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Anche un selfie aiuta a cambiare

Anche un selfie aiuta a cambiare
3 minuti di lettura

Si, è vero, con tutti i problemi che abbiamo ci mancherebbe solo che ci dividessimo in opposte fazioni per un selfie. Rimane però il fatto che il nostro premier corre veloce, velocissimo e in barba a molte, troppe convenzioni, spesso irretisce i conservatori.

Con Renzi non faccio sconti, nel senso che non mi appiattisco sul pensiero unico e dominante. Quando le spara grosse e poi non concretizza, non taccio. Anzi faccio il mio dovere di grillo parlante e sui temi del digitale e della crescita credo sia ora di chiacchierare meno e fare di più. Molto di più. Come d’altronde ha promesso da tempo.

Ma non è di questo che vorrei parlare. Certo, qui su Pionero ci occupiamo molto di Digital Innovation e di cosa il digitale può offrire alla crescita e al benessere. Ma oggi concentriamoci un po’ sulla comunicazione e su quanto la comunicazione incida nei rapporti strutturati e formali.

Detto questo che ci azzecca il selfie? Ci sta, ci sta, ci sta tutto. Perchè il nostro amato premier è figlio dei nuovi paradigmi comunicativi che dalla rete e dai social network traggono insegnamenti e spinte giornaliere al cambiamento di tutto. Si, proprio tutto.

Per complicare un po’ il ragionamento, aggancio a queste digressioni l’ottimo articolo di Minghetti sul Nova: ‘Ciò la rende la più strenua oppositrice della rivoluzione “social” in atto e in conclusione pervicamente ostile all’apertura verso quel modello di Humanistic Management 2.0. con cui tutte le organizzazioni, volenti o nolenti, sono ormai costrette a confrontarsi‘.

Di che vogliamo parlare dunque? Del fatto che riflessione, ponderatezza, pragmatismo, liturgie, ruoli, schemi e flussi strutturati son tutti morti? Forse si. Ma qualcuno di quelli che contano se n’è per caso accorto?

Capiamoci, i Social Media non salveranno l’umanità ma hanno cambiato profondamente le relazioni.

A) Tutto è veloce, liquido e destrutturato.

B) I ruoli si invertono, si ibridano, spesso scompaiono perchè semplicemente non servono più.

C) Vince chi è multidisciplinare, aperto e coraggioso.

D) Finalmente si può sbagliare. Who cares!

E)  E si usa un po’ quello che passa il convento, a partire dallo smartphone che assume un ruolo talmente centrale nei rapporti umani che l’inventore del telefono impallidisce e scompare nell’oblio.

La natura cambia e gli uomini, che son parte della natura, cambiano. Goethe diceva: ‘Comunicare l’un l’altro, scambiarsi informazioni è natura; tenere conto delle informazioni che ci vengono date è cultura‘. Dunque finchè gli strumenti e i metodi prevalgono sui contenuti, stiamo parlando di qualcosa di ‘naturale’ che sta insito nella logica evolutiva di voler cambiare e migliorare i rapporti attraverso lo ‘scambio di informazioni’.

Sul contenuto e sul valore del messaggio mediato dai nuovi strumenti e metodi, dobbiamo convenire che l’abilità di Rienzi è indiscussa. E’ vero ‘tenere conto delle informazioni che ci vengono date è cultura’ e la cultura è la madre del diritto, delle regole e del vivere comune.

Renzi ieri ha confezionato i contenuti dolci (80 euro alle neo mamme) con una tale enfasi comunicativa che i contenuti amari (contratti degli statali, tassazione regionale, ecc.) hanno ceduto il posto alla polemica selfie si o selfie no. Ha mischiato volutamente social media e televisione facendosi spingere da una polemica che sicuramente aveva previsto e valutato positivamente sin prima di entrare in trasmissione.

Scusate, ma secondo me è un geniaccio maledetto. Sofia Ventura mi è parsa più lucida di tanti critici a prescindere che gravitano attorno alla stampa di sinistra: ‘Si potrebbe discutere dell’efficacia di questo modo di procedere, non del tutto assente nella misura in cui la parola può di per sé essere performativa, ma è certo che se si costruisce soprattutto in funzione della comunicabilità, qualche cosa di importante forse si perde per strada‘.

Dunque mezzo e messaggio, contenuto e intermediario (oggi i Social Media, domani chissà) complementari, indistinguibili, importanti entrambi. Qualcosa si perderà per strada ma non certo l’efficacia. E in questo i Social Media stanno segnando un punto di rottura comunicativo senza precedenti.

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Foto del profilo di Gianluigi Cogo
Da anni facilita i processi che sfruttano le nuove tecnologie e diffonde cultura digitale nella Pubblica Amministrazione. In rete dai primissimi anni ‘90, a Venezia fonda la prima rete civica ‘Venice On-Line’ e poi il primo portale cittadino: ‘Venezia.Net’. Verso la fine degli anni ’90, assieme ad altri colleghi, crea il primo network dei Comuni della Provincia di Venezia ‘Polo Est’ e, infine, uno dei primi social network italiani: ‘Networkingitalia.it’. Presso la Regione Veneto (dove ora ha la responsabilità della Community Network inserita nella struttura di e-government) crea la prima rete intranet basata su workspace e dinamiche 2.0. Sviluppa, insieme ad altri colleghi di diverse regioni italiane, Ritef, la ‘rete delle regioni per l’e-learning’ ed è fin dai primi anni 2000 uno dei protagonisti del Cisco Networking Academy in Italia. Attualmente svolge consulenze per Università, Centri di Formazione Pubblici e Privati e Ministeri, per divulgare le dinamiche e i valori della ‘collaborazione e della partecipazione’. E’ docente presso la Facoltà di Informatica dell’Università Ca Foscari di Venezia del corso ‘Social media e smart apps’, Presidente di Assint (Associazione per lo sviluppo dell’innovazione e delle nuove tecnologie), è stato anche Segretario Generale dell’Associazione Italiana per l’Open Government, Componente del Comitato Scientifico della rivista Egov, membro dell’esecutivo dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione, fondatore/animatore della rete degli innovatori della pubblica amministrazione, consulente di FormezPA e molto attivo con il suo blog: http://webeconoscenza.net/. Ha ideato e promosso il primo Barcamp degli innovatori della Pubblica Amministrazione e collabora come docente e curatore scientifico per master e corsi sull’e-government 2.0 e sull’Enterprise 2.0. Scrive su diverse riviste del settore e ha pubblicato i libri: ‘La cittadinanza digitale’ , ‘I siti web delle Pubbliche Amministrazioni’ e ' I Social Network nella PA'.

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