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A scuola con pane e software libero: la proposta di LibreItalia

A scuola con pane e software libero: la proposta di LibreItalia
2 minuti di lettura

LibreItalia ha pubblicato il proprio contributo al dibattito aperto su #labuonascuola, un percorso di partecipazione attivato da MIUR e rivolto a cittadini, PA, associazioni che fino al prossimo 15 novembre possono discutere sui tanti spunti di riflessione circa gli elementi che fanno di una scuola una buona scuola.

Nella consapevolezza che, come ribadito nella presentazione dell’iniziativa, “non esistono soluzioni semplici a problemi così complessi”, Libreitalia ha solo voluto focalizzare l’attenzione sull’importanza dell’adozione di software libero a scuola, visto che è proprio qui che si formano gli “utenti” di domani.

Per sostenere l’obiettivo proposto da LibreItalia si può votare e commentare la proposta registrandosi al sito.

Questo il testo del position paper scritto a più mani dai soci fondatori dal titolo Crescere a pane e software libero:

Nella parte riferita a “Ripensare ciò che si impara a scuola” c’è il richiamo all’informatica, al coding e all’artigianato digitale come strumenti utili a far acquisire consapevolezza nell’uso delle tecnologie da parte dei ragazzi. Nel trattare questi argomenti è fondamentale però, soprattutto a scuola, scegliere gli strumenti giusti per far lavorare bene i futuri produttori digitali.

La conoscenza e l’uso del software libero – come ad esempio LibreOffice per la produzione di documenti, fogli di calcolo e presentazione e di Scratch per l’introduzione al coding – non solo rende i ragazzi consapevoli degli strumenti usati ma fa capire loro il valore della conoscenza condivisa e della collaborazione. Usare software libero significa far conoscere ai ragazzi i meccanismi di funzionamento delle community e quindi anche delle opportunità che la Rete presenta a patto che se ne faccia un uso consapevole.

L’introduzione ai concetti di formato aperto standard, e quindi accesso ai documenti illimitato nel tempo, interoperabilità e trasparenza, fornisce ai ragazzi la conoscenza necessaria a svolgere il ruolo attivo di cittadini digitali. Per queste ragioni e molte altre ancora nella scuola dovrebbe essere incentivato l’uso di software open source, che porterebbe anche ad un importante risparmio economico da poter reinvestire in hardware, potenziamento della connettività e soprattutto formazione del personale docente.

Adottando software libero, si potrebbe creare e alimentare a livello nazionale uno spazio di condivisione dei materiali didattici utilizzati (dispense, guide, slide) in modo da consentirne la predisposizione in modalità collaborativa, senza oneri a carico di scuola e famiglie.

La scuola non può, come invece succede spesso oggi, proporre soltanto software proprietario, alimentando un monopolio di idee che non favorisce la crescita cultural degli alunni, degli insegnanti e delle famiglie.

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Foto del profilo di Alessio Sfienti
Appassionato del mondo Linux e della filosofia Open Source, da anni si occupa della cura di periodici e siti web di consulenza dedicati alla Pubblica Amministrazione

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