Jiffy e’ il Whatsapp dei bonifici: i pagamenti via smartphone sono un gioco da ragazzi

Scritto da:     Tags:  , , , , ,     Data di inserimento:  14 novembre, 2014  |  Nessun commento
14 novembre, 2014
Jiffy

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Per trasferire denaro ci mette un attimo, anzi meno: Jiffy è l’ultima frontiera dei pagamenti via smartphone e funziona come Whatsapp. Più facile di così, insomma, nei pagamenti online oggi non c’è nulla: è l’ultima frontiera di SIA, presentato allo scorso Sia Expo di Milano.

E’ la soluzione che consente il trasferimento di denaro in tempo reale tra due utenti utilizzando uno smartphone – ci ha detto Marco Polissi, Product Manager Electronic & Mobile Payments SIA -. Funziona come strumento di addebito e accredito sul conto corrente”.

Come funziona Jiffy

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Per usare l’app Jiffy sarà sufficiente avere un conto corrente in una banca che aderisce al servizio: il cliente si registra attraverso il portale dell’home banking, il suo codice Iban viene associato al numero di telefono. Ma anche chi non ha un conto potrà usare Jiffy: basta che disponga di una carta prepagata con un codice Iban.

Una volta digitate le credenziali per entrare nel sistema, Jiffy funziona proprio come Whatsapp: in una rubrica compaiono le altre persone iscritte, a cui sarà possibile inviare il denaro. A questo punto è sufficiente stabilire l’importo e inserire – se si vuole – la causale, premere invio ed il gioco è fatto. Jiffy è compatibile con sistema operativo Android, iOS e Windows Phone.

Il bello di Jiffy è che si può utilizzate per qualsiasi transazione monetaria: pagare la quota della nostra squadra di basket o calcio, conribuire alla raccolta fondi per un regalo, inviare soldi a distanza, e tanto altro ancora. Il senso di Jiffy è la semplicità d’uso: più facile di un home banking, immediato come un sistema di messaggistica, rende i pagamenti via smartphone d’uso comune e privi di barriere all’entrata.

“Qualora il beneficiario non fosse registrato al servizio io posso ugualmente procedere al pagamento e contestualmente all’invio- rivela Polissi -. Lo faccio tramite messaggio, c’è un limite di tempo entro cui è possibile iscriversi e non appena lo si farà, la somma sarà accreditata sul conto. Questo sistema può aiutare la diffusione dell’applicazione perché, con una sorta di effetto virale, porterà nuovi clienti ad usufruire del servizio“.

Commissioni e banche aderenti al servizio

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Le banche aderenti al servizio possono stabilire i limiti giornalieri e per operazione rispetto alla somma da inviare. Sono inoltre gli istituti a stabilire eventuali costi di commissione.

UBI Banca è stato il primo istituto di credito ad aderire all’iniziativa, e con essa le otto banche del Gruppo. A seguire, altri 8 istituti bancari (per ora rimasti anonimi) hanno effettuato la medesima scelta, coprendo così una quota di circa il 60% dei conti correnti nazionali. Sia non esclude l’allargamento della propria offerta anche alle altre banche europee.

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