Agenda Digitale e Smart City: restano le macchie, manca la governance

Scritto da:     Tags:  , , , , ,     Data di inserimento:  23 ottobre, 2014  |  Nessun commento
23 ottobre, 2014
banda_larga

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Le macchie di leopardo dell’agenda digitale e delle smart city italiane continuano a rappresentare lo status quo del nostro Paese, e anche i nostri ‘pellegrinaggi’ a Milano e Bologna negli eventi più importanti della ‘digital economy’ confermano che manca una strategia condivisa (che dovrebbe arrivare dall’Agid ma che non arriva).

L’ultima ‘bellezza’ è rappresentata da Milano, Bologna e Firenze: sono loro le città più smart d’Italia secondo ICity Rate 2014, la classifica delle città smart realizzata da FORUM PA per Smart City Exhibition in corso a Bologna (a breve il reportage di Pionero).

Convinti che il nostro amico @michevianello possa venirci in soccorso, viriamo sul discorso agenda digitale per approfondire le ultime, evidenze territoriali di un’Italia che, centralmente, resta invischiata nella macchina burocratica dell’Agid (@la_pippi Poggiani, aiutaci tu…).

Fibra ottica in Calabria

Telecom Italia si è aggiudicata il bando indetto dalla Regione Calabria e realizzerà entro il 2015, nei 223 comuni previsti dal progetto, le infrastrutture di rete passiva in fibra ottica adeguando 359 aree di centrale.

Parte, quindi, il programma per la realizzazione in Calabria della rete di nuova generazione in fibra ottica, uno degli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea. Il Bando, emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico attraverso Infratel Italia, la società del Gruppo Invitalia incaricata di attuare il Piano nazionale Banda Larga e il Progetto strategico Banda Ultra Larga, e approvato dalla Commissione europea, prevede un finanziamento pubblico di 63,5 milioni di euro grazie all’utilizzo dei fondi europei FESR, a cui si aggiungono 36,6 milioni di euro di investimento da parte di Telecom Italia.

Il grande progetto di un’autostrada digitale che attraversa l’intera Calabria diventa finalmente realtà. Si tratta – ha detto Alfonso Dattolo, Assessore all’Urbanistica Governo del Territorio e Società dell’Informazione della Regione Calabria – di un intervento strategico per il futuro della regione, che non può continuare a vantare ritardi rispetto al resto del paese, ma merita di essere messa nelle condizioni di poter competere sullo stesso piano con le altre regioni. La banda larga ed ultra larga permetteranno infatti la diffusione e la fruizione di servizi digitali di base anche in territori isolati geograficamente, nel contempo potenzieranno quelli in aree territoriali strategiche nella regione, accelerando la crescita e l’innovazione delle attività economiche e della pubblica amministrazione, attraverso servizi di telecomunicazioni di alta qualità, stabilità e velocità. Avendo fortemente creduto in questo progetto che di fatto ha caratterizzato con altri la nostra attività amministrativa, abbiamo cercato ogni strada per snellire le procedure autorizzative“.

Verbania: banda larga in citta’ e sulle isole

Anche a Verbania l’agenda digitale fa rima con banda larga. Il Comune ha partecipato al bando della Commissione europea “Connected Communities” con l’assistenza tecnica gratuita offerta dal Consigliere del Partito Democratico Marco Tartari – professionista nel settore ICT – che ne ha steso il progetto supportato dalla fondazione TorinoWireless, volto a soddisfare i requisiti dell’Agenda Digitale Europea.

Il progetto prevede di coprire la maggior parte degli spazi pubblici cittadini con connettività ultra larga superiore ai 30 Mbit/s, realizzando inoltre in alcuni punti della città delle ‘Isole digitali’ con arredo urbano (panchine, fontane d’acqua pubblica, ecc.) dotate di pannelli touchscreen per navigare gratuitamente in internet, prese elettriche, porte USB per la ricarica di dispositivi (tablet, smartphone, ecc) e prese EV per la ricarica di auto elettriche“, ha detto il sindaco Silvia Marchionini.

Laura Sau, Assessore ai Servizi Territoriali prevede le applicazioni al servizio del pubblico: “Oltre a fornire un servizio pubblico, gratuito e avveniristico a cittadini e turisti, attuando e garantendo il diritto di cittadinanza digitale, queste iniziative ridurrebbero significativamente lo storico ‘digital divide’ nel nostro territorio e fornirebbero alle aziende strumenti di produttività elevata che permetterebbero insediamento e creazione di nuove imprese ad alta tecnologia in città“.

Videosorveglianza: in Italia si spendono 200 milioni l’anno!

Lo sappiamo bene: l’Italia soffre di uno dei più gravi digital-divide d’Europa, ma un euro ogni 10 dei fondi per connettere il paese sono invece stati investiti in telecamere per la sicurezza207 milioni di euro, infatti, sono serviti per installare telecamere.

I quattro progetti più consistenti sono quelli che hanno visto protagoniste le regioni Sicilia, Puglia, Campania e Calabria, che hanno speso rispettivamente 49, 46, 45 e 43 milioni di euro in videosorveglianza. Ed è appunto in queste regioni che si concentrano i sindaci convinti che l’innovazione passi dalla videosorveglianza.

Due le eccezioni, entrambe in Toscana: Fucecchio (Firenze), che ha “investito” 95mila euro, e Barga (Lucca), dove le telecamere sono costate 79mila euro. Per il resto si va dai 54mila euro spesi a Castelvetrano (Trapani) al milione e 300mila euro utilizzato in tandem dai comuni di Casal di Principe e Castel Volturno, tristemente noti per essere terre di camorra nel casertano.

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