.

Non solo servizi pubblici ma anche privati: il pin unico potrà infatti potrà essere integrato anche con i servizi offerti dagli operatori privati. Sappiamo che si chiamerà SPID, acronimo di “Sistema pubblico di identita’ digitale”. Una sola chiave per accedere ai diversi servizi web (Inps, Agenzia Entrate, Comuni, scuole, Asl).

Si inizia ad aprile 2015, obiettivo dichiarato da @mariannamadia (molto attiva su Twitter) arrivare al 2017 con 10 milioni di utenti collegati, ovvero un italiano su sei. Non sarebbe male, anche se poi, come sempre, bisogna capire cosa offre questo collegamento. Già a settembre 2015 è previsto che 3 milioni di persone accederanno al nuovo servizio.

Il tutto è figlio di un accordo tra Stato, Regioni e Comuni che prevede, fra le altre cose, un’agenda di semplificazione in 37 punti. Tra i punti anche la marca da bollo digitale, acquistabile su internet senza dovere andare dal tabaccaio. Anche in questo caso è fissato un target, dovrà adeguarsi alla versione telematica il 90% dei comuni entro il 2017.

Nel dettaglio: come funziona l’identita’ digitale italiana

Il Sistema pubblico per la gestione dell’identita’ digitale di cittadini e imprese (Spid) mira a consentire al cittadino, una volta espletate le procedure di autenticazione con uno dei soggetti coinvolti, di usufruire di tutti i servizi online forniti da tutti gli altri autenticatori che hanno aderito alla rete, senza dover ogni volta adottare una procedura differente.

Semplificando: se un utente richiede all’impresa X, autenticatore privato, delle credenziali, potrebbe usarle per accedere ai servizi del Comune Y o dell’amministrazione Z, anch’essi nella rete Spid. Si verrà dunque a creare una rete di autenticatori, che dovrà sottostare a regole, procedure e controlli delle credenziali e degli strumenti di accesso in rete nei riguardi di cittadini e imprese.

Il cittadino è il primo attore del sistema e diventa quindi possessore di una (o più) identita’ digitali. Il secondo attore è il Gestore dell’Identita’ Digitale. Trattasi di soggetto pubblico o privato che, previo accreditamento presso l’Agenzia per l’Italia Digitale, si occuperà di creare e gestire le Identità Digitali.

Oltre ai Gestori di Identità, sono previsti i Gestori di Attributi qualificati, ovvero soggetti che per legge sono titolati a certificare alcuni attributi, come un titolo di studio, una abilitazione professionale, ecc.

Il cittadino potrà utilizzare l’identita’ digitale sui “Gestori di Servizi”. I Gestori di Servizi saranno tutte le PA, oppure tutti quei soggetti privati che decideranno di aderire a Spid in maniera volontaria. Il cittadino che desidera ottenere un’identita’ digitale si dovrà quindi rivolgere ad uno dei Gestori di Identita’ Digitale accreditati, che dovrà procedere con un riconoscimento forte del cittadino, attraverso una verifica de-visu.

Nel caso in cui il cittadino disponga già di una Identita’ Digitale Spid oppure già in possesso di una Carta d’Identità Elettronica attiva o di una Carta Nazionale dei Servizi o di una Tessera Sanitaria con Carta Nazionale dei Servizi, potrà richiedere un’Identità Spid direttamente on-line, poiché il Gestore dei Servizi potrà usufruire della verifica de-visu e degli attributi già effettuata. Al momento della creazione dell’identita’ digitale, il cittadino verrà fornito di una o più credenziali di sicurezza.

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  • Marco

    La speranza è che questa interessante novità sia ben pensata, apparentemente però non lo è.
    1 ° – Perché non usare la CNS con il relativo PIN e PUK
    2 ° – Perché non lasciare il compito di accreditamento anagrafico ai Comuni invece di regalare servizi a banche e finanziarie vedi: Gestori di Identita’ Digitale
    3° – Perché non utilizzare il servizio centralizzato di accesso ai dati NPR INA-SAIA invece di erogare servizi locali, cosa che i Comuni più piccoli non potranno fare
    4° – Perché non unificare Cartà identità, CNS e Firma Digitale assegnando appunto ancora il compito ai Comuni ( quando fanno la carta emettono tutto insieme )
    5° – Perché non eliminare completamente i BOLLI inutile retaggio del ’800.

    In sintesi, il cittadino si reca al Comune, si fa identificare e gli viene consegnata una tessera con un PIN . Inizierebbe così l’era dell’AMMINISTRAZIONE DIGITALE .

    Quello che non si capisce è che tutti i dati dovrebbero risiedere centralizzati nella “Capitale” e tutti aggiornano quei dati manualmene o con la cooperazione applicativa.


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