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La Cosmetica Digitale di Poste Italiane

La Cosmetica Digitale di Poste Italiane
2 minuti di lettura

Succede che la scorsa settimana dimentico a Perugia un paio di occhiali e, per recuperarli, decido di farmeli spedire a casa. Gli amici perugini scelgono Poste Italiane per la spedizione con raccomandata e il giorno 21 si recano all’ufficio postale di Perugia.

Ieri, 29 Settembre, mi decido a utilizzare i potenti strumenti digitali per rintracciare la spedizione e l’esito è a dir poco sconcertante.

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Decido di proseguire sulla strada dell’innovazione e del digitale a tutto tondo utilizzando il canale Twitter di Poste Italiane per fare le mie rimostranze. Questo il siparietto:

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Alla fine cedo e, in nome di quale riservatezza non lo so, mando il codice in DM. La risposta (ovviamente i DM non li pubblico) è più o meno del tipo: ‘tutto bene, tutto in regola, siamo nei tempi, ricontattaci‘.

Alla faccia della socialcare 🙂

Ma il punto è un altro. A che serve coprire le inefficienze di gestione dei processi con abbondanti make-up digitali? A che serve la tracciatura della spedizione se il servizio è fuori da tutti gli standard di fatto e distante anni luce dai tempi e dai metodi dei competitor?

p.s. negli stessi giorni Zalando mi ha recapitato un pacco in due giorni lavorativi, Amazon un gioco per mio figlio in 4 giorni (sabato e domenica compresi) e Timbuk2 mi ha già spedito da San Francisco un bene che ho comprato attraverso il loro eCommerce pagando con PAYPAL.

Ma poi a che serve aprire un canale Twitter se l’unico servizio che riescono a darti è quello di provare a rasserenarti, fra l’altro incartandosi sul metodo e sullo stile comunicativo?

Poste Italiane è un PA. Inutile mascherarla come società privata perchè il suo capitale è detenuto al 100% dallo Stato italiano tramite il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Questo è uno dei tanti esempi di cosmetica digitale a cui la PA ormai ci ha abituato. In pratica si coprono enormi deficenze strutturali e operativa, di gestione e di processo con un po’ di digitale spruzzato qua e la per imbonire i gonzi.

L’approccio disruptive prevede invece che tutto si azzeri e chi si ripensi al processo dall’inizio alla fine. Società pubbliche o private devono ripensare tutto, devono cambiare tutto, devono distruggere tutto per rinascere, competere e soprattutto servire i propri utenti secondo tempi e metodi ormai consolidati e dettati dal paradigma digitale.

Caro Simone, ci siam un po’ sbattuti per raccogliere buone pratiche e indicare i metodi, ma mi sa che siamo lontani anni luce.

p.s.: ho tracciato il pacco anche stamane e si trova ancora a Perugia 🙁

Foto del profilo di Gianluigi Cogo
Da anni facilita i processi che sfruttano le nuove tecnologie e diffonde cultura digitale nella Pubblica Amministrazione. In rete dai primissimi anni ‘90, a Venezia fonda la prima rete civica ‘Venice On-Line’ e poi il primo portale cittadino: ‘Venezia.Net’. Verso la fine degli anni ’90, assieme ad altri colleghi, crea il primo network dei Comuni della Provincia di Venezia ‘Polo Est’ e, infine, uno dei primi social network italiani: ‘Networkingitalia.it’. Presso la Regione Veneto (dove ora ha la responsabilità della Community Network inserita nella struttura di e-government) crea la prima rete intranet basata su workspace e dinamiche 2.0. Sviluppa, insieme ad altri colleghi di diverse regioni italiane, Ritef, la ‘rete delle regioni per l’e-learning’ ed è fin dai primi anni 2000 uno dei protagonisti del Cisco Networking Academy in Italia. Attualmente svolge consulenze per Università, Centri di Formazione Pubblici e Privati e Ministeri, per divulgare le dinamiche e i valori della ‘collaborazione e della partecipazione’. E’ docente presso la Facoltà di Informatica dell’Università Ca Foscari di Venezia del corso ‘Social media e smart apps’, Presidente di Assint (Associazione per lo sviluppo dell’innovazione e delle nuove tecnologie), è stato anche Segretario Generale dell’Associazione Italiana per l’Open Government, Componente del Comitato Scientifico della rivista Egov, membro dell’esecutivo dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione, fondatore/animatore della rete degli innovatori della pubblica amministrazione, consulente di FormezPA e molto attivo con il suo blog: http://webeconoscenza.net/. Ha ideato e promosso il primo Barcamp degli innovatori della Pubblica Amministrazione e collabora come docente e curatore scientifico per master e corsi sull’e-government 2.0 e sull’Enterprise 2.0. Scrive su diverse riviste del settore e ha pubblicato i libri: ‘La cittadinanza digitale’ , ‘I siti web delle Pubbliche Amministrazioni’ e ' I Social Network nella PA'.

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