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Consultazione on-line. L’e-democracy in Italia tra Airesis e TuParlamento

Consultazione on-line. L’e-democracy in Italia tra Airesis e TuParlamento
3 minuti di lettura

Hanno partecipato in 25.000 e ha stravinto il sì alla consultazione  on-line indetta dal M5s per chiedere agli iscritti se fossero favorevoli o meno all’introduzione nel nostro ordinamento giuridico delle unioni civili fra persone dello stesso sesso: 21.360 hanno votato sì mentre solo in 3.908 hanno votato no.

I Pentastellati utilizzano come strumento di consultazione on-line  la piattaforma Airesis, un social network sviluppato da un team italiano con tecnologia open-source ispirandosi alla già esistente piattaforma Liquidfeedback utilizzata dal Partito Pirata tedesco.

Il Movimento 5 Stelle non è stato l’unico a investire in progetti di democrazia liquida, infatti nel giugno 2013 anche alcuni parlamentari del Partito Democratico, di Scelta Civica e di Sinistra Ecologia e Libertà hanno aderito a una piattaforma di e-democracy, basata sempre su liquidfeedback, promossa dalla senatrice PD Laura Puppato, dal nome TuParlamento che è entrata in funzione anche prima di Airesis.

Ma le due piattaforme sono molto diverse.

TuParlamento

TuParlamento, nata su impulso della Fondazione Rete civica di Milano, si inserisce nella scia di simili esperienze come Open Parlamento.
La piattaforma è di fatto un archivio dove si possono depositare proposte di legge che vengono rivolte direttamente ai parlamentari. Nel processo di proposizione e discussione delle proposte non ha nessun rilievo l’appartenenza a gruppi politici, perché TuParlamento nasce come strumento bipartisan aperto a tutti i cittadini e che auspica la partecipazione di parlamentari di tutte le forze politiche.
La piattaforma si divide in due sezioni una per i cittadini e l’altra per i parlamentari. I cittadini possono avanzare le proprie idee all’interno dei macro-temi collegati alle principali emergenze della vita politica del Paese e per essere prima discusse e poi approvate dovranno ottenere un elevato numero di sostenitori e di voti favorevoli, configurandosi così come “proposte-petizione”.  Nella sezione parlamentare, invece, sono gli stessi parlamentari attivi sulla piattaforma ad aprire aree caratterizzate ciascuna da un tema direttamente correlato ai provvedimenti che sono nell’agenda delle commissioni di Camera e Senato.

Il processo di deliberazione ha il fine di risolvere risolvere singoli problemi. Proposte e controproposte possono raccogliere suggerimenti migliorativi che, se accolti, aumentano il consenso su quella iniziativa. Le tematiche seguono un percorso articolato in 4 fasi (nuovo, in discussione, sospesa, votazione) che serve a filtrare quelle iniziative che raccolgono sufficiente interesse tra gli iscritti. Il passaggio da una fase all’altra è regolato da tempistiche (tre mesi, tre settimane), e da meccanismi basati su quorum di sostegno o di voto (in relazione al numero degli iscritti alla piattaforma), che determinano l’approvazione finale o l’annullamento dell’iniziativa.

Insomma TuParlamento conserva una forma istituzionale che, però, accoglie la voce “dal basso” dei cittadini indipendentemente dall’appartenenza politica.

Airesis

Airesis, invece, è di fatto un social network con forma “a rete” che abbandona totalmente la forma istituzionale che caratterizza Tu Parlamento.

Airesis è uno strumento più potente perché non si limita a dare spazio a chi vuole depositare una proposta, ma dà la possibilità di organizzarsi in gruppi ai quali vengono forniti tutti gli strumenti comunicativi utili affinché le proposte vengano discusse direttamente on-line.

Chiunque può creare un gruppo (aziende, associazioni, movimenti politici) e usufruire degli strumenti di “democrazia liquida” messi a disposizione dalla piattaforma.

I gruppi sono organizzati secondo un meccanismo di gestione dei ruoli e dei permessi che consente di dare al gruppo la forma che si preferisce, sia di tipo gerarchico che di tipo egualitario.
È possibile, su Airesis, discutere le proposte seguendo diversi modelli. Si può dibattere su singoli argomenti, costruire un ordine del giorno in maniera condivisa e votare dei candidati in maniera democratica. Inoltre ogni gruppo dispone di un calendario per gli eventi, di un archivio per i documenti e soprattutto di un forum per dialogare, totalmente configurabile e ampliabile dal gruppo per organizzarlo secondo le proprie esigenze.

Ad oggi Tu Parlamento è un’esperienza “conclusa” come si può leggere dalla finestra pop-up che appare collegandosi al sito, mentre Airesis è tuttora attivo.

È difficile immaginare di sostituire interamente l’attuale sistema deliberativo con sistemi di democrazia liquida, ma sicuramente sono strumenti potentissimi che possono servire a fotografare le reali esigenze e orientamenti dei cittadini. Come nel caso dei matrimoni gay.

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1 Commento

  1. Giustamente. Perché mai citare il Partito Pirata Italiano che usa Liquid Feedback da ben prima di ogni realtà citata in questo “articolo”?

    Perché mai documentarsi prima di scrivere un’accozzaglia di cazzate come quella contenuta in questo post?

    Rispondi

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